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Stop motori termici dal 2035 in Ue, Industriali di Torino: “Saremo in grave difficoltà, serve più dialogo”

Giorgio Marsiaj, presidente dell’Unione Industriali Torino, sottolinea che, “con una transizione drastica, sono a rischio 70mila posti di lavoro solo in Italia”

Stop motori termici dal 2035 in Ue, Industriali di Torino: “Saremo in grave difficoltà, serve più dialogo”

L’accordo raggiunto tra i ministri dell’Ambiente dell’Ue sullo stop alla vendita dei motori termici dal 2035 “metterà in seria difficoltà tutta la filiera dell’auto”. Lo scrive in una nota Giorgio Marsiaj, presidente dell’Unione Industriali Torino.

“Tuttavia – aggiunge – sono stati aperti alcuni spiragli, che spero costituiranno punti di dialogo nelle prossime fasi dell’iter di approvazione. Penso soprattutto alla richiesta che nel 2026 l’Europa faccia una verifica sull’andamento della transizione, a livello tecnico e di impatto sui posti di lavoro”.

“No all’approccio ideologico all’elettrico”

Marsiaj ritiene inoltre che “l’invito dei Ministri a formulare proposte per l’impiego di altri combustibili e tecnologie sostenibili sia un richiamo importante al principio di neutralità tecnologica, in contrapposizione con l’approccio ideologico all’elettrico che abbiamo sempre rifiutato”.

Si tratta di “piccole aperture, che per ora non cambiano il quadro generale – continua il numero uno dell’Unione Industriali Torino – Avremmo auspicato maggiore impegno sullo sviluppo di infrastrutture di ricarica e rifornimento e sulla capacità di produrre elettricità da fonti rinnovabili”.

“Con transizione drastica 70mila posti a rischio in Italia”

Gli imprenditori, infatti, sostengono di averlo sottolineato più volte: “Pur nel doveroso rispetto dell’ambiente, una transizione drastica rischia di affossare una filiera fondamentale e strategica, con la perdita di 70 mila posti di lavoro in Italia nei prossimi anni, mentre in Piemonte sono circa 8mila i posti di lavoro a serio rischio di sparizione e altri 30mila che potrebbero scomparire se non verranno rapidamente riconvertiti sulle nuove tecnologie – conclude Marsiaj – Insieme alle altre associazioni di categoria e alle migliaia di imprese del comparto, auspichiamo che i futuri negoziati tra le Istituzioni europee per l’accordo definitivo adottino dei correttivi per salvaguardare l’occupazione e il futuro di questo settore”.

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