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Recioto, nuovo disciplinare per il vino storico della Valpolicella Presidio Slow Food (prima volta per una Docg)

Il Recioto della Valpolicella, antico vino dolce Docg e “padre dell’Amarone”, entra nei Presidi Slow Food. Il disciplinare viene aggiornato per un rilancio storico e sostenibile nel panorama enologico

Recioto, nuovo disciplinare per il vino storico della Valpolicella Presidio Slow Food (prima volta per una Docg)

Per il Recioto della Valpolicella, raro vino rosso passito del Veneto, Doc dal 1968 e Docg dal 2010, si apre una nuova fase di rilancio che ne rafforza la visibilità e l’identità. Oltre a entrare nel prestigioso circuito dei Presidi Slow Food, un primato assoluto per una Docg, il vino vede il Consorzio di tutela dei vini Valpolicella impegnato in una revisione del disciplinare di produzione, con l’obiettivo di sostenere la qualità e offrire nuove opportunità ai produttori. Nonostante la produzione attuale si attesti intorno alle 400mila bottiglie, in calo rispetto alle circa 700mila del periodo pre-2010, questa doppia iniziativa promette di restituire al Recioto la centralità che merita nel panorama enologico internazionale, rafforzando al contempo la sua storia millenaria e la relazione con il territorio.

Il Presidio Slow Food del Recioto farà il suo debutto ufficiale alla Slow Wine Fair 2026 a BolognaFiere, dal 22 al 24 febbraio, dove le cantine presenteranno le loro etichette rispettando i criteri del disciplinare.

Una storia millenaria: dalle uve appassite al vino dolce della Valpolicella

Il Recioto ha origini antichissime, con riferimenti già nel IV secolo d.C., quando Cassiodoro descriveva l’Acinatico come un vino dolce, denso e carnoso, ottenuto con tecniche di appassimento delle uve. Anche il vescovo di Verona Zeno ricordava come conservare a lungo il vino, affinché invecchiando migliori la sua struttura e i profumi. Nei secoli successivi, con gli statuti di Alberto I della Scala del 1276, furono regolamentate le vendemmie e il commercio, consolidando pratiche tradizionali tuttora fondamentali. Il nome stesso, Recioto, deriva dal dialetto veneto recia(“orecchie”), che indica le ali dei grappoli più mature, selezionate per l’appassimento e più ricche di zuccheri.

Zona di produzione e vitigni tipici

Il Recioto della Valpolicella si produce in numerosi comuni della provincia di Verona, tra cui Marano di ValpolicellaFumaneNegrarSan Pietro in CarianoSant’AmbrogioDolcèVeronaSan Martino Buon Albergo e Lavagno, includendo anche le sottozone Classico e Valpantena. Le viti sono allevate a spalliera o a pergola veronese inclinata mono o bilaterale e il disciplinare prevede l’uso di uve locali selezionate: Corvina e Corvinone rappresentano dal 45 al 95%, Rondinella dal 5 al 30% e altri vitigni autoctoni a bacca rossa fino al 25% del totale, con un massimo del 10% per ciascuno.

Recioto della Valpolicella: tecniche di produzione e caratteristiche organolettiche

Pur condividendo molte fasi della vinificazione con l’Amarone, il Recioto si distingue per l’interruzione della fermentazione alcolica, che gli conferisce un equilibrio dolce unico. Le uve, vendemmiate a mano, vengono selezionate e appassite in fruttaio per almeno 100 giorni senza forzature, in modo da preservare aromi e zuccheri naturali. Solo le parti migliori dei grappoli, le “ali”, vengono impiegate, mentre il restante, fino al 35%, può essere destinato a Valpolicella o Valpolicella Ripasso. Vinificazioneinvecchiamento e imbottigliamento avvengono nei comuni della zona o in stabilimenti autorizzati della provincia di Verona, mentre la spumantizzazione deve avvenire all’interno della Regione Veneto. Il Recioto può essere commercializzato sia come vino fermo sia come spumante, con menzione Classico o Valpantena. Le uve principali regalano aromi intensi di frutta matura, ciliegia e note speziate, mentre l’equilibrio zuccherino e l’invecchiamento conferiscono complessità e profondità. Storicamente, le etichette dell’Amarone recavano la dicitura “Recioto Amarone”, a testimonianza del legame tra i due vini.

Il Presidio Slow Food: protezione e sostenibilità

Sette cantine hanno aderito al Presidio Slow Food, mettendo al centro la tutela della qualità e della tradizione. Le aziende coinvolte – Mizzon, Venturini, Roccolo Grassi, Corte Merci, La Dama, Giovanni Ederle Novaia – hanno adottato un regolamento più severo rispetto al disciplinare Docg, includendo norme come nessun diserbo chimico, selezione di uve da vigne di almeno 15 anni, bassi livelli di solforosa, e un invecchiamento minimo di cinque anni prima della commercializzazione, con almeno un anno in bottiglia. L’iniziativa mira a riposizionare il Recioto anche in abbinamento ai cibi salati, come tradizione veronese, e a coinvolgere altre piccole realtà legate a pratiche sostenibili.

Per rafforzare la produzione e offrire nuove opportunità ai viticoltori, il Consorzio vini Valpolicella ha aggiornato il disciplinare introducendo due tipologie innovativel’Ammandorlato, una via di mezzo tra Amarone e Recioto, e il Fortificato, con aggiunta di alcol, novità assoluta. Questa evoluzione consente di preservare il vino secolare e tutelare la sua identità storica, evitando che il successo dell’Amarone ne oscuri la tradizione.

Eventi e valorizzazione culturale

Il Recioto mantiene un ruolo centrale nelle tradizioni locali. Ogni Pasquetta a Negrar si svolge il Palio del Recioto, con degustazioni e gare tra produttori, accompagnato da una corsa ciclistica internazionale under 23, che ha visto tra i partecipanti futuri campioni professionisti come Francesco Moser. Questi eventi rafforzano l’identità culturale del vino e il legame con il territorio.

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