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La Fed promette linea dura sui tassi, la Bce si adegua: oggi si chiude il semestre peggiore del dopoguerra

Powell e Lagarde promettono lotta senza quartiere all’inflazione – “Sì, c’è il rischio recessione”, ammette il banchiere centrale Usa – Piazza Affari accoglie la matricola De Nora

La Fed promette linea dura sui tassi, la Bce si adegua: oggi si chiude il semestre peggiore del dopoguerra

Vecchio mondo, addio. I mercati sono già entrati in una nuova dimensione; assai meno bella e confortevole, purtroppo. Jerome Powell, presidente della Fed, ha scelto Sintra, sede dell’incontro annuale della Banca centrale europea, per ribadire con solennità quel che la Banca Usa va praticando nei fatti: la lotta all’inflazione viene prima della crescita. Di qui una robusta cura di tassi alti destinata a durare un bel po’. “Corriamo troppo? – ha aggiunto il banchiere – Sì, il rischio c’è. Ma mettiamola così: la stabilità dei prezzi è la cosa che conta di più”.

Annuisce al suo fianco Christine Lagarde: la Bce farà la sua parte, anche se, per evitare la frammentazione tra i Paesi dell’euro, occorrerà procedere a vista, con gradualità, ma, soprattutto, con mano ferma. Per questo lo scudo anti-spread da applicare dal 21 luglio in poi resta top secret: non è il caso di dare una mano ai bond vigilantes già pronti a scatenarsi sui mercati.

Insomma, nel giorno in cui le borse archiviano il peggior semestre degli ultimi decenni, le banche centrali vibrano un altro colpo al Toro. “Non illudiamoci di poter tornare ai tassi ultrabassi – spiega Lagarde – l’inflazione si manterrà su livelli più alti del recente passato nonostante i nostri interventi”.

“Può darsi che il picco sia già stato raggiunto – commenta Philip Hildebrandt, numero due di BalckRock – ma con queste scelte le banche centrali si assumono il rischio di provocare una violenta recessione”.

Future in calo in Europa, debole l’Asia

Le Borse, rassegnate, non reagiscono più di tanto al new look dei banchieri: Il future dell’indice EuroStoxx50 è in calo dello 0,5%. I future Usa fluttuano intorno alla parità.

Deboli anche le borse asiatiche: Nikkei di Tokyo -1,3%, -8% nel semestre. La produzione industriale del Giappone è scesa del 7% anno su anno in maggio, peggio delle previsioni degli economisti, principalmente perché l’industria automobilistica è stata colpita dalla carenza di componenti a causa della pandemia

Kospi di Seul -1,3%, -21% il semestre. La produzione industriale della Corea del Sud si è confermata sui livelli del mese precedente in maggio. Il settore servizi è salito dell’1%.

BSE Sensex di Mumbai +0,4%, -8,5% il semestre.

Si risveglia la Cina: Pmi sopra quota 50

Fa eccezione la Cina. Il CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen guadagna l’1,5%: il trimestre, a questi prezzi, si chiude con un rialzo del 6,4%, mentre il semestre è in perdita del -9%.

A spingere i listini sono i segnali di ripresa dell’attività dopo le chiusure anti-Covid. L’indice PMI delle società dei servizi è schizzato all’insù a 54,7 punti. Il PMI manifatturiero entra nell’area espansione a 50,2, da 49,6 del mese scorso.

Piatto l’Hang Seng di Hong Kong, che termina con lo stesso bilancio i secondi tre mesi dell’anno, i primi con un ribasso del 6%. La città si accinge a ricevere Xi Jingping.

Le regole sull’auto frenano il gruppo Exor

Non solo Sintra. Ieri la cronaca geopolitica è stata segnata dal vertice Nato di Madrid. Secondo il nuovo Strategic concept 2022 della Nato, ossia le linee guida dell’alleanza militare per i prossimi dieci anni, la Russia è “la minaccia più significativa e più diretta” alla pace e alla sicurezza dei Paesi membri. Il documento accusa anche la Cina di voler formare un “partenariato strategico” con la Russia. I leader dei Paesi membri della Nato hanno invitato formalmente Svezia e Finlandia a entrare nell’alleanza militare, dopo la rimozione del veto posto dalla Turchia.

Riuniti in Lussemburgo, i ministri dell’Ambiente dei Paesi membri dell’Unione europea hanno trovato l’accordo sul provvedimento per il clima, il Fit for 55, che tra le altre cose prevede nel 2035 lo stop della vendita di auto con motori a combustione.

Le novità, almeno quelle in arrivo dalla Bce, non sono piaciute alle Borse. Perde colpi Francoforte (ieri -1,7%) nonostante un frazionale miglioramento dell’inflazione. A Madrid (-1,57%) il carovita ha superato di nuovo la soglia della doppia cifra. A Milano (-1,21%) la maglia nera tocca ai titoli dell’auto.

Tornano gli acquisti sull’obbligazionario. Lo spread tra decennale italiano e tedesco arretra a 188 punti base. Il rendimento del Btp è sceso di 16 punti base.

Wall Street piatta, oggi l’Opec+

Chiusura piatta ieri a Wall Street: Dow Jones +0,27%, S&P 500 -0,03. Nasdaq -0,07%. Il Treasury Note a dieci anni tratta a 3,10% di rendimento, da 3,14% di ieri

Petrolio WTI intorno ai 110 dollari il barile, poco mosso. Oggi si riunisce l’Opec +. Poche le novità in vista: Arabia Saudita ed Uae hanno dichiarato di esser già vicini ai massimi della produzione.

Euro dollaro a 1,045. Ieri ed il giorno prima, il cross ha registrato perdite superiori allo 0,6%.

Bitcoin alla quarta seduta consecutiva di ribasso, a 20.030 dollari.

De Nora sbarca sul listino, Unicredit cede crediti a Illimity

Oggi il titolo De Nora fa il suo debutto sull’Euronext di Milano. Barclays ha alzato il target price di Tim a 0,19 euro. Unicredit ha annunciato di aver ceduto un portafoglio di crediti incagliati da 1,3 miliardi di euro a Illimity.

Edison ha firmato una modifica dell’accordo per la cessione della partecipazione nella licenza Reggane Nord in Algeria, a seguito dell’esercizio del diritto di prelazione da parte di Repsol. La partecipazione sarà ceduta ora in parte a Repsol (6,75%) e in parte a Wintershall Dea (4,50%).

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