Nuovo scossone nel consiglio di amministrazione di Mps: Fabrizio Palermo ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato dal ruolo di amministratore indipendente e dal comitato per le operazioni con parti correlate. Secondo quanto comunicato dalla banca, alla base del passo indietro ci sarebbero le “recenti determinazioni in materia di governance” non condivise dal manager, in un contesto già segnato da crescenti tensioni interne.
Nel frattempo, l’attenzione del mercato resta alta anche sui prossimi risultati di Mediobanca e sui conti della capogruppo, attesi lunedì 11 maggio e considerati rilevanti per comprendere l’evoluzione del progetto industriale del gruppo.
Mps, alta tensione nel cda: fratture dopo il caso Vivaldi
Il ceo di Acea era stato tra i protagonisti delle dinamiche interne per la guida del gruppo, inizialmente indicato come possibile amministratore delegato insieme a Corrado Passera e Carlo Vivaldi, e successivamente in corsa in solitaria per la successione a Luigi Lovaglio. Una candidatura poi sfumata dopo l’assemblea del 15 aprile, che ha confermato proprio Lovaglio, sostenuto dalla lista dell’imprenditore Pierluigi Tortora.
Nel nuovo assetto del board, le tensioni non si sono attenuate. Fin dalle prime riunioni del consiglio, una parte dei consiglieri ha espresso contrarietà su alcune decisioni chiave, tra cui il conferimento delle deleghe all’amministratore delegato e la nomina di Cesare Bisoni alla presidenza.
Le frizioni si sono ulteriormente accentuate nei giorni successivi con il caso del consigliere Carlo Vivaldi, ex banchiere Unicredit, poi dichiarato decaduto per incompatibilità legate alla presenza contemporanea negli organi di Mps e Banca Mediolanum. Successivamente si sono registrati ulteriori attriti sulle nomine nei comitati endoconsiliari, con una ripartizione che ha visto la maggioranza mantenere il controllo delle principali funzioni, mentre alla minoranza sono stati assegnati spazi più limitati, soprattutto nelle aree rischio, remunerazioni e governance.
Nuovi ingressi nel cda? Le ipotesi
Sul fronte delle possibili sostituzioni, lo scenario resta aperto. Secondo quanto riportato da Milano Finanza, il consiglio potrebbe essere presto integrato con nuovi ingressi. In particolare, il quotidiano finanziario indica come possibili nuovi consiglieri Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, secondogenito dell’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone.
Sempre secondo MF, i due subentrerebbero come primi non eletti della lista del precedente consiglio, in base ai meccanismi statutari della banca. La presenza – diretta o indiretta – di uomini riconducibili all’area dell’imprenditore romano nei comitati, potrebbe trasformarsi in una sorta di recupero di influenza, seppure parziale.
