Nel caso di un incidente stradale il “fai-da-te” può essere una pericolosa trappola. Soprattutto – sembra paradossale ma è così – se siamo vittime incolpevoli. Specie se subiamo, noi o i nostri passeggeri, un danno fisico. Le testimonianze raccolte, le riprese delle telecamere che fortunatamente puntano sulla zona dell’impatto, i rilievi delle forze dell’ordine, i referti dei sanitari che prestano il primo soccorso: il primo passo è fatto. Ma si tratta, appunto di un primo passo. Che potrebbe rivelarsi insufficiente, lacunoso, esposto ai mille cavilli del diritto e magari a qualche astuta capacità manipolatrice delle controparti che riescono ad attrezzarsi meglio di noi: la persona che ci ha creato il danno, la sua assicurazione. E anche i rilievi delle Forze dell’ordine, che scontano oggettive difficoltà operative, possono rivelarsi insufficienti e dunque non del tutto probanti delle nostre ragioni.
Come muoversi per tutelarci al meglio? La risposta sembrerebbe scontata: affidiamoci ad uno studio legale che ci possa seguire e garantire. Ma attenzione anche qui a due trappole. La prima: l’avvocato non specializzato in questo genere di tuteli relativi contenziosi potrebbe rivelarsi inutile o perfino dannoso. La seconda: agli oneri economici che derivano direttamente dal danno subito si aggiungono le spese, spesso importanti, da corrispondere proprio a chi ci deve tutelare.
Esiste una soluzione che ci mette assolutamente al sicuro? Forse no. Esiste la soluzione che ci consente di tutelare al meglio le nostre ragioni e i nostri interessi? Sì. C’è una formula che ci consente di limitare e possibilmente ad annullare totalmente l’onere economico da corrispondere che ci assiste. Ce lo spiega, con una guida passo-passo sugli scenari, sulle principali incognite e sulle migliori strategie da adottare, l’Avvocato Marco Prosperi, titolare dello Studio Legale Prosperi con sede a Roma che segue casi in Italia e all’estero, specializzato proprio nel risarcimento del danno conseguente ad eventi catastrofali e alle lesioni che comportano traumi.
Qual è l’errore più comune. Perché è importante muoversi subito
Guai a sottovalutare il caso nelle prime fasi. Molte persone, per paura dei costi o per il desiderio di chiudere rapidamente la vicenda, accettano subito proposte economiche al ribasso, non approfondiscono gli aspetti medici oppure non raccolgono prove utili. Ma nei casi più delicati il risultato finale dipende spesso proprio dalla qualità della documentazione raccolta e dalla corretta ricostruzione tecnica e medica del danno.
Le prime ore dopo un sinistro possono essere decisive. Molte prove rischiano infatti di andare perse rapidamente: registrazioni video cancellate automaticamente, testimoni difficili da rintracciare, tracce sulla carreggiata o dati tecnici relativi ai semafori. Anche dichiarazioni rese con superficialità o senza conoscere bene la dinamica possono complicare l’accertamento delle responsabilità. Agire rapidamente permette invece di conservare elementi spesso determinanti per la ricostruzione dei fatti.
Subito dopo l’incidente è difficile capire cosa fare o nei casi più gravi non se ne ha modo perché feriti o frastornati.
Molte prove decisive si perdono nelle prime 24-48 ore se non si ha l’aiuto di un professionista a cui rivolgersi immediatamente. Se le parti coinvolte forniscono versioni diverse la corretta ricostruzione dell’evento può essere davvero difficile e la compagnia assicurativa tende a contestare utilizzando sempre più frequentemente il concorso di colpa per distribuire in percentuali diverse la responsabilità e minimizzare il danno, o nei casi estremi a contestare del tutto la responsabilità. Nel diritto, senza prova, anche una dinamica apparentemente chiara diventa incerta.
Identificare eventuali testimoni presenti, verificare la presenza di telecamere (negozi, attività, banche), richiedere subito la conservazione delle registrazioni, evitare dichiarazioni affrettate o imprecise sono tutti passaggi fondamentali che richiedono conoscenza della materia ed esperienza specifica.
Un caso emblematico: quando il “verde” è pieno di incognite
Un’auto entra in un incrocio con il rosso appena scattato. Dalla direzione opposta sopraggiunge una moto che passa con il verde. L’impatto è inevitabile. La scena è ripresa da una telecamera di un’attività commerciale. Eppure, nonostante le immagini, la responsabilità viene contestata: entrambe le parti dichiarano di essere transitate con il verde. Proprio da casi come questo che emerge un problema molto concreto. Dopo un incidente, sapere cosa è successo non basta, se non si è in grado di dimostrarlo.
