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Bending Spoons si prepara al debutto al Nasdaq a inizio luglio: prezzo tra 26 e 28 dollari con una valutazione di 17/18 miliardi

La big tech italiana guidata dal ceo Luca Ferrari emetterà circa 34,3 milioni di nuove azioni e dovrebbe raccogliere tra 900 e 960 milioni di dollari. Ecco quanto andrà ai fondi

Bending Spoons si prepara al debutto al Nasdaq a inizio luglio: prezzo tra 26 e 28 dollari con una valutazione di 17/18 miliardi

Bending Spoons si prepara al debutto al Nasdaq puntando a una forchetta di prezzo tra i 26 e i 28 dollari per azione, con un’emissione di circa 34,3 milioni di nuove azioni e una valutazione che si aggirerebbe intorno ai 17/18 miliardi. I dati emergono dall’aggiornamento del prospetto d’Ipo depositato stanotte. Sul mercato finiranno anche circa 23,5 milioni di quote esistenti, cedute dagli attuali fondi azionisti di Bending Spoons. Il nuovo debutto rappresenterebbe una delle maggiori Ipo di una società europea quest’anno e una rara quotazione per una grande azienda di software. La società punta a un debutto al Nasdaq Global Select Market all’inizio di luglio con il simbolo “BSP”.

Stando alla forchetta di prezzo comunicata, la big tech italiana guidata dal ceo Luca Ferrari – co-founder insieme a Luca Querella, Francesco Patarnello e Matteo Danieli – dovrebbe raccogliere tra 900 e 960 milioni di dollari, mentre gli azionisti che cederanno le loro azioni dovrebbero incassare tra 610 e 660 milioni. Inoltre, sono previste opzioni greenshoe per altre 8,6 milioni di azioni, di cui 5,2 milioni di nuove quote e 3,4 milioni di quote esistenti. Se tutte venissero riscattate, Bending Spoons raccoglierebbe altri circa 140 milioni e i soci circa 90 milioni. In totale, quindi, la big tech italiana potrebbe raccogliere fino a 1,1 miliardi e il resto dei soci fino a 750 milioni. Goldman Sachs Group, JPMorgan Chase e Allen & Co. guidano l’operazione.

Le Ipo a Wall Street hanno ripreso vigore quest’anno

L’operazione giunge in un momento in cui il mercato statunitense delle Ipo ha ripreso slancio dopo un prolungato rallentamento, in particolare nel settore tecnologiche di alto profilo. Il debutto di SpaceX da record di all’inizio di questo mese, la più grande Ipo mai registrata, ha fatto seguito alla quotazione di Cerebras Systems all’inizio di quest’anno. Quest’anno le aziende hanno raccolto complessivamente 150 miliardi di dollari attraverso 179 offerte pubbliche iniziali (IPO) negli Stati Uniti, il miglior inizio d’anno dal 2021, secondo dati Dealogic.

La quotazione di Bending Spoons metterebbe inoltre alla prova l’interesse degli investitori per le società di software, un settore che negli ultimi anni ha prodotto relativamente poche Ipo di grandi dimensioni, poiché l’intelligenza artificiale sta rimodellando i modelli di business e intensificando la concorrenza.

Fondata nel 2013, Bending Spoons acquisisce e gestisce aziende digitali. Il suo portafoglio comprende la piattaforma video Vimeo e il servizio di condivisione file WeTransfer. Quest’anno ha inoltre acquisito il marchio internet Aol e il marketplace di biglietti Eventbrite. Secondo un documento depositato presso la Sec all’inizio di questo mese, la società ha registrato un utile netto di 27,5 milioni di dollari su un fatturato di 601 milioni di dollari per i tre mesi conclusi il 31 marzo, rispetto a una perdita netta di 112,2 milioni di dollari su un fatturato di 259 milioni di dollari nello stesso periodo dell’anno precedente. L’azienda ha raccolto 710 milioni di dollari alla fine del 2025 in un round di finanziamento che ha valutato la società a 11 miliardi di dollari prima dell’investimento, ha dichiarato il gruppo tecnologico italiano lo scorso anno.

Dopo l’Ipo il controllo resterà saldamente nelle mani dei quattro fondatori, che non cederanno azioni nell’ambito dell’operazione e manterranno il possesso di circa il 48% del capitale. Si tratta di una soglia che, grazie ai cinque voti per quota concessi alle azioni di tipo A controllate da Ferrari, Danieli, Patarnello e Querella gli consentirà di mantenere circa l’82% dei diritti di voto, riporta Milano Finanza. La nuova valutazione di Bending Spoons, inoltre, quasi raddoppia il valore dei pacchetti in loro possesso, che si aggireranno singolarmente tra i 2 e i 2,3 miliardi di dollari in base a quale sarà il prezzo dell’Ipo.

I fondi che passano alla cassa

Quasi tutti i soci rilevanti dopo l’Ipo hanno invece optato per cedere una parte dei loro pacchetti azionari, compresi gli italiani. Secondo le informazioni contenute nel prospetto, Tamburi Investment Partners venderà fino a 2 milioni di azioni, con un incasso tra i 52 e i 56 milioni di dollari. Giovanni Tamburi, tramite Startip, manterrà il controllo su oltre 15 milioni di azioni, per un valore compreso tra i 410 e i 450 milioni di dollari. Più corposa la cessione di Renaissance Partners, che venderà fino a circa un terzo della partecipazione incassando tra i 290 e i 315 milioni e manterrà un pacchetto da 580-630 milioni.

Vendita significativa anche per Baillie Gifford, che dall’Ipo incasserà al massimo tra i 180 e i 200 milioni di dollari, mantenendo il controllo su una quota pari dal valore tra 940 milioni e 1 miliardo di dollari. Passano all’incasso anche Highland Europe – fino a circa 70 milioni – e Tiger Iron – massimo circa 16 milioni –. Non cedono azioni nell’ambito dell’Ipo, invece, Durable Capital e Cox Investments, che mantengono il controllo su pacchetti del valore rispettivamente fino a 550 e 760 milioni.

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