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Borse oggi tornano in rosso per il riaccendersi della guerra in Medio Oriente. AI rallenta. Il petrolio si impenna e i titoli di Stato scendono

Nuovi attacchi reciproci tra Usa e Iran annullano quelle speranze di accordi che avevano dominato i mercati fino a ieri. Le borse asitiche sono in netto calo, trascinate dal crollo del Kospi sudcoreano. Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Banco Bpm, Monte Paschi, Eni

Borse oggi tornano in rosso per il riaccendersi della guerra in Medio Oriente. AI rallenta. Il petrolio si impenna e i titoli di Stato scendono

In poche ore il panorama si è fatto di nuovo buio e la guerra in Medio Oriente è tornata ad accendersi dopo la notizia di un nuovo attacco militare statunitense contro l’Iran e le segnalazioni di attacchi missilistici da parte del Kuwait. Così stamane di nuovo coi si ritrova con un’impennata del prezzo del greggio, un crollo delle borse dell’Asia e un rafforzamento del dollaro. Anche le borse europee sono viste aprire in netto calo.

Nuovi attacchi reciproci tra Usa e Iran e il greggio sale di oltre il 3%

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver preso di mira una base aerea statunitense in risposta a quello che hanno descritto come un attacco americano avvenuto vicino all’aeroporto di Bandar Abbas, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim. Hanno avvertito che qualsiasi ripetizione di quella che hanno definito aggressione avrebbe provocato una reazione “più decisa”. Secondo quanto riferito a Reuters da un funzionario statunitense, l’esercito americano ha lanciato nuovi attacchi in Iran contro un sito militare che, a detta dei funzionari, rappresentava una minaccia per le forze statunitensi e per il traffico marittimo commerciale nello stretto. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha previsto nuove sanzioni contro la Persian Gulf Strait Authority per impedire a Teheran di imporre pedaggi alle navi in transito nello Stretto di Hormuz. Le sirene antiaeree hanno risuonato in tutto il Kuwait: l’esercito ha dichiarato oggi che le sue difese aeree stavano intercettando minacce di missili e droni ostili.

Del resto già ieri erano emersi segnali contrastanti sui colloqui di pace, dopo che il presidente Donald Trump ha respinto una notizia iraniana su un accordo per riprendere il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.

I future sul petrolio Brent sono saliti di 3,51 dollari, pari al 3,72%, raggiungendo i 97,8 dollari al barile, mentre il contratto di agosto, più attivo, ha guadagnato 3,35 dollari, pari al 3,63%, arrivando a 95,6 dollari. Il contratto di luglio scadrà venerdì.
I futures del West Texas Intermediate statunitense sono saliti di 3,31 dollari, pari al 3,73%, raggiungendo quota 91,99 dollari. Entrambi gli indici di riferimento erano scesi di oltre il 5% toccando il minimo da un mese nella sessione precedente sulla possibilità di un accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz.

Negli Stati Uniti, le scorte di petrolio greggio sono diminuite di 2,8 milioni di barili la scorsa settimana, la sesta settimana consecutiva di calo, secondo i dati dell’American Petroleum Institute. I dati ufficiali sull’inventario dell’US Energy Information Administration saranno pubblicati oggi, un giorno più tardi del solito a causa della festività del Memorial Day di lunedì.

Ieri Wall Street a nuovi massimi. Il settore AI rallenta la corsa. Oggi in agenda il Pce

Ieri a Wall Street tutti gli indici hanno chiuso in rialzo, segnando tutti nuovi record. Il Dow Jones (+0,36%) è quello che è salito di più sulla spinta titoli del settore sanitario e dei beni di consumo, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq, si sono mossi meno, chiudendo rispettivamente a +0,02% e a +0,07%, con i titoli dell’AI che hanno rallentato la corsa.

I titoli bancari sono scesi, in particolare con le azioni di JPMorgan Chase in calo del 2,4%, dopo che l’amministratore delegato Jamie Dimon ha avvertito che le spese di quest’anno del gruppo potrebbero essere superiori di 1 miliardo di dollari rispetto alle stime. Il gigante dei chip Nvidia si è indebolito dell’1% e l’indice Philadelphia SE Semiconductor ha perso l’1,4% dopo aver raggiunto un massimo storico martedì.

Goldman Sachs ha alzato le sue previsioni di fine 2026 per l’indice S&P 500, portandole da 7.600 a 8.000 punti, citando la continua solidità degli utili aziendali.

I mercati ora si concentreranno oggi sui dati relativi all’indice delle spese per consumi personali, (Pce) che includono gli indicatori di inflazione preferiti dalla Federal Reserve che potrebbe fornire nuovi indizi sulla futura linea di politica monetaria sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh. Si prevede che l’impulso inflazionistico derivante dai prezzi del carburante spinga l’indice Pce complessivo al massimo triennale del 3,8%, mentre si prevede che l’indice core aumenti dello 0,3% raggiungendo un valore annuo del 3,3%, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed. Questo aumento ha spinto un numero crescente di membri del consiglio della Fed a chiedere l’abbandono della politica monetaria espansiva, o addirittura la preparazione di un rialzo dei tassi. I mercati indicano una probabilità del 50% di un aumento di un quarto di punto percentuale del tasso sui fondi, portandolo in un intervallo compreso tra il 3,75% e il 4,0% entro la fine dell’anno.

