Le Borse europee hanno chiuso in deciso ribasso, confermando un clima di forte avversione al rischio che si è esteso a livello globale sul comparto tecnologico e dei semiconduttori. Il movimento è legato alle prese di beneficio dopo il recente rally e al crescente timore che le valutazioni legate all’intelligenza artificiale siano diventate eccessive, in un contesto di maggiore incertezza sulle prospettive dei tassi negli Stati Uniti dopo le ultime indicazioni della Federal Reserve.
In Europa, il Ftse Mib si è aggiudicato la maglia nera, chiudendo in calo dell’1,46%. Limano le perdite: Francoforte -0,76%, Parigi -0,32%, Madrid -0,02%. In lieve calo Londra nel decimo anniversario del referendum sulla Brexit e all’indomani delle dimissioni del Primo Ministro Keir Starmer. Sullo sfondo anche il Medio Oriente, al termine del primo round di colloqui tra Iran e Usa in Svizzera, con Teheran che rivendica l’amministrazione di Hormuz e Washington che parla di passi avanti sul fronte del nucleare.
Lima leggermente le perdite anche Wall Street dove, al di là dei chip, l’inflazione resta l’osservata speciale, con le prospettive di prezzi in ribasso nei prossimi mesi che riaprono il fronte banche centrali.
Sull’azionario milanese, mentre il Ftse Mib oscilla intorno a quota 52mila punti, Stm sprofonda, insieme agli altri titoli del comparto, inclusa Technoprobe. Forti vendite su Prysmian, sebbene la società si sia aggiudicata un contratto di circa 910 milioni di euro con Ipto per la realizzazione di interconnessioni elettriche in Grecia. In profondo rosso Stellantis: secondo i dati Acea, a maggio la società ha registrato un calo del 2,3% delle immatricolazioni in Europa, che si confronta con il +3,6% del settore. Giù anche Avio, Buzzi e Italgas che questa mattina ha presentato il piano al 2032 con investimenti per 13 miliardi (+14,6%) e ha confermato la guidance 2026. Settore bancario sempre sotto i riflettori, dopo che il cda di Mps ieri ha affrontato lo scorporo degli asset legati all’aggregazione con Mediobanca e ha analizzato gli sviluppi dopo l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo e la proposta di integrazione promossa da Banco Bpm.
Da segnalare la continuadiscesa il prezzo del petrolio, con il Wti sceso sotto la soglia dei 73 dollari e il Brent a 76,74 dollari. Giù anche l‘oro.