Russia, ora la recessione fa meno paura: Pil +1,2%

Il recupero, sia pure altalenante, del prezzo del petrolio e la stabilizzazione del quadro finanziario hanno permesso di contenere la contrazione dell’attività economica, ma la ripresa allontana l’incentivo alla diversificazione e le riforme del mercato interno.
Export e alimentare: è l’unione che fa la forza

Nonostante il settore alimentare registri un volume di export pari a 36,9 mld, produzione, trasformazione e vendita al dettaglio continuano ad essere frammentate e molte imprese sopravvivono solo grazie alla reputazione del “Made in Italy”.

Dai risultati del Rapporto Trimestrale sulle startup innovative emerge la crescente incidenza sul totale delle società di capitali, nonchè migliori indicatori di redditività (ROI: 0,11 contro 0,03; ROE: 0,25 contro 0,04) e più elevato valore aggiunto.
Cina: perché il gigante rallenta ancora?

A fronte dei dati Bloomberg, gli analisti di Intesa Sanpaolo mantengono invariate le previsioni di crescita a +6,3% quest’anno e +6,1% nel 2017: il problema dei crediti incagliati e dell’eccessivo indebitamento delle imprese non è stato ancora risolto. Ma da…
Ungheria: Pil a +2% trainato da export e consumi

Nonostante la fase ciclica in rallentamento, l’industria locale dominata da veicoli e macchinari si conferma grande catalizzatore di IDE (71,7% del PIL). Bene i conti: disavanzo al 2%, saldo corrente a +4% e debito in calo al 73% per il…
Cina: la Nuova Via della Seta si apre al mondo

La strategia OBOR, lanciata per ripianare il deficit geopolitico e gli squilibri interni, mira a favorire flussi di IDE e sbocchi commerciali per il Made in China (17,1% del PIL globale). Con opportunità interessanti per le PMI nei Balcani.
Per Russia ed export anche nel 2016 si fa dura

La caduta del prezzo del petrolio, il deterioramento della posizione fiscale, i consistenti deflussi di capitale e il drenaggio di riserve valutarie continuano a pesare sulle prospettive di crescita, in calo dell’1% dopo il -3,7% del 2015.
Il futuro di Hong Kong: dollaro o renminbi?

Il dollaro è ancora la valuta attraverso cui vengono condotte la maggior parte delle transazioni finanziarie e commerciali, tuttavia un aggancio con la valuta cinese appare agli analsti più ragionevole. Attenzione agli sviluppi politici correlati.
Ucraina, senza pace per il futuro si fa dura

Il Pil, atteso in calo dell’11%, unito alla debole qualità del portafoglio crediti e alla carenza patrimoniale non sostenuta dai risultati, induce ad una grande cautela sulla capacità di recupero di un sistema che con la guerra ha perso il…
Export: nuovi tassi CIRR al 14 febbraio

Pubblicati sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico i tassi d’interesse commerciale CIRR di riferimento, segnalati dall’OCSE, applicabili dal 15 Gennaio 2016 al 14 Febbraio 2016 incluso.
MiSE: nuove semplificazioni per l’export

Pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico la semplificazione di alcune procedure relative al completamento dei programmi agevolati con gli strumenti d’incentivazione dei Fondi Strutturali Europei 2007-2013.
La diversificazione muove i primi passi nel Golfo

Se il dettaglio settoriale dell'export e le caratteristiche struttural-operative dei sistemi bancari sono ancora legati ai prodotti energetici, i loro principali driver arrivano da aumento della popolazione e crescente diversificazione economica.
Petrolio: la parola d’ordine è efficienza

Come riportato da SACE, rispetto a un anno fa il prezzo è la metà e la disponibilità quasi scontata, rafforzando le rivalità tra produttori e pesando sui bilanci degli esportatori meno solidi dal punto di vista finanziario (Nigeria, Russia, Venezuela),…
Croazia e Slovacchia: Est Europa a due facce

Se in Croazia la debole dinamica del PIL e l’elevato indebitamento del settore privato stanno frenando l’attività bancaria, in Slovacchia si rafforza il ciclo economico sia dal lato dell’offerta che da quello della domanda.
Brasile e Perù: un investment grade a due facce

Se l’economia del Brasile risente delle politiche restrittive con il PIL in calo dell’1,2%, in Perù la solida posizione esterna e fiscale sostiene la credibilità del Paese nonostante la congiuntura negativa delle materie prime.