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Bitcoin ai minimi da due mesi: ecco come una piccola vendita ha scatenato un sell-off, mentre i capitali si spostano dalle cripto all’Ia

La società di software Strategy ha venduto una quantità irrilevante di bitcoin, innescando un sell-off enorme. In una settimana cancellati 160 miliardi di dollari di valore di mercato. E se la regina delle cripto in un anno ha perso il 37%, il Nasdaq è salito del 42%

Bitcoin ai minimi da due mesi: ecco come una piccola vendita ha scatenato un sell-off, mentre i capitali si spostano dalle cripto all’Ia

Il prezzo dei Bitcoin continua a scendere in scia alla vendita da parte di Strategy di una piccolissima porzione delle sue enormi riserve di criptovalute. A metà pomeriggio la più grande criptovaluta del mondo cede l’1,8% a quota 66.640 dollari, dopo aver toccato un minimo di 65.391 dollari, il livello più basso degli ultimi due mesi. Da inizio anno il calo sfiora il 24%, mentre nell’ultima settimana il bitcoin ha perso il 12%, cancellando circa 160 miliardi di dollari di valore di mercato. Una discesa che diventa ancora più marcata se si fa un confronto con quello che sta accadendo sull’azionario ai titoli tecnologici, in costante rialzo grazie al fervore sull’intelligenza artificiale. 

Bitcoin: cosa c’è dietro il sell-off 

A innescare le vendite sui Bitcoin è stata la decisione della società di software Strategy di vendere 32 bitcoin per 2,5 milioni di dollari. Una mossa irrilevante se si tiene conto che la società possiede una riserva di 843.706 monete valutata 62 miliardi di dollari. Tuttavia questa vendita ha messo il mercato in allarme. Storicamente infatti, la posizione del presidente di Strategy, Michael Saylor, era basata sul principio del “non vendere mai“, ha spiegato a Bloomberg Rajiv Sawhney, responsabile della gestione internazionale dei portafogli presso Wave Digital Assets, secondo cui a contare non è la vendita in sé, ma il “segnale che invia al mercato, soprattutto considerando la sottoperformance di Bitcoin nelle ultime settimane”, ha dichiarato Sawhney. 

I capitali si spostano dal Bitcoin all’Intelligenza artificiale 

La debolezza di Bitcoin contrasta nettamente con il corso dei mercati azionari. Negli ultimi 12 mesi il Nasdaq 100 è salito del 42%, mentre Bitcoin è sceso del 37% e si trova il 48% sotto il massimo raggiunto lo scorso anno. 

“Abbiamo spostato parte del capitale da Bitcoin e asset digitali verso azioni legate all’AI”, ha detto a Bloomberg Carney Mak di Fxhb Asset Management. “L’AI offre attualmente un profilo rischio-rendimento più interessante rispetto agli asset digitali”.

“Il problema più ampio è la rotazione della liquidità“, conferma il desk di trading di Qcp. “Il settore delle criptovalute si trova ad affrontare una forte concorrenza per i capitali, mentre i mercati azionari continuano a sovraperformare, con investitori nativi del settore e gestori patrimoniali tradizionali attratti da prospettive azionarie più solide”. Secondo Qcp, gli investitori potrebbero liberare liquidità dal Bitcoin per cogliere opportunità in altri settori. E una tentazione allettante potrebbe arrivare dalle prossime Ipo di SpaceX, OpenAI e Anthropic.

Deflussi anche sugli Etf

La pressione è visibile anche nei flussi dei fondi e nei mercati derivati. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, gli investitori hanno ritirato quasi 4 miliardi di dollari dagli Etf su Bitcoin quotati negli Stati Uniti nelle ultime 12 sedute consecutive, segnando una serie record di deflussi. Inoltre, dati di Coinglass mostrano che nelle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni rialziste su criptovalute per circa 1,5 miliardi di dollari nei contratti futures perpetui.

“Per un mercato costruito in parte sulla convinzione che i maggiori detentori di Bitcoin avrebbero continuato ad accumulare – osserva l’agenzia di stampa – la modesta vendita effettuata da Strategy ha assunto un’importanza sproporzionata. La preoccupazione attuale è se questa comunicazione abbia modificato la psicologia che sosteneva una delle principali narrazioni di supporto per Bitcoin”.

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