Asia in rosso trascinata dal Kospi sudcoreano

L’indice Msci per le azioni dell’Asia-Pacifico è sceso dell’1,8%, trascinato al ribasso dal Kospi sudcoreano. In Giappone l’indice Nikkei di Tokyo è in calo dell’1,6%, dopo il record di ieri. Si indebolisce lo yen, a 159,5 su dollaro, minimo delle ultime quattro settimane e livello di attenzione importante per le autorità valutarie. Gli indicatori di mercato indicano che gli operatori stimano una probabilità del 75% che la Banca del Giappone aumenterà i tassi a giugno e del 92% entro luglio. Ma resta il rischio di un freno ulteriore all’economia giapponese, fortemente dipendente dalle importazioni energetiche. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Giappone, il governo avrebbe pianificato l’emissione di “obbligazioni ponte” per finanziare programmi di punta volti a stimolare gli investimenti nella crescita e nella sicurezza economica..

In Cina l’indice Hang Seng di Hong Kong è a -2,3%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen a -0,5%. Taiex di Taipei a -1,6%.Trainato da un afflusso di capitali dalla Cina continentale e da una ripresa del mercato azionario locale, Hong Kong ha superato la Svizzera: oggi è il più grande centro finanziario transfrontaliero al mondo. Secondo il Global Wealth Report 2026 del Boston Consulting Group, nel 2025 gli asset offshore registrati nella città finanziaria asiatica sono aumentati del 10,7% raggiungendo i 2.900 miliardi di dollari. BCG prevede che la rapida accumulazione di ricchezza in Asia amplierà il divario tra Hong Kong e la Svizzera fino a quasi 600 miliardi di dollari entro il 2030, grazie al dominio manifatturiero della Cina e alla ripresa del mercato delle IPO di Hong Kong.

In Corea del Sud l’indice Kospi di Seul crolla del 3,5%. Si indebolisce lo won, a 1507 su dollaro, dopo due sedute di apprezzamento. La Banca di Corea, come previsto, ha lasciato invariato il suo tasso di interesse di riferimento al 2,50% oggi, citando la crescente incertezza legata al conflitto in Medio Oriente e al suo potenziale impatto sull’inflazione e sulla crescita economica. La Bok ha rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita economica per quest’anno, portandole al 2,6% dal 2% previsto a febbraio, sostenute dalle forti esportazioni di semiconduttori, dalla resilienza dei consumi e dalla spesa pubblica supplementare. L’inflazione dei prezzi al consumo è ora prevista al 2,7% quest’anno, in aumento rispetto alla precedente previsione del 2,2%, mentre l’inflazione di base è prevista al 2,4%, rispetto alla precedente stima del 2,1%.

L’indice del dollaro Usa, che misura la forza del biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute, è salito dello 0,2% a 99,506, con gli investitori alla ricerca di beni rifugio. Il biglietto verde ha raggiunto il massimo delle ultime quattro settimane sullo yen a 159,65, avvicinandosi alla soglia di 160,00 che in passato ha innescato l’intervento del governo giapponese. L’euro ha perso lo 0,3%, attestandosi a 1,1590 dollari, pur beneficiando in parte delle aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea nella riunione di giugno. Oggi, il capo economista della Bce, Philip Lane, ha sottolineato l’importanza di impedire che l’impennata dei costi energetici alimenti aspettative di inflazione più elevate.

Nei mercati delle materie prime, l’oro è sceso dell’1,8% a 4.374 dollari l’oncia, avendo nuovamente registrato scarso supporto come bene rifugio o come copertura contro i rischi di inflazione. Il rendimento del titolo di Stato Usa a 10 anni è aumentato di 5,1 punti base al 4,53% a causa del riaccendersi dei timori di inflazione.

Borse europee viste apriore in calo. A Piazza Affari occhi a Banco Bpm, Monte Paschi, Eni


Le borse europee dovrebbero aprire in calo. Il future sull’Indice Euro Stoxx 50 arretra dello 0,8%.


Banco Bpm – Secondo alcune indiscrezioni avrebbe incaricato alcuni advisor di valutare una potenziale operazione con Monte Paschio

Eni – Ha smentito le indiscrezioni in base alle quali farebbe parte di una cordata finalizzata all’acquisizione della ex Ilva. Il titolo è atteso riprendere quota, sulla scia del nuovo apprezzamento del petrolio. Da inizio anno, ha guadagnato circa il 38%.

Italgas – Ha nominato Pierre La Tour nuovo Cfo a partire dal primo giugno.

Prysmian – Goldman Sachs ha aumentato il target price a 161 euro, dai 126 euro precedenti, giudizio Buy confermato.

Stm – Morgan Stanley ha alzato il target price a 74 euro, dai 46 euro precedenti, giudizio Overweight/In Line confermato.

Lazio – Ha risolto di comune accordo il contratto con l’allenatore Maurizio Sarri, che assumerà la guida dell’Atalanta. L’ex CT della Nazionale, Gennaro Gattuso, è pronto guidare il club bianco-celeste. È quanto è emerso da alcune indiscrezioni di stampa.

Maire – Newcleo compie i primi passi verso una quotazione al Nasdaq.

Salvatore Ferragamo – il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l’avvio di un programma di buyback fino al 5% del capitale sociale.

Siav – Ha deliberato un aumento di capitale fino a 2,5 mln al prezzo di 2,25 euro per azione. Contestualmente ha avviato una procedura di Abb (accelerated bookbuilding) per collocare le nuove azioni presso investitori qualificati.

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