L’Italia decide di bloccare temporaneamente Schengen con la Spagna dopo l’arrivo di 60 mila migranti in 24 ore nell’enclave iberica in Marocco di Ceuta. “Tuteliamo la sicurezza nazionale”, ha detto la premier Giorgia Meloni. Ira dell’opposizione che parla di “sciacallaggio”. Gelo con Bruxelles, si apre una crisi diplomatica con Madrid. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez a Ceuta punta il dito contro “mafie e trafficanti” e ricorda all’Italia, “prima per ingressi irregolari, 478mila in 5 anni”, che il “rispetto dei Trattati non è opzionale”. L’Ue assicura “che non ci sono flussi verso l’Europa” e sollecita Roma a spiegare in che modo la crisi di Ceuta impatti sulla sicurezza nazionale. Il Quirinale segue la situazione. Gli Usa attaccano le politiche migratorie di Madrid mentre Francia e Gran Bretagna mostrano solidarietà al governo spagnolo. Intanto più della metà dei migranti, oltre 48mila, è stata rimpatriata. Aumenta il bilancio dei morti in mare: il numero – fino alla mattinata di sabato – sale a 57 vittime.
In Italia, intanto, le opposizioni criticano duramente la mossa del Governo. Una situazione, lo si diceva, seguita anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: di sicuro le forti polemiche innescate da questa decisione disattendono quanto aveva detto appena giovedì sulle “tensioni elettorali intempestive” nel discorso del Ventaglio.
Migranti a Ceuta, l’Italia blocca Schengen con la Spagna per un mese
Le valutazioni avviate a Palazzo Chigi di fronte all’esplosione della crisi a Ceuta vengono approfondite in una riunione del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere. Meloni ha contatti internazionali con diversi leader, a partire dalla danese Mette Frederiksen, anche lei a favore della sospensione della Spagna da Schengen. Ben diverso l’approccio di Emmanuel Macron, che a Sanchez esprime “solidarietà”. La dimensione esterna è fondamentale, insiste la premier e ai suoi interlocutori ricorda l’efficacia di strumenti come il memorandum Ue-Tunisia. In parallelo, chiarisce, “l’Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso”.
Migranti a Ceuta, ipotesi asse Marocco-Israele e ruolo destra Usa
Ai piani alti del governo attendono di capire come intenda muoversi ora a livello Ue la presidenza di turno irlandese, che nelle prossime ore convocherà una riunione del meccanismo integrato di risposta alle crisi politiche, mentre il Coreper lunedì valuterà gli sviluppi il coordinamento. A Roma ci si domanda in che modo Madrid stia rimpatriando i migranti e si analizzano le principali ipotesi di cause e concause, dalla reazione alla visita di Sanchez in Algeria all’asse Marocco-Israele al ruolo della destra Usa. Di certo, si ragiona nell’esecutivo, è stata un’operazione ben orchestrata.
Schengen e i timori della rotta via mare verso l’Italia
Il timore che si possa aprire una rotta via mare verso l’Italia ha portato alla sospensione di Schengen, disposta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi (che con l’omologo francese ha anche condiviso il rafforzamento dei controlli al confine tra i due Paesi). Tre anni fa fece lo stesso con la Slovenia, per fermare le migrazioni sulla rotta balcanica. Inizialmente per 10 giorni, poi per mesi e mesi. Ora si parte da un mese, in coincidenza con il primo weekend d’agosto, da bollino nero per le partenze. Ai cittadini di Paesi terzi provenienti dalla Spagna verranno controllati i documenti, dal Viminale assicurano che spagnoli ed europei verso l’Italia non avranno aggravi burocratici. Nulla cambia per chi dall’Italia si reca in Spagna. La misura, promette Meloni, “sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”. Quanto ai due vicepremier, Antonio Tajani spiega che è stata “una scelta necessaria”, Matteo Salvini rivendica che “passa la linea della Lega”. Una linea che dalle opposizioni viene invece ribattezzata “psicosi Vannacci”.
