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Assicurazioni, Ivass: “Bassa la copertura dei rischi climatici”

Lo ha detto il presidente dell’Autorità, Luigi Federico Signorini, all’Insurance Summit, sottolineando che in Italia è insufficiente anche la copertura del rischio catastrofale

Assicurazioni, Ivass: “Bassa la copertura dei rischi climatici”

“Indagini condotte dall’Ivass sul sistema assicurativo italiano nel 2020 e nel 2021 evidenziano che la copertura dei rischi climatici è marginale”. Lo ha detto Luigi Federico Signorini, presidente dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, intervenendo lunedì all’Insurance Summit dal titolo “Ensuring a prosperous future for people and the planet”, organizzato dall’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania) con la Presidenza italiana del G20.

Signorini ha poi precisato che dal 2022 l’Ivass rileverà la copertura del rischio climatico da parte delle compagnie italiane ogni anno, con l’obiettivo di “aumentare il grado di consapevolezza da parte dell’industria assicurativa”.



Per quanto riguarda il rischio catastrofale, il numero uno dell’Autorità di vigilanza rileva che, malgrado in Italia sia superiore rispetto ad altri Paesi, il grado di copertura assicurativa è basso nel confronto internazionale. Per questo, secondo Signorini, “un ruolo più importante per il settore assicurativo, in un quadro rafforzato di cooperazione tra settore pubblico e privato, può essere utile”, anche se “molti aspetti tecnici e politici devono essere considerati con attenzione”.

Sul versante della sostenibilità, il presidente dell’Ivass ha sottolineato che i criteri Esg – relativi all’ambiente, al sociale e alla corporate governance – sono adottati dalle compagnie italiane in modo molto eterogeneo, come del resto avviene anche all’estero.

Infine, Signorini è intervenuto sulla proposta formulata dalla Commissione europea per modificare Solvency2 (la direttiva Ue che estende la normativa bancaria di Basilea II al settore assicurativo), esprimendo un giudizio positivo. “La proposta sembra contenere alcuni elementi potenzialmente utili a mitigare il problema di prociclicità e volatilità ingiustificata dei requisiti”, ha detto Signorini, aggiungendo però che, in mancanza di alcune parti della nuova normativa, “non è ancora possibile valutare l’effetto complessivo del pacchetto”.

Infine, il presidente dell’Ivass ha fatto sapere che l’Autorità “continuerà a offrire i suoi contributi sia a livello europeo che a livello nazionale”, e che è pronta “a sostenere il Governo su una serie di aspetti tecnici che meritano attenzione”.

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