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Medio Oriente, Trump parla con Netanyahu e Hezbollah: stop all’attacco in Libano e accordo Usa-Iran più vicino

Ieri sera telefonata decisiva tra il presidente statunitense e l’alleato israeliano: fermato all’ultimo momento l’annunciato bombardamento di Beirut. Intanto però frenano i negoziati con Teheran e gli ayatollah vogliono di nuovo chiudere lo Stretto di Hormuz

Medio Oriente, Trump parla con Netanyahu e Hezbollah: stop all’attacco in Libano e accordo Usa-Iran più vicino

Anche se ancora ieri sera il presidente Donald Trump parlava di negoziati con l’Iran che “vanno avanti a ritmo serrato”, la verità è che dopo le schiarite della settimana scorsa le trattative sembrano al contrario essersi arenate, al punto che secondo i media iraniani Teheran intende chiudere completamente lo stretto di Hormuz e punta a bloccare anche Bab el-Mandeb, sul Mar Rosso. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai pasdaran. Dopo l’offensiva israeliana in Libano, infatti, Teheran “ha messo in agenda la determinazione a bloccare completamente lo stretto di Hormuz e ad attivare altri fronti, tra cui quello dello stretto di Bab el-Mandeb, al fine di punire i sionisti e i loro sostenitori”, ha assicurato Tasnim.

Ieri però è stato proprio il Libano a tenere banco. Nonostante le Nazioni Unite avessero espresso allarme e chiesto a tutte le parti in causa di rispettare il cessate il fuoco, ieri Israele stava ancora estendendo la sua offensiva in Libano, arrivando secondo l’Iran a superare la linea rossa: “Il superamento delle linee rosse in Libano e a Gaza equivale a una guerra diretta e all’imposizione di costi sulla sicurezza nazionale. La resistenza islamica è determinata a condurre operazioni difensive, adottare misure significative e aprire nuovi fronti. Chiunque semini vento, raccoglierà tempesta”, hanno avvertito i Guardiani della rivoluzione.

Ciò ha portato Donald Trump a telefonare personalmente a Netanyahu per evitare che la situazione precipitasse. E infatti dopo la telefonata tra i due alleati l’annunciato attacco israeliano a Dahiya, sobborgo meridionale di Beirut ritenuto una roccaforte di Hezbollah, è stato rimandato all’ultimo momento proprio su pressione degli Stati Uniti. E’ quanto ha riferito l’emittente israeliana Kan News. “Ho avuto una telefonata molto produttiva con il Primo Ministro Bibi Netanyahu, d’Israele: nessuna truppa sarà inviata a Beirut e le eventuali truppe che erano in viaggio sono già state fatte rientrare”, ha scritto il presidente Usa su Truth. “Allo stesso modo, tramite rappresentanti di alto livello, ho avuto un ottimo colloquio con Hezbollah, i quali hanno concordato che ogni sparatoria cesserà: Israele non attaccherà loro ed essi non attaccheranno Israele”.

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