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Marvell Technology vola a Wall Street: per Nvidia può diventare la prossima società da 1.000 miliardi

Marvell balza in Borsa (+32%) dopo le parole del Ceo di Nvidia Jensen Huang. La società punta su chip AI, networking e data center e vede ricavi in crescita

Marvell Technology vola a Wall Street: per Nvidia può diventare la prossima società da 1.000 miliardi

A Wall Street, quando parla Jensen Huang, il mercato ascolta. E compra. Il numero uno di Nvidia ha acceso la miccia su Marvell Technology, azienda statunitense attiva nei semiconduttori e nei prodotti per l’archiviazione elettronica, indicandola come una delle possibili nuove protagoniste dell’era dell’intelligenza artificiale. Sul palco del Computex di Taipei, accanto all’amministratore delegato Matthew Murphy, Huang ha definito il gruppo “the next trillion-dollar company” (la prossima società da mille miliardi di dollari), trasformando una semplice apparizione pubblica in un potente assist per il titolo.

E la risposta degli investitori non si è fatta attendere. Le azioni Marvell sono schizzate di oltre il 32% nella seduta di martedì, spinte dall’idea che la società possa diventare un tassello sempre più centrale nella nuova architettura digitale. A fine giornata, la capitalizzazione ha superato i 254,38 miliardi di dollari.

Il motivo è chiaro. La corsa all’AI non riguarda più soltanto chi produce i processori più potenti, ma anche chi permette a quei processori di lavorare insieme, scambiando dati a velocità sempre più elevate. Ed è proprio in questa parte meno visibile, ma decisiva, della rivoluzione tecnologica che Marvell sta conquistando l’attenzione del mercato.

AI: non solo potenza di calcolo, la sfida è far viaggiare i dati

L’intelligenza artificiale sta cambiando le priorità dei grandi gruppi tecnologici. Con modelli sempre più complessi e infrastrutture sempre più estese, il vero collo di bottiglia rischia di non essere solo la capacità di calcolo, ma il trasferimento rapido ed efficiente delle informazioni tra chip, server e reti. È qui che Marvell ha trovato il suo spazio. Il gruppo sviluppa tecnologie per data center, soluzioni di networking, interconnessioni ottiche, switch personalizzati e silicio su misura. Componenti meno noti al grande pubblico rispetto alle Gpu di Nvidia, ma essenziali per far funzionare i grandi sistemi su cui si regge l’intelligenza artificiale generativa.

Huang ha insistito proprio su questo punto, attribuendo ai chip di networking e connettività di Marvell un ruolo centrale nei data center di nuova generazione. In sostanza, Nvidia resta il gigante della potenza di calcolo, ma senza reti capaci di sostenere l’enorme traffico di dati, anche i processori più avanzati rischiano di non esprimere tutto il loro potenziale.

Chi è Marvell Technology

Marvell Technology è una società statunitense con sede a Santa Clara, in California, quotata al Nasdaq con il ticker Mrvl. Fondata nel 1995 da Sehat Sutardja, Weili Dai e Pantas Sutardja, è specializzata nello sviluppo di semiconduttori, circuiti integrati, processori per infrastrutture, controller per dispositivi di archiviazione elettronica e tecnologie di connessione.

Per anni Marvell è rimasta un nome noto soprattutto agli addetti ai lavori. Oggi, però, il boom dell’intelligenza artificiale ne ha cambiato il profilo. Il gruppo opera in segmenti diventati cruciali per la nuova economia digitale, dal cloud computing al 5G, dall’automotive ai data center, fino ai chip personalizzati per le grandi piattaforme tecnologiche.

La spinta arriva soprattutto dai provider cloud, impegnati a costruire infrastrutture sempre più potenti per sostenere lo sviluppo dell’AI. In questo scenario cresce la domanda di soluzioni di silicio su misura, capaci di migliorare prestazioni, consumi e trasferimento dei dati. Marvell si è inserita proprio in questa traiettoria, lavorando su tecnologie che permettono ai grandi sistemi di elaborazione di comunicare in modo rapido, stabile ed efficiente.

I numeri spiegano l’entusiasmo degli investitori. Nell’ultimo esercizio, i ricavi di Marvell hanno raggiunto 8,2 miliardi di dollari, in crescita del 42%, mentre gli utili per azione sono saliti dell’81%. La stessa società ha indicato che il business dei chip personalizzati potrebbe superare i 10 miliardi di dollari di ricavi entro l’anno fiscale 2029. È questa specializzazione, al confine tra semiconduttori, reti e data center, ad aver reso Marvell uno degli snodi più osservati della filiera AI. In un settore in cui non basta più aumentare la potenza di calcolo, ma serve anche far viaggiare enormi quantità di dati senza colli di bottiglia, il gruppo è diventato una pedina sempre più strategica per i grandi player tecnologici.

La scommessa da 1.000 miliardi

Il paragone con il club delle società da 1.000 miliardi di dollari non nasce nel vuoto. Nelle ultime settimane anche SK Hynix e Micron sono entrate nell’area delle grandi valutazioni, spinte dallo stesso vento che sta ridisegnando l’intero settore: semiconduttori, memoria, intelligenza artificiale e rapporti sempre più stretti con Nvidia.

Marvell potrebbe essere la prossima candidata, almeno nelle aspettative evocate da Huang. La società ha rivisto al rialzo le stime di ricavi per il 2028, portandole a circa 16,5 miliardi di dollari rispetto ai precedenti 15 miliardi. A rafforzare il quadro c’è anche il sostegno diretto di Nvidia, che ha investito 2 miliardi di dollari in Marvell e in altre aziende impegnate nello sviluppo di tecnologie fotoniche. Se l’intelligenza artificiale continuerà a richiedere infrastrutture sempre più grandi, veloci e interconnesse, la capacità di muovere dati potrà diventare importante quanto quella di elaborarli. Ed è proprio lì che Marvell prova a trasformarsi da specialista dei chip a protagonista della nuova corsa tecnologica globale.

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