La ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran segna un ulteriore arretramento sul fronte diplomatico e riporta il Golfo Persico in una fase di scontro diretto, caratterizzata da una crescente sequenza di attacchi e contrattacchi. Nelle ultime ore, le forze statunitensi hanno condotto nuovi raid contro obiettivi militari in Iran, colpendo siti ritenuti strategici per la sicurezza delle proprie truppe e per la navigazione commerciale nel Golfo. Parallelamente, l’esercito americano ha abbattuto diversi droni iraniani in risposta a minacce ritenute imminenti.
La risposta di Teheran è arrivata con la rivendicazione di attacchi contro una base statunitense in chiave di rappresaglia, oltre a un’intensificazione delle attività militari nella regione. Le Guardie Rivoluzionarie hanno confermato l’intercettazione di droni e lo svolgimento di operazioni contro obiettivi considerati ostili. Nel frattempo, nello Stretto di Hormuz, le forze iraniane hanno intercettato quattro imbarcazioni dirette verso il passaggio strategico.
A fare da sfondo alla crisi resta la posizione del presidente americano Donald Trump, che ha smentito le indiscrezioni dei media iraniani su una presunta bozza d’intesa già raggiunta tra le parti. “Non è vero”, ha fatto sapere la Casa Bianca. Trump ha poi ribadito: “Vogliono davvero fare un accordo. O così, o dovremo semplicemente finire il lavoro”, confermando la linea dura e l’assenza di aperture senza un’intesa completa.
Stretto di Hormuz, quattro navi nel mirino
Il punto più delicato resta lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il commercio energetico globale. Qui, secondo quanto riportato da media iraniani, le forze di Teheran avrebbero aperto il fuoco contro quattro imbarcazioni che tentavano di attraversare il passaggio senza autorizzazione. Le navi sarebbero state costrette a invertire la rotta dopo aver ignorato gli ordini di stop.
La nuova fase di tensione ha avuto effetti immediati anche sui mercati finanziari. Il prezzo del petrolio è tornato a salire, mentre gli investitori guardano con crescente preoccupazione alla sicurezza delle rotte nel Golfo. La possibilità di interruzioni nel traffico attraverso Hormuz continua a rappresentare il principale fattore di rischio per l’approvvigionamento energetico globale.
Esplosioni a Bandar Abbas e allerta nel sud dell’Iran
Nelle stesse ore sono state registrate tre esplosioni nella zona della città portuale iraniana di Bandar Abbas. Le autorità hanno attivato le difese aeree e avviato verifiche sull’origine degli eventi. L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da attacchi e contrattacchi tra forze statunitensi e iraniane, con crescente pressione anche su infrastrutture strategiche interne all’Iran.
Il conflitto mostra segnali di estensione oltre i principali fronti. In Kuwait sono stati attivati sistemi di difesa aerea in seguito a segnalazioni di attacchi missilistici e droni. Le autorità militari hanno confermato che le difese stanno rispondendo a minacce in corso.
Israele colpisce Hezbollah e continua l’offensiva su Gaza
Sul fronte nord, Israele ha colpito infrastrutture di Hezbollah nel sud del Libano, in particolare nell’area di Tiro e Nabatieh. Le operazioni sono state precedute da ordini di evacuazione rivolti ai civili. Secondo le autorità libanesi, i raid hanno causato numerose vittime e danni a edifici civili.
Nel frattempo, nella Striscia di Gaza, continuano gli attacchi israeliani contro obiettivi di Hamas. Le ultime operazioni hanno causato nuove vittime, mentre Israele conferma di aver colpito figure di vertice del movimento.