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Carige: Apollo rilancia, Mediocredito alla finestra

Dopo la prima bocciatura da parte del Fondo interbancario, Apollo ha inviato ai commissari della Banca ligure una nuova proposta – Intanto si lavora al piano B: l’intervento diretto dello Stato attraverso il Mediocredito Centrale

Carige: Apollo rilancia, Mediocredito alla finestra

La telenovela di Banca Carige si arricchisce di nuove puntate. Il Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi (Fitd) ha formalmente preso in mano la situazione, ma a sorpresa Apollo ha deciso di rilanciare e, nel frattempo, prende corpo anche un’altra ipotesi alternativa: la possibilità di un intervento diretto dello Stato attraverso il Mediocredito Centrale.

Dopo la prima bocciatura da parte del Fondo interbancario, nella tarda serata di lunedì Apollo ha inviato ai commissari di Carige una nuova proposta che “prevede la partecipazione del Fitd e degli attuali azionisti di riferimento”, spiega la Banca in una nota.  

Da parte sua, con o senza l’aiuto di Apollo, il Fondo interbancario è deciso a intervenire per salvare Carige. Lunedì il board dello “Schema volontario d’intervento”, strumento del Fitd per la soluzione preventiva delle crisi bancarie, ha dato il via libera ad esaminare il dossier dell’istituto ligure in vista di un futuro ingresso nel capitale. Il veicolo ha già in portafoglio un bond subordinato da 320 milioni di euro targato Carige e potrebbe decidere di convertirlo in azioni, diventando così socio della banca, se necessario anche di maggioranza. L’entità della partecipazione dipenderà da quanti altri investitori saranno coinvolti, pubblici o privati.

Da oggi, inoltre, parte la due diligence del Fondo Interbancario sui conti di Carige. L’obiettivo è definire con precisione il fabbisogno di capitale (fino a oggi si è parlato di 630 milioni, ma l’asticella potrebbe salire a 770) e le “connesse proiezioni economico finanziarie pluriennali – si legge in una nota – idonee a sostenere un piano industriale efficace e credibile”. L’approfondimento potrebbe durare fino a settembre: una volta concluso, sarà convocata l’assemblea chiamata ad approvare l’aumento di capitale.

In parallelo, si profila l’ipotesi di una discesa in campo dello Stato attraverso il Mediocredito Centrale, controllato al 100% da Invitalia, che potrebbe investire circa 200 milioni nell’istituto ligure. Sarebbe questo il piano B se anche la seconda proposta di Apollo venisse bocciata dal Fondo interbancario.

Intanto, mercoledì si riunirà a Francoforte il Consiglio di Vigilanza della Bce e una delle questioni principali sul tavolo sarà proprio il caso Carige.  

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