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Borse 3 giugno in rosso per l’incertezza del negoziato Usa-Iran. AI: Nvidia scivola ma i titoli di nuova generazione continuano a correre

L’incertezza dei negoziati di pace tra Usa e Iran tiene in ansia i mercati e fa risalire il prezzo del petrolio ma i titoli dell’Intelligenza artificiale fanno corsa a sé. Piazza Affari difende i 50.000 punti

Borse 3 giugno in rosso per l’incertezza del negoziato Usa-Iran. AI: Nvidia scivola ma i titoli di nuova generazione continuano a correre

Seduta “no” quella di mercoledì 3 giugno sui listini occidentali. A pesare è sempre l’incertezza sul negoziato tra Usa e Iran che ormai è una vera e propria montagna russa: un giorno sembra vicina la pace, il giorno dopo tornano alte le tensioni, alimentate anche dai continui attacchi di Israele in Libano. La schizofrenia geopolitica si ripercuote sui mercati finanziari europei e americani: Milano -1%, Parigi -0,7%, Londra -0,3%, Francoforte -1,2%, Dow Jones -0,7%, S&P 500 -0,4%, Nasdaq Composite Index -0,65%. In questo scenario il dollaro Usa si rafforza nei confronti dell’euro, portando il cambio sull’1,16 basso.

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Sul Nasdaq cade Nvidia ma il rally dell’IA continua con i titoli emergenti: oggi volano Marvell e Sandisk

Dopo una serie di sedute positive e di nuovi record, oggi il Nasdaq Composite Index viaggia in territorio negativo, appesantito tra le altre cose dal crollo di Nvidia -3%, Palantir -4,5%, PayPal -4%. Il titolo peggiore è Global Payments -11%, mentre tra i migliori spiccano i titoli legati all’Intelligenza artificiale ma che non appartengono (per ora) al club delle big tech tradizionali: Marvell +6%, Sandisk +5%, Intel +4,5%, Amd +4%. Oggi molto bene anche Meta +3,3% e Tesla +1,75%. Il titolo più brillante dell’anno, Micron, lima ulteriormente al rialzo, anche se oggi “solo” dello 0,4%. Perdite pesanti per Amazon -2% e Microsoft -3%. Altra seduta negativa per il Bitcoin che scende ai minimi da due mesi sui 66.000 dollari.

Materie prime: petrolio in rialzo ma sempre sotto i 100 dollari al barile

Le tensioni in Medio Oriente favoriscono oggi il prezzo del petrolio, che sale di circa il 2% sia per il Brent che per il Wti Crude Oil: oggi il primo quota sui 97,5 dollari al barile, il secondo sui 95,5 dollari al barile, dopo che i dati dell’EIA hanno mostrato il sesto calo settimanale consecutivo delle scorte di greggio statunitensi. Le scorte sono diminuite di 7,97 milioni di barili la scorsa settimana, il calo maggiore da febbraio e ben al di sopra delle aspettative di una diminuzione di 4 milioni di barili. Anche il gas naturale europeo riavvicina i 50 euro per megawattora, guadagnando alla Borsa di Amsterdam il 2,5% intorno ai 49 euro. Perdono quota oro e argento: il primo scende sotto i 4.450 dollari all’oncia, il secondo viaggia sui 73 dollari all’oncia. Da segnalare oggi anche il crollo di litio, platino e palladio, con perdite tra il 2% e il 3%.

Piazza Affari in rosso ma salgono i titoli energetici. Spread Btp Bund in rialzo

Milano chiude in territorio negativo ma difende i 50.000 punti, limitando i danni grazie a Diasorin +2,2% e ai titoli del settore Energia: Terna +1,7%, Eni +1,3%, Snam +1,3%. I titoli peggiori di giornata sono invece Stellantis -4%, Amplifon -3,2%, Leonardo -2,8%. In rosso le banche, compresa Unicredit -1,9% nei giorni in cui è salita oltre il 50% in Commerzbank. Mediobanca -2,4%, Mps -2,1%. Fuori dal paniere principale l’exploit del giorno è di Ucapital24 +24%, mentre il flop è del titolo industriale Ondas, che cede quasi il 14%. Lo spread Btp Bund è ancora ampiamente sotto controllo ma oggi è in aumento a 75 punti base (+4%), con il rendimento del Btp 10 anni italiano segnalato intorno al 3,8%.

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