Anche i mercati stanno entrando nel clima pre-natalizio e così la seduta dell’Immacolata, per lo meno al di qua dell’Atlantico, è alquanto timida, con Piazza Affari che aggancia nel finale la parità a 43.432 punti e anche le altre piazze, da Parigi -0,18% a Francoforte +0,1%, non fanno molto meglio. Nel giorno in cui i “volenterosi” si incontrano per l’ennesima volta con il presidente ucraino Volodimir Zelensky, questa volta a Londra, senza verosimilmente cavare un ragno dal buco, il focus è invece tutto sull’attesa della riunione della Federal Reserve di mercoledì sera, quando il presidente della banca centrale statunitense, Jerome Powell, dovrebbe secondo tutti i pronostici annunciare un nuovo taglio dei tassi di interesse di riferimento, il terzo e ultimo del 2025, portandoli nella forbice tra il 3,5% e il 3,75%. con questa premessa, si muove fiacca a metà seduta anche Wall Street, con Dow Jones, Nasdaq e S&P 500 tutti e tre in territorio negativo. A New York è tuttavia da segnalare i rally di Paramount e Warner Bros Discovery, dopo l’improvvisa offerta ostile, da 108 miliardi di dollari in contanti, per rilevare l’intero gruppo Warner Bros: così Paramount guadagna il 2% e WB oltre il 5%.
A Piazza Affari risorge Mps. Bene anche Leonardo e Banco Bpm, soffre Ferrari
La Borsa di Milano rimonta nel finale e chiude sulla parità, difendendo agevolmente i 43.000 punti. Si riscatta il mondo bancario, scosso la scorsa settimana dall’indagine della Procura di Milano sull’affaire Mps-Mediobanca: dopo aver bruciato tanto nelle ultime sedute, Monte dei Paschi rialza parzialmente la testa nella prima seduta utile dopo il cda di venerdì scorso, che ha ribadito “piena fiducia” all’amministratore delegato Luigi Lovaglio, guadagnando il 4,36% a quasi 8 euro per azione. Mediobanca piazza un +1,7% e brilla pure Banco Bpm col 2%. Più misurate le due big Unicredit e Intesa Sanpaolo, che mettono entrambe a segno il +0,18%. Ad evitare il rosso a Piazza Affari ha contribuito molto anche Leonardo, che come sempre approfitta dei venti di guerra che soffiano sempre più forti nella narrazione politica internazionale, soprattutto a Bruxelles e dintorni: +2,1% sopra i 48 euro per azione. Stecca invece Ferrari, che conferma il suo momento no tanto sulle piste di Formula 1, con la stagione appena conclusa a dir poco imbarazzante, quanto talvolta sui listin finanziari: -3,5%. Fuori dal listino principale vola Fincantieri col 4,3%.
Euro-dollaro, spread, materie prime: il punto
Sul fronte del mercato valutario si indebolisce leggermente l’euro nei confronti del dollaro Usa, ma rimane saldamente su quota 1,16 al cambio. Lo spread Btp-Bund si conferma in zona 70 punti base, un traguardo notevole per il rendimento del nostro titolo di Stato decennale, che rispetto a quello tedesco non era così basso da esattamente 16 anni, dicembre 2009. Il rendimento Btp 10 anni è oggi sul 3,57%. Per quanto riguarda invece le materie prime, tendenza ribassista per il petrolio, tanto per il Brent quanto per il Wti crude, con quest’ultimo che durante le contrattazioni di giornata scende anche sotto i 60 dollari al barile. Doveroso l’aggiornamento sull’oro, uno dei tormentoni di questo 2025 che volge al termine: l’hype si sta un po’ sgonfiando, oggi il metallo pregiato perde ancora qualcosa e rimane ben sotto i 42.000 dollari l’oncia. Stesso destino per l’argento, reduce da un rally clamoroso che lo aveva portato al record storico: oggi si fissa sotto i 58.000 dollari l’oncia.
