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Btp, domanda record per il trentennale ma Atlantia inguaia la Borsa

Grande successo dei titoli di Stato lunghi nelle aste del Tesoro: 45 miliardi per il Btp trentennale – In Borsa invece Piazza Affari paga il tracollo di Atlantia, in odore di revoca delle concessioni autostradali – Record storico per Terna.

Btp, domanda record per il trentennale ma Atlantia inguaia la Borsa

I listini europei chiudono misti, mentre Wall Street migliora i suoi record nelle prime ore di scambi, nel giorno della firma degli accordi commerciali di “fase uno” con la Cina.

Piazza Affari è la peggiore, -0,69%, 23.763 punti, penalizzata dal tonfo Unipol -2,81% e di Atlantia -2,62%, sempre in bilico sulla revoca delle concessioni ad Aspi. In controtendenza Moncler, +2,72, che sale a 42,72 euro per azione. Banche in rosso e spread in salita completano il quadro di una seduta debole. Il differenziale di rendimento fra Btp 10 anni e Bund di pari durata sale a 162 punti base (+1,65%), con il tasso del decennale italiano a 1,37%. È boom di ordini però per il nuovo Btp benchmark a 30 anni scadenza 01/09/2050 che il Tesoro ha annunciato ieri e lanciato oggi sul mercato tramite un sindacato di banche. Il nuovo trentennale ha raccolto una domanda record, pari a circa 45 miliardi.

Nel resto d’Europa: Francoforte -0,22%; Parigi -0,14%; Madrid -0,24%; Londra +0,27%. Mosca, +0,09%, resta alla finestra dopo le dimissioni del premier Dmitri Medvedev e del suo governo. Una “decisione giusta”, sostiene lo stesso Medvedev, che lascerà spazio di manovra al presidente Vladimir Putin per modificare la Costituzione

Oltreoceano il Dow Jones viaggia oltre i 29.100 punti, anche se le grandi banche sono contrastate dopo i risultati trimestrali. Bank of America e Goldman Sachs deludono, mentre BlackRock è in denaro, dopo una brillante trimestrale. 

L’attenzione resta catalizzata però dalla firma degli accordi commerciali, che fanno tirare un primo sospiro di sollievo anche se lasciano ancora molte questioni irrisolte. Washington non eliminerà i dazi al 25% su 250 miliardi di dollari di importazioni cinesi, mentre su 120 miliardi di prodotti le tariffe verranno ridotte al 7,5% (dal 15% attuale). La vera fine dei dazi è rinviata quindi alla fase due, dopo le elezioni 2020, quando dovranno sciogliersi i nodi in ambito tecnologico e di cyber-sicurezza, mentre gli Usa vigileranno in questo periodo sul rispetto degli impegni presi. La parziale delusione affossa il petrolio, con il Brent che cede lo 0,84% e scende a 63,95 dollari al barile. Oro in rialzo a 1550,95 dollari l’oncia. Fino alle 17,30, ora in cui era prevista la firma degli accordi, anche il dollaro risultava in calo. L’euro si muove in leggero rialzo sul biglietto verde e scambia a 1,15.

Tra i tanti dati macroeconomici di oggi si segnala che Pil della Germania nel 2019 è cresciuto solo dello 0,6%, mentre nella zona euro, a novembre, la produzione industriale è ripartita (+0,2%) dopo la frenata del mese precedente (-0,9%). Anno su anno però il calo è stato dell‘1,5%.

In Piazza Affari Moncler, aggiorna i suoi massimi sostenuta anche dal report di Ubs di ieri. In recupero Banca Generali +2,14%, bene Amplifon +2,08% e Recordati +1,58%. La società farmaceutica ha annunciato che l’esecutivo Ue ha approvato l’immissione in commercio del farmaco orfano, Isturisa (osilodrostat), indicato per il trattamento  della sindrome di Cushing endogena negli adulti. 

Record storico per Terna, a 6,1 euro per azione (+0,86%), sulla scia delle pubblicazioni odierne da parte degli analisti finanziari. Questa mattina Intermonte ha incrementato il target price di 20 €/cents. Bernstein ha espresso raccomandazione Outperform sul titolo con target price a 6,3 €/azione, inserendo Terna tra i titoli preferiti per il 2020. La quotazione in Borsa di Terna è avvenuta il 23 giugno del 2004, con un prezzo di collocamento di 1,7 euro ad azione.

Pioggia di vendite invece su Atlantia, stretta fra il rischio concessioni e il taglio del giudizio sul debito da parte delle agenzie di rating, alla luce di una posizione finanziaria netta negativa per quasi 38 milioni di euro. Arretrano pesantemente Unipol; Ferragamo -2,37%; Buzzi, -2,58%; Stm -1,99%; Fiat -1,89%.

Fra le banche le peggiori sono Unicredit -2,6%, Ubi -1,74% e Banco Bpm -1,62%. Secondo S&P il sistema bancario italiano necessita di ulteriore consolidamento. Lo ha detto oggi Mirko Sanna, Director Financial Institutions di S&P presentando a Milano il “banking outlook” per il 2020.

Deboli Eni -0,55% e Saipem -0,07%, anche se le notizie giudiziarie sono buone: la seconda Corte d’appello di Milano ha infatti assolto le due società e tutti gli imputati al termine del processo di secondo grado sulle presunte tangenti pagate per appalti in Algeria.

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