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Jeff Bezos punta sull’IA “fisica” con Project Prometheus: una nuova super-startup da 6,2 miliardi

Jeff Bezos torna in campo con Project Prometheus, la startup AI da 6,2 miliardi che punta sull’IA “fisica” per rivoluzionare industria e spazio: ecco cosa sappiamo

Jeff Bezos punta sull’IA “fisica” con Project Prometheus: una nuova super-startup da 6,2 miliardi

Jeff Bezos torna in prima linea. Dopo aver lasciato quattro anni fa il ruolo di Ceo di Amazon, il fondatore del colosso dell’e-commerce, riappare in veste operativa: sarà co-chief executive di Project Prometheus, la nuova startup di intelligenza artificiale. E il progetto nasce già con una forte dote di 6,2 miliardi di dollari, parte dei quali messi dallo stesso Bezos. Una cifra che rende Project Prometheus una delle startup early-stage più finanziate al mondo.

Dopo essersi concentrato su Blue Origin e aver attirato l’attenzione anche per vicende personali come il suo matrimonio hollywoodiano a Venezia, il fondatore di Amazon sceglie così la frontiera tecnologica più competitiva del momento: l’intelligenza artificiale. Il nuovo progetto entra in campo nella corsa globale che sta ridefinendo i confini dell’innovazione.

Cos’è Project Prometheus

Non si sa ancora molto di Project Prometheus ma non dovrebbe essere l’ennesimo tentativo di competere con i chatbot generativi. Il progetto, spiega il New York Times che per primo ha rivelato la notizia, vuole, invece, costruire sistemi di intelligenza artificiale capaci di apprendere direttamente dal mondo reale, non soltanto dai dati digitali. L’obiettivo è rivoluzionare l’ingegneria e la produzione in settori come informatica, automotive e aerospazio, un ambito che richiama l’interesse di Bezos per le tecnologie spaziali.

La startup si colloca nella nuova ondata dell’IA “fisica”, quella che punta a creare modelli in grado di imparare da esperimenti reali, accelerando la robotica avanzata e la ricerca scientifica in fisica, chimica e ingegneria. È un approccio più industriale e applicato rispetto al paradigma dei modelli linguistici.

Dopo aver lasciato il timone di Amazon, Bezos ha intensificato il lavoro su Blue Origin, che di recente ha ottenuto risultati importanti come il primo atterraggio del razzo New Glenn. In parallelo ha investito in diverse iniziative legate all’IA. Project Prometheus segna quindi il suo primo vero rientro alla guida di un’azienda dopo anni dedicati allo spazio, all’editoria, con il Washington Post, e alle biotecnologie con Altos Labs.

Vik Bajaj, il co-ceo scelto da Bezos

A condividere la guida della startup sarà Vik Bajaj, fisico e chimico con una lunga esperienza nei centri nevralgici della Silicon Valley. Ha lavorato nei laboratori di Google X con Sergey Brin, ha contribuito alla nascita di Verily, la società di Alphabet dedicata alle scienze della vita, e ha guidato Foresite Labs, incubatore specializzato in startup IA e data science. Ha lasciato questo incarico per dedicarsi a tempo pieno a Project Prometheus.

La sua presenza, insieme alle risorse finanziarie dell’iniziativa, ha permesso di costruire rapidamente un team di circa cento tra ricercatori e ingegneri, molti dei quali provenienti da OpenAI, DeepMind e Meta. Un organico che rivela tutta l’ambizione industriale del progetto messo in piedi da Bezos.

Una corsa miliardaria, sempre più affollata

Prometheus si inserisce in un segmento dell’IA che sta attirando l’interesse dei giganti della tecnologia, da Google a Meta, fino a OpenAI. Accanto a loro stanno emergendo nuove realtà come Periodic Labs, che ha raccolto 300 milioni di dollari, e Thinking Machines Lab, nata da ex ricercatori OpenAI con 2 miliardi di finanziamenti.

In questo scenario, la dotazione iniziale di 6,2 miliardi di dollari pone però Project Prometheus tra i player più forti sin dal debutto.

Bezos vs Musk, un duello a suon di miliardi

Il lancio della startup richiama inevitabilmente il confronto con Elon Musk, che negli ultimi anni ha rilanciato la sua presenza nel settore con la fondazione di xAI. Se nello spazio la sfida tra Blue Origin e SpaceX è già aperta, ora la competizione si estende alla nuova frontiera dell’intelligenza artificiale avanzata. E per Bezos si tratta del primo vero ingresso in un’azienda dedicata all’IA, un terreno su cui Musk si muove da tempo.

Molti aspetti di Project Prometheus restano ancora non chiariti, a partire dalla sede e dai programmi industriali specifici. Le prime dichiarazioni parlano di una rivoluzione nelle tecniche produttive grazie all’IA, ma senza ulteriori dettagli.

Quel che è certo è che Project Prometheus nasce con tre elementi decisivi: una visione chiara, una leadership di peso e una potenza finanziaria fuori scala per una startup agli esordi. È già abbastanza per riportare Jeff Bezos al centro della corsa globale alla nuova intelligenza artificiale. Ora resta da capire se ambizione e miliardi basteranno a trasformare questo esordio in una vera leadership tecnologica.

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