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Leonardo integra la sostenibilità nel piano industriale: investimenti per 1,2 miliardi al 2030

Con il Transition Plan 2026, il gruppo aerospaziale italiano integra la strategia climatica nel nuovo Piano Industriale 2026-30, puntando su circa 1,2 miliardi di euro di investimenti legati alla transizione sostenibile

Leonardo integra la sostenibilità nel piano industriale: investimenti per 1,2 miliardi al 2030

Leonardo accelera sulla sostenibilità e presenta il Transition Plan 2026, che integra il percorso di transizione climatica e ambientale all’interno del nuovo Piano Industriale 2026-2030. Il gruppo dell’aerospazio e difesa rafforza così il proprio posizionamento Esg in un contesto caratterizzato dalla crescita della spesa militare in Europa e dal progressivo irrigidimento delle normative ambientali, finanziarie e di reporting.

La strategia di transizione si riflette in modo trasversale sia sulla struttura finanziaria sia sul capitale umano: oggi il 79% delle fonti di finanziamento del Gruppo è già indicizzato a parametri Esg tramite strumenti dedicati, mentre sul fronte delle competenze il 64% della forza lavoro ha qualifiche Stem e oltre 37mila dipendenti sono stati formati sui temi della sostenibilità nell’ultimo anno.

Tre pilastri strategici per il Transition Plan: Ambition, Actions e Accountability

Il Transition Plan si articola su tre direttrici – Ambition, Actions e Accountability – che definiscono strategia climatica, investimenti, gestione delle risorse naturali e sviluppo della circolarità.

Centrale anche il tema della Just Transition, con attenzione a competenze, inclusione e valorizzazione delle persone. La transizione digitale agisce come abilitatore trasversale, integrando dati e tecnologie per accelerare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.

Leonardo, i risultati già raggiunti: crescita e riduzione dell’impatto ambientale

La strategia di Leonardo si basa sul principio del “decoupling”, con l’obiettivo di disaccoppiare la crescita economica dall’impatto ambientale. A fronte di un aumento dei ricavi del 41% rispetto al 2019, il gruppo ha ridotto le emissioni Scope I e Scope II Market Based del 44% rispetto al 2020, insieme a una riduzione del 32% degli acquisti di energia elettrica dalla rete esterna, del 23% dei prelievi idrici e del 22% dei rifiuti, confermando un miglioramento dell’efficienza complessiva.

Leonardo conferma la propria leadership Esg, risultando per il sedicesimo anno consecutivo tra i leader degli indici Dow Jones Best-in-Class, con il punteggio più alto nel settore Aerospace, Defence & Security.

Materie prime critiche e resilienza della supply chain

Un asse centrale del piano riguarda le materie prime critiche, anche attraverso iniziative europee come il progetto CRM4Defence.

La dipendenza da terre rare e minerali strategici, spesso concentrati in aree geopoliticamente sensibili, rappresenta una delle principali vulnerabilità del settore della difesa e dell’aerospazio. Di conseguenza, il Critical Raw Materials Act europeo punta a ridurre tali rischi attraverso la diversificazione degli approvvigionamenti e il rafforzamento della resilienza delle filiere industriali strategiche.

Per un gruppo come Leonardo, attivo nei settori dell’elettronica per la difesa, degli elicotteri, dei velivoli e della cybersecurity, la solidità della supply chain diventa quindi sempre più un fattore direttamente collegato alla continuità operativa dei programmi governativi e alla gestione dei rischi geopolitici.

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