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Jobs Act, controlli a distanza. Ecco come funzionano

Il Consiglio dei Ministri ha approvato venerdì la norma sui controlli a distanza, all’interno del decreto semplificazioni. Ma come funzionano e quali sono le regole da rispettare? Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

Jobs Act, controlli a distanza. Ecco come funzionano

I controlli a distanza diventano realtà. Dopo mesi di polemiche e dichiarazioni al vetriolo da parte dei sindacati, il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri, nell’ambito del Jobs Act, il decreto attuativo sulle semplificazioni all’interno delle quali sono contenute proprio le norme relative ai controlli a distanza.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, nella conferenza stampa svoltasi al termine del Cdm ha voluto rassicurare tutti: la privacy dei lavoratori verrà rispettata. Ma cosa prevede il decreto e come funzioneranno nel dettaglio questi controlli? Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

Controlli a distanza: come funzionano?
La norma contenuta decreto legislativo approvato oggi consente al datore di lavoro di raccogliere informazioni sui lavoratori attraverso strumenti audiovisivi e digitali, siano essi telecamere o strumentazioni di verifica di accessi e presenze, previa comunicazione al lavoratore stesso.

La novità più interessante riguarda senza dubbio l’estensione dei controlli anche a nuovi strumenti di lavoro quali tablet e smartphone. In questo ambito non sarà necessario per il datore di lavoro ricevere alcuna autorizzazione sindacale o amministrativa, mentra essa dovrà essere richiesta per  le telecamere. Il tutto dovrà avvenire nel totale rispetto della privacy del lavoratore e assicurando che le informazioni raccolte vengano utilizzate solo ed esclusivamente per finalità connesse al rapporto di lavoro. 

“Abbiamo modificato l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori per individuare una nuova disciplina nel rispetto della privacy – ha sottolineato il ministro Poletti-  colmando un vuoto non sugli impianti fissi ma sugli strumenti in dotazione ai lavoratori”.
La precedente normativa prevedeva infatti l’impossiilità per i datori di lavoro di utilizzare impianti audiovisivi e telecamere allo scopo di controllare a distanza i propri dipendenti. 

Tornando all’utilizzo di audiovisivi e telecamere, il decreto prevede delle regole ben precise, prima tra tutte: l’autorizzazione dei sindacati o della Direzione Territoriale del Lavoro che, come detto in precedenza, non sarà invece necessaria per strumenti elettronici quali:  smartphone, tablet, schede per la navigazione in internet, computer con collegamento ad internet e una casella di posta elettronica, GPS, e qualsiasi altro strumento che abbia un microchip, ecc.

Il decreto sottolinea infine che tutti gli strumenti di controllo a distanza dei lavoratori possano essere utilizzati solo ed esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, nonché per la sicurezza sul lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale. 

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