Nessuna sorpresa dal board di Banco Bpm. Come anticipato mercoledì dall’amministratore delegato, Giuseppe Castagna, Piazza Meda va avanti sulla lista del consiglio. “Il cda della banca, riunitosi in data odierna, ha deciso di portare avanti il percorso avviato in questi mesi in relazione alla presentazione della lista da parte del cda uscente”, fa sapere un portavoce al termine della riunione.Per i nomi bisognerà però aspettare la prossima settimana, quando “sarà sottoposta all’approvazione del cda, previa istruttoria del comitato nomine, la lista dei candidati che sarà coerente con la composizione quali-quantitativa ottimale già approvata dal cda”. Il board dovrebbe riunirsi martedì.
Banco Bpm: la lista definitiva entro il 6 marzo
“La strada che abbiamo intrapreso è quella” della lista del cda“, aveva anticipato mercoledì il numero uno di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, parlando dei lavori in corso per il rinnovo dei vertici dell’istituto in vista dell’assemblea del 16 aprile. “Abbiamo tempo ancora qualche giorno. È una cosa nuova, dobbiamo esaminare i pro e i contro di tutto”, aveva aggiunto.
I tempi però sono stretti. La lista dovrà essere depositata entro il 6 marzo, ovvero 40 giorni prima dell’assemblea chiamata ad esprimersi sul rinnovo del consiglio, fissata per il 16 aprile. Lo prevedono le nuove regole della legge Capitali che Banco Bpm sarà la prima a sperimentare, seguita a ruota da Mps.
Due le grandi novità introdotte dal provvedimento: la prima è il meccanismo della doppia votazione in base al quale, se la lista del board sarà la più votata, ogni candidato dovrà essere votato per una seconda volta e individualmente dall’assemblea. Uno step tutt’altro che privo di rischi.
La seconda novità riguarda i sei posti dedicati alle minoranze. Oltre alla lista del cda, i soci di Banco Bpm dovranno votare, con ogni probabilità, la lista di Crédit Agricole, che ha in mano il 20,1% del capitale e ha già ricevuto l’ok dalla Bce per salire fino al 29,9%, e quella di Assogestioni: se la lista del cda sarà la più votata, l’Agricole e Assogestioni si divideranno i sei posti – erano tre prima delle modifiche allo statuto approvate lunedì – a disposizione delle minoranze. In caso contrario, il peso degli attuali vertici nella governance calerà drasticamente.
Da considerare infine l’ombra Antitrust, che vigila sul peso di Crédit Agricole. Se la banca francese, oltre a conquistare poltrone nel board, dovesse nominare anche il presidente del Comitato rischi e i due componenti del Collegio sindacale, l’authority guidata da Roberto Rustichelli potrebbe decidere di scendere in campo per verificare possibili rischi in materia di concorrenza. Due giorni fa, La Stampa ha rilevato che l’Autorità ha inviato una lettera al board di Banco Bpm in merito alla possibile futura presenza di consiglieri in quota Agricole.