Un video non basta guardarlo, va interpretato in modo tecnico. Come nel caso, reale, che abbiamo illustrato è stato necessario richiedere le sequenze dei cicli semaforici: tempi di rosso, tempi di giallo, tempi di verde. Dati che sono detenuti dall’ente pubblico (ad esempio Roma Capitale) e non vengono acquisiti automaticamente, ma sono un elemento tecnico spesso decisivo per stabilire le responsabilità.
Nei casi più complessi, la dinamica si ricostruisce incrociando appunto le immagini video, posizione dei veicoli, tempi di percorrenza, dati tecnici (come i diagrammi di fasatura semaforica) con l’aiuto di ricostruttori cinematici preparati e competenti nella materia. Solo attraverso queste competenze è possibile dimostrare con precisione cosa è accaduto per ottenere il giusto risarcimento.
Pianificare dall’inizio tutta la fase del “dopo” incidente grave
Dopo un incidente grave il problema non riguarda soltanto il risarcimento finale. Molte persone devono affrontare per mesi visite specialistiche, fisioterapia, controlli medici, percorsi riabilitativi con a volte la necessità di acquistare e utilizzare ausili medico-sanitari e riabilitativi come busti ortopedici, stampelle, tutori o carrozzine.
A questo si aggiungono spesso consulenze tecniche, la nomina di esperti commercialisti per la corretta quantificazione del danno patrimoniale, perizie medico-legali e attività necessarie per ricostruire correttamente la dinamica del sinistro e documentare le conseguenze fisiche riportate. È proprio questa continuità di assistenza, medica, tecnica e legale, a rappresentare uno degli aspetti più delicati nella gestione dei casi più complessi.
Un insieme di incombenze, quasi sempre multidisciplinari
La materia del risarcimento del danno coinvolge aspetti giuridici, medici e tecnici molto specifici. Nei sinistri più complessi possono essere necessarie competenze integrate relative alla medicina legale, alla ricostruzione cinematica, alla valutazione del danno biologico e alla gestione tecnica delle prove. Per questo motivo un approccio multidisciplinare può risultare determinante sia nella ricostruzione della responsabilità sia nella corretta valutazione del danno subito.
Essere seguiti da un avvocato iper specializzato vuol dire anche evitare problemi che nascono nella gestione del rapporto con la compagnia: accettare rapidamente un’offerta economica, non avere accesso alle giuste cure, sottovalutare gli aspetti tecnici del sinistro, regalano alla compagnia la possibilità di minimizzare il danno e risparmiare soldi. Per questo è fondamentale un approccio strutturato, capace di integrare aspetti giuridici medici e tecnici. È proprio in questo lavoro, spesso invisibile, che si gioca la reale tutela della persona e la correttezza del risarcimento.
E’ dunque fondamentale un’assistenza concreta e continuativa. Accompagnare la persona in ogni fase, anticipando i costi delle cure, e coordinando l’accesso ai migliori percorsi terapeutici, con l’obiettivo di ottenere un risarcimento pieno e adeguato, può fare davvero la differenza e a volte incidere in modo determinante.
Come funziona il sistema dell’anticipo spese
Dopo un incidente stradale grave molte persone, oltre alle conseguenze fisiche e psicologiche del sinistro, si trovano ad affrontare un altro problema spesso sottovalutato: i costi necessari per tutelarsi. Nell’ambito del risarcimento del danno si parla sempre più spesso del cosiddetto sistema dell’“anticipo spese”, un modello che consente al danneggiato di affrontare il percorso senza sostenere immediatamente i costi della pratica.
Ma come funziona? Dopo un incidente stradale grave molte persone si trovano in difficoltà non solo dal punto di vista fisico, ma anche economico. Cure mediche, fisioterapia, consulenze tecniche e assistenza legale possono infatti comportare costi importanti proprio nel momento in cui la persona è più fragile. Per questo esistono formule di assistenza che consentono al danneggiato di iniziare il proprio percorso di tutela senza sostenere immediatamente i costi della pratica. In questo modo le spese mediche e medico-legali possono essere anticipate e successivamente recuperate nell’ambito del risarcimento ottenuto. L’obiettivo è consentire alla persona coinvolta nel sinistro di concentrarsi sul recupero fisico e sulla tutela dei propri diritti senza dover affrontare fin da subito il peso economico dell’intero percorso.
L’accesso a queste modalità operative presuppone sempre una preventiva valutazione del caso. Prima di avviare una pratica vengono infatti esaminati la dinamica del sinistro, le responsabilità, la documentazione medica disponibile e gli altri elementi utili a comprendere le concrete prospettive della richiesta risarcitoria.
Con la collaborazione dello Studio Legale Prosperi