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Eolico, il vento spinge la transizione: Enel punta su investimenti e nuovi impianti

Le fonti green sono decisive per il sistema energetico italiano. Enel accelera sull’eolico e sulle rinnovabili, mentre l’AD Flavio Cattaneo chiede di “svincolare oltre 150 GW di progetti oggi in attesa di via libera”

Eolico, il vento spinge la transizione: Enel punta su investimenti e nuovi impianti

Il vento pesa sempre di più nella transizione energetica italiana. Tra obiettivi europei, sicurezza degli approvvigionamenti e necessità di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, l’eolico si conferma una delle tecnologie chiave per accelerare il cambio di passo del sistema elettrico nazionale. La crescita non è però automatica: servono infrastrutture, capitali e soprattutto tempi autorizzativi più rapidi.

Il tema è tornato al centro del dibattito in occasione della Giornata mondiale del vento, ricorrenza promossa da WindEurope e Global Wind Energy Council il 15 giugno, che ha riacceso i riflettori sul contributo dell’energia eolica alla decarbonizzazione e alla sicurezza energetica. In Italia la tecnologia ha già raggiunto una dimensione rilevante: la capacità installata supera i 13,6 GW, concentrati in larga parte nel Mezzogiorno e nelle isole, dove le condizioni naturali rendono il vento una risorsa industriale oltre che ambientale.

In questo scenario si inserisce il ruolo di Enel, tra i principali operatori impegnati nello sviluppo delle energie rinnovabili. Nel 2025 l’eolico rappresenta il 26% della capacità rinnovabile complessiva del Gruppo, un dato che conferma il peso crescente del vento nella strategia industriale dell’azienda e nel percorso di decarbonizzazione del sistema energetico.

La sfida del Pniec: raddoppiare la capacità entro il 2030

Il Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) fissa l’obiettivo di portare l’eolico italiano a circa 28 GW entro il 2030. Significa più che raddoppiare l’attuale capacità installata in pochi anni, una sfida che richiede un’accelerazione netta nella realizzazione dei progetti e un sistema amministrativo capace di accompagnare, anziché frenare, gli investimenti. Il nodo delle autorizzazioni resta uno dei passaggi decisivi. Molti progetti sono già pronti, ma sono ancora fermi in attesa dei via libera necessari. Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel, lo ha sottolineato lo scorso giugno durante l’evento “Futuro Capitale” organizzato dal Messaggero a Roma, indicando la necessità di “svincolare oltre 150 GW di progetti oggi in attesa di via libera e puntando sui contratti di lungo termine, i PPA, che danno garanzie alle imprese consumatrici di poter comprare energia a condizioni vantaggiose”.

È qui che la partita dell’eolico incrocia quella della competitività industriale. Più capacità rinnovabile significa minore esposizione alla volatilità delle fonti fossili, maggiore stabilità dei costi e un contributo concreto alla sicurezza energetica del Paese.

Enel spinge sulle rinnovabili: 68 GW nel Gruppo a fine 2025

Nel percorso di crescita delle fonti pulite, Enel rafforza la propria presenza con investimenti e nuovi progetti. In Italia, negli ultimi tre anni, la capacità rinnovabile installata dall’azienda è aumentata del 15%, raggiungendo circa 17 GW a fine 2025. Su scala globale, nello stesso periodo, la capacità rinnovabile del Gruppo è salita fino a circa 68 GW. Il piano di sviluppo prevede un’ulteriore accelerazione: tra il 2026 e il 2028 Enel punta ad aggiungere 15 GW tra solare, eolico e sistemi di accumulo Bess, sostenuti da investimenti per 20 miliardi di euro. Numeri che indicano la direzione della strategia industriale del Gruppo e il contributo delle rinnovabili alla risposta alla domanda futura di energia.

I risultati operativi iniziano già a riflettere questo percorso. Nel primo trimestre 2026 l’energia eolica prodotta da Enel è cresciuta di oltre il 4% rispetto allo stesso periodo del 2025, segnale del rafforzamento degli impianti e del ruolo sempre più concreto del vento nel mix energetico.

Dalla Sicilia alla Puglia, il vento diventa industria

La transizione passa anche dai territori. Impianti come Gangi e Partanna, in Sicilia, mostrano come l’eolico possa contribuire alla produzione di energia pulita, alla riduzione delle emissioni e allo sviluppo sostenibile delle aree in cui viene realizzato. La prossima tappa riguarda la Puglia. Nel 2026 Enel avvierà i progetti di Latiano e Serracapriola, che porteranno circa 90 MW di nuova capacità attraverso 15 turbine di ultima generazione. Nuovi impianti, ma anche rinnovamento di quelli esistenti: il repowering, cioè la sostituzione delle turbine più datate con macchine più efficienti, consente di aumentare la produzione utilizzando infrastrutture già presenti e riducendo l’impatto di nuovi interventi.

Accanto alla dimensione industriale, cresce anche l’attenzione all’integrazione paesaggistica e al rapporto con le comunità locali. In questa direzione si inserisce WinDesign, il concorso internazionale promosso da Enel per immaginare turbine eoliche dal design più innovativo e più armonico con il territorio. L’iniziativa ha raccolto oltre 500 proposte da esperti provenienti da più di 60 Paesi, confermando come l’innovazione nel settore possa nascere anche da processi aperti e partecipativi.

La partita decisiva: sbloccare i progetti

La traiettoria dell’eolico italiano è tracciata, ma il risultato finale dipenderà dalla capacità di trasformare i piani in cantieri e i cantieri in energia prodotta. I target del Pniec impongono un’accelerazione importante, mentre la domanda futura richiederà una quota sempre più ampia di energia rinnovabile.

Per questo la semplificazione degli iter autorizzativi non è un dettaglio tecnico, ma una condizione essenziale per la sicurezza energetica e per la competitività del sistema produttivo. Il vento può diventare una leva strategica per l’Italia, ma solo se investimenti, regole e infrastrutture riusciranno a muoversi alla stessa velocità della transizione.

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