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Standard & Poor’s: i bassi tassi di crescita potrebbero vanificare i tagli decisi nella manovra

Secondo la società di rating la contrazione del Pil procapite avvenuta dal 2005 a oggi avrebbe dovuto suggerire interventi ben più radicali

Standard & Poor’s: i bassi tassi di crescita potrebbero vanificare i tagli decisi nella manovra

La manovra economica da 47 miliardi di euro approvata ieri sera dal Consiglio dei ministri potrebbe non essere sufficiente a ridurre il debito pubblico italiano, soprattutto per via delle modeste prospettive di crescita del paese. Il giudizio è stato formulato dalla società di rating Standard & Poor’s che ha però sottolineato come alcune delle misure decise dall’esecutivo contribuiranno ad accrescere la competitività del paese, in particolare il taglio alle retribuzioni statali di fascia alta e la “razionalizzazione del complesso sistema di deduzioni fiscali”. Nonostante queste novità positive, secondo gli analisti di S&P il fatto che crescita del Pil procapite italiano sia stata del -0,9% tra il 2005 e il 2011 avrebbe dovuto suggerire interventi ben più radicali sia in campo micro che macroeconomico per incentivare gli investimenti privati e allineare le retribuzioni con la produttività. È principalmente per queste ragioni che secondo S&P continua a esserci una possibilità su tre che nei prossimi 24 mesi il paese vada incontro a un downgrade del rating del suo debito.

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