Con una mossa a sorpresa in vista del suo roadshow per gli investitori, SpaceX di Elon Musk ha già fissato il prezzo della sua Ipo a 135 dollari per azione per raccogliere la cifra record di 75 miliardi di dollari, come riportato oggi da Reuters. La società di razzi e comunicazioni satellitari prevede di vendere 555,6 milioni di azioni e l’obiettivo è di raggiungere una valutazione di 1.750 miliardi di dollari.
Il debutto è previsto per l’11 o il 12 giugno, secondo quanto riferito dalle fonti. Goldman Sachs, Morgan Stanley, BofA Securities, Citigroup e JP Morgan sono i joint book-running manager dell’offerta, a capo di un consorzio di banche d’investimento globali che sottoscrivono l’operazione. Musk sta negoziando con le banche di pagare commissioni di circa lo 0,75% (più basse del solito) su quei circa 75 miliardi di dollari che intende raccogliere, secondo Bloomberg: comunque è probabile che le banche incassino circa 500 milioni di dollari dall’Ipo.
La quotazione di SpaceX dà il via a un’ondata di aziende private di alto profilo che si preparano a testare i mercati pubblici dopo anni di scarsa attività di Ipo per le società a grande capitalizzazione, e si attendono i giganti dell’intelligenza artificiale OpenAI e Anthropic. Insieme le tre società si apprestano a portare quasi 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione sul mercato. Ma l’operazione del produttore di razzi e satelliti si preannuncia la più grande ipo mai realizzata, più del doppio dei 29,4 miliardi di dollari raccolti da Saudi Aramco nel 2019.
SpaceX rompe gli schemi con il prezzo unico. Domani parte il road show
Con l’offerta pubblica iniziale, SpaceX punta a stabilire record e a rompere gli schemi. Indicare un prezzo unico prima delle presentazioni agli investitori e della fase di bookbuilding è un evento alquanto insolito. Solitamente le società che intendono quotarsi in borsa in un primo momento definiscono un range di prezzo così da definire le aspettative di valutazione e consentire un adeguamento del prezzo in base alla domanda degli investitori: in effetti una forte domanda può spingere il prezzo finale verso la parte alta dell’intervallo, o addirittura al di sopra di esso, prima del debutto sul mercato. L’azienda ha già tenuto alcuni incontri preliminari con gli investitori per sondare il terreno e domani parte il roadshow. Non esiste alcuna regola che vieti il piano di fissare un prezzo fisso per l’IPO, secondo esperti legali interpellati da Reuters. “Musk sta semplicemente adottando un approccio del tipo ‘prendere o lasciare’, che funziona per i suoi seguaci ed è anche sensato viste le condizioni di mercato e la mancanza di termini di paragone” hanno detto.
Ma Musk ha riscritto le regole per la quotazione in borsa di SpaceX anche in molti altri modi, da un ruolo più incisivo per gli investitori retail nell’allocazione, a una precoce inclusione negli indici, fino alla strutturazione della governance per preservare un forte controllo da parte del fondatore. La società, come aveva indicato recentemente Reuters, sta valutando la possibilità di destinare fino al 30% dell’offerta a investitori retail: una tranche insolitamente ampia con la quale Musk vuole sfruttare il seguito dimostrato dai molti suoi fan per ampliare la proprietà dell’azienda. Alcune misure, tra cui una struttura azionaria a doppia classe descritta nel prospetto dell’Ipo, concentrano il potere di voto nelle mani di Musk e di un ristretto gruppo di dirigenti.
Secondo le ultime indiscrezioni, l’Ipo dovrebbe essere strutturata come un’offerta primaria interamente destinata alla società, il che significa che tutti i proventi andranno all’azienda e gli attuali azionisti di SpaceX non potranno vendere alcuna delle loro azioni nell’ambito dell’Ipo. Musk sarà tenuto inoltre a detenere le sue azioni SpaceX per 366 giorni dopo l’Ipo, un segnale per gli investitori del suo impegno nei confronti dell’azienda. I proventi dell’Ipo saranno utilizzati per diversi scopi, tra cui l’espansione delle risorse di calcolo per l’intelligenza artificiale e della rete satellitare di SpaceX.
L’azienda non ha concorrenti diretti, il che rende la valutazione dell’azienda soggetta a interpretazione. La maggior parte del valore attuale deriva dal business delle comunicazioni satellitari Starlink, che ha generato la maggior parte dei ricavi, degli utili e della crescita dell’azienda lo scorso anno. Nei tre mesi conclusi il 31 marzo, il fatturato di SpaceX è salito a 4,69 miliardi di dollari, rispetto ai 4,07 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente. Le perdite per azione si sono ampliate, raggiungendo 1,27 dollari contro i 18 centesimi per azione registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Nel 2025, la società è passata da un utile di 791 milioni di dollari a una perdita netta di 4,94 miliardi di dollari.
Ora la valutazione dell’azienda si basa sulla capacità di SpaceX di dominare tecnologie e mercati che ancora non esistono, dalle missioni su Marte ai data center alimentati a energia solare nello spazio, puntando a un mercato potenziale di 28.500 miliardi di dollari. All’inizio di quest’anno SpaceX si è fusa con la startup di intelligenza artificiale di Musk, xAI, in un accordo che ha valutato l’azienda aerospaziale 1 trilione di dollari e lo sviluppatore del chatbot Grok AI 250 miliardi di dollari.
Mobilitazione generale in vista dell’Ipo: dai dipendenti ai fan delle cripto
In molti stanno mettendo mano al salvadanaio per poter partecipare all’Ipo di SpaceX. Oltre 1.000 dipendenti attuali ed ex dipendenti di SpaceX hanno unito le forze per negoziare condizioni migliori e l’accesso a prodotti finanziari sofisticati di ottimizzazione fiscale, che potrebbe trasformare molti di loro in multimilionari.
Inoltre è da notare che ieri il Bitcoin ha messo a segno la peggior seduta da quattro mesi (-5,4%), scivolando sui minimi da aprile, e sono in molti a vedere il nesso con l’avvicinarsi della quotazione di SpaceX e della altre grandi dell’AI. In poche ore sono state liquidate posizioni long su Bitcoin per oltre 1 miliardo di dollari. Questo deleveraging, spesso forzato, cioè la chiusura automatica e obbligatoria delle operazioni ad alto rischio da parte degli exchange di criptovalute, rappresenta il volume maggiore registrato da febbraio, secondo i dati raccolti da CoinGlass. A scatenare il sell off è anche la notizia delle vendite da parte del principale detentore Strategy: la società di Michael Saylor ha rivelato di aver venduto 32 Bitcoin per circa 2,5 mln di dollari per la prima volta dal 2022, una vendita simbolica che però rappresenta una inversione rispetto alla strategia massimalista che ha contribuito a rendere Strategy uno dei