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Ue-San Marino: si decide, ma resta l’altolà della Bulgaria sull’accordo di associazione

Il Coreper, riunione degli ambasciatori Ue, potrebbe tornare a occuparsi dell’accordo di associazione tra Unione europea, San Marino e Andorra, fermo per le riserve della Bulgaria legate a una controversia su un investitore. Sullo sfondo il dibattito tra gli Stati Ue su come procedere, con l’Italia contraria a separare i due percorsi negoziali

Ue-San Marino: si decide, ma resta l’altolà della Bulgaria sull’accordo di associazione

Potrebbe essere una riunione degli ambasciatori alle Ue (Coreper) a tentare di dipanare – domani venerdì 29 maggio – l’intricata vicenda dell’accordo di associazione di San Marino e Andorra con l’Unione europea. Accordo che sta subendo dei ritardi causati dalla posizione delle autorità bulgare che lamentano l’azione assunta dalla Banca di San Marino nei confronti dell’imprenditore bulgaro Assen Christov che mesi fa aveva depositato circa 15 milioni di euro per acquisire con la sua società Starcom Holding la maggioranza della Banca di San Marino, fondi che sono rimasti congelati in attesa di ulteriori verifiche.

Non è escluso che il presidente bulgaro Rumen Radev, che sarà oggi a Bruxelles per incontrare la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio Ue, António Costa, possa sollevare la questione dell’accordo di associazione tra San Marino e Ue così come la vicenda dell’investimento bulgaro a San Marino.

La Bulgaria schiera Passy contro l’accordo San Marino-Ue

Nel frattempo l’ex ministro degli Esteri bulgaro, Solomon Passy, in una lettera indirizzata alle autorità bulgare ha chiesto che finché la controversia non sarà chiusa, il percorso di integrazione europea del Titano dovrebbe fermarsi. Passy parla di decisioni “arbitrarie e non trasparenti”, richiama il trattato bilaterale sugli investimenti tra Bulgaria e San Marino e sostiene che il nodo dovrebbe essere risolto prima di arrivare alla firma definitiva dell’accordo di associazione con l’Unione europea. L’ex ministro suggerisce di separare San Marino e Andorra nel percorso europeo, permettendo al Principato di proseguire e subordinando invece il cammino sammarinese alla soluzione della controversia economica.

Secondo Passy “è importante sottolineare che un futuro Accordo di associazione con Andorra e San Marino rappresenta un passo significativo verso una maggiore integrazione economica e politica con la Ue ed è essenziale per rafforzare i legami economici. È concepito per consentire l’accesso al mercato interno dell’Ue, anche nel settore bancario e dei servizi finanziari. Gli accordi esistenti saranno sostituiti e abrogati con la loro entrata in vigore. Poiché il caso sopra menzionato è indicativo di inosservanza dei requisiti fondamentali in materia di protezione degli investimenti e di azioni arbitrarie, è lecito chiedersi se il quadro normativo di San Marino sia compatibile con gli standard Ue. Inoltre – osserva sempre Passy – in considerazione dei sostanziali interessi dei partner di Francia, Italia e Spagna per una rapida conclusione del processo, sarebbe deplorevole che la firma e la ratifica dell’accordo di associazione venissero ritardate a causa di casi non risolti”.

Ue-San Marino e Andorra: Italia contraria allo “spacchettamento”

L’Italia non vede con favore uno “spacchettamento” dell’accordo di associazione di San Marino e Andorra alla Ue. Secondo fonti diplomatiche italiane la Bulgaria rimane ad oggi l’unico Stato membro a non aver ancora sciolto la riserva di esame sulla natura giuridica dell’Accordo di associazione tra l’Unione europea, da un lato, e Andorra e San Marino, dall’altro, in particolare per quanto riguarda la qualificazione dello stesso come accordo di competenza esclusiva dell’Ue (“EU-only”) oppure di natura mista. La riserva è stata finora motivata dal fatto che il precedente Governo bulgaro era in carica per il solo disbrigo degli affari correnti e, pertanto, non nelle condizioni di assumere una posizione su tale dossier di politica estera. Con il recente insediamento del nuovo Esecutivo, la questione è ora oggetto di esame da parte delle autorità competenti. Il tema fino ad ora non è mai arrivato in Coreper ma potrebbe essere sottoposto alla discussione del Coreper proprio nella riunione di domani 29 maggio.

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