Dalla costruzione dell’infrastruttura alla diffusione dei servizi digitali. È questa la nuova sfida indicata durante la visita del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica e alla transizione digitale, Alessio Butti, nella sede romana di Open Fiber. Butti ha incontrato l’amministratore delegato Giuseppe Gola e il management della società per fare il punto sullo sviluppo della fibra ottica in Italia e sulle prospettive di un settore sempre più centrale per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.
Open Fiber dispone attualmente della rete Ftth più estesa del Paese, con 17,4 milioni di unità immobiliari raggiunte, circa 171 mila chilometri di infrastruttura e 4 milioni di linee attive. Dopo oltre 12 miliardi di euro di investimenti e una lunga fase dedicata alla realizzazione della rete, l’obiettivo è ora aumentarne l’adozione e trasformarla in uno strumento concreto per la crescita economica e sociale. La connettività ad alta capacità può infatti sostenere lo sviluppo della sanità digitale, della scuola, dei servizi pubblici e delle filiere produttive, riducendo allo stesso tempo le distanze tra le grandi città e le aree interne.
“L’Italia ha dimostrato che, quando esiste una visione strategica e una capacità di attuazione concreta, è possibile recuperare rapidamente ritardi accumulati in decenni”, ha dichiarato Butti. Secondo il sottosegretario, il Paese è passato “da una situazione di forte criticità a essere tra i Paesi più avanzati d’Europa sul fronte della connettività”. Butti ha inoltre sottolineato il ruolo svolto da Open Fiber e la natura strategica della rete, considerata una condizione essenziale per la competitività industriale, la crescita economica e la piena cittadinanza digitale. La priorità delle istituzioni sarà quindi valorizzare gli investimenti già realizzati, favorendo l’adozione dei servizi innovativi ed evitando che una parte del territorio rimanga esclusa dalle opportunità della transizione digitale.
Dall’intelligenza artificiale agli Edge Data Center
La fibra ottica non rappresenta soltanto uno strumento per navigare più velocemente. La capacità, l’affidabilità e la bassa latenza delle reti sono elementi indispensabili per sostenere l’intelligenza artificiale, il cloud computing, le smart city e i nuovi modelli di elaborazione distribuita dei dati. “Open Fiber ha realizzato una delle infrastrutture digitali più estese e strategiche del Paese, creando le basi per l’Italia del futuro”, ha affermato Giuseppe Gola. Per l’amministratore delegato, la prossima fase dovrà concentrarsi sull’accelerazione dell’adozione della rete e sulla diffusione di servizi innovativi destinati a cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche. “La fibra ottica non è soltanto un fattore di connettività“, ha aggiunto Gola, ma “l’infrastruttura essenziale su cui si sviluppano tecnologie come l’intelligenza artificiale, il cloud computing e i nuovi Edge Data Center”.
Tra i progetti esaminati durante l’incontro figura Open Edge, il piano con cui la società intende avvicinare la capacità di calcolo ai territori e agli utilizzatori finali. L’obiettivo è ridurre i tempi di risposta dei servizi digitali e garantire una maggiore efficienza alle applicazioni che richiedono elaborazioni in tempo reale.
Ai cinque Edge Data Center già operativi si aggiungeranno undici nuovi nodi entro la fine del 2026. Una rete distribuita di infrastrutture pensata per offrire servizi a bassa latenza alle imprese, alle amministrazioni pubbliche e ai sistemi territoriali.
La fibra come sensore per infrastrutture e terremoti
Nel corso della visita è stato approfondito anche il progetto Fiber Sensing, una tecnologia che consente di utilizzare i cavi in fibra ottica come una rete capillare di sensori. Il sistema permette di rilevare vibrazioni, variazioni di temperatura e sollecitazioni lungo l’infrastruttura. Le possibili applicazioni riguardano il monitoraggio delle opere, la sicurezza delle reti e l’osservazione degli eventi sismici. La fibra può quindi svolgere una funzione che va oltre la trasmissione dei dati, diventando uno strumento per raccogliere informazioni in tempo reale e controllare il territorio. Una prospettiva che rafforza il ruolo delle infrastrutture digitali nello sviluppo di città più intelligenti, servizi pubblici più efficienti e sistemi di prevenzione più avanzati.
L’incontro tra il governo e Open Fiber ha confermato la necessità di una collaborazione costante tra istituzioni e operatori. Dopo gli investimenti nella posa della rete, la partita si sposta ora sulla sua effettiva utilizzazione e sulla capacità di tradurre la connettività in innovazione, competitività e servizi accessibili in tutto il Paese.
