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La corrente elettrica salta? Diamogli la giusta potenza. “Calibrare” il contatore ora conviene sempre

Adeguare il nostro impianto elettrico alla nuova fame di energia nelle nostre abitazioni era un’operazione costosa e impegnativa. Oggi è più semplice e più economica di quanto si creda. Grazie alla tecnologia e alle nuove norme che rendono il salto di potenza molto più abbordabile.

La corrente elettrica salta? Diamogli la giusta potenza. “Calibrare” il contatore ora conviene sempre

Accontentarci dei 3 kilowatt del contatore standard che abbiamo in casa? Una volta era una scelta quasi obbligata. C’era la tariffa “sociale”, garantita a tutti fino a una soglia di elettricità consumata oltre la quale il costo del kilowattora aumentava di molto. Uno “sconto” generalizzato, legato però alla potenza limitata appunto a 3 kW. E c’era l’onere non lieve per il “cambio potenza”, che ci obbligava a pagare molto per modificare la fornitura, rinunciando oltretutto allo sconto sui consumi. Da qualche anno tutto è cambiato, ma pochi lo sanno.

Cambiare potenza costa un centinaio di euro una tantum, se non c’è bisogno di crescere troppo con i kilowatt. Il costo fisso mensile e quello dell’energia consumata aumentano ma solo un po’. E il nostro impianto, se relativamente recente, potrebbe essere già pronto per il salto in alto, senza bisogno di alcun intervento, perché con i nuovi contatori elettronici gestiti da remoto la società che distribuisce l’elettricità nella nostra zona può operare senza neanche una visita a casa. Insomma, cambiare potrebbe valere la pena.

Bando al contatore che scatta perché abbiamo superato la potenza disponibile usando contemporaneamente il forno e l’asciugacapelli, oppure perché abbiamo l’aria condizionata e l’impianto elettrico di casa male la digerisce. Perché rinunciare ai vantaggi della cosiddetta elettrificazione dei nostri ausili domestici: il condizionatore a pompa di calore per climatizzare, o anche per avere l’acqua calda, oppure le piastre ad induzione per cucinare, magari facendo del tutto a meno del gas e scegliendo il “tutto elettrico”. Oppure, al contrario, potrebbe addirittura essere conveniente ridurre la potenza disponibile, perché la nostra è una piccola seconda casa, o magari un monolocale poco energivoro. E così possiamo risparmiare, anche se poco, sui prezzi fissi della fornitura elettrica.

Ma come valutare correttamente l’eventuale modifica? Quanto ci costa? Come procedere? Vediamolo insieme con l’aiuto delle informazioni che possiamo trovare direttamente sul sito dell’Autorità per l’energia e con una sintetica ma efficace guida appena diffusa sempre via Web dall’Adiconsum, una delle principali associazioni per la tutela dei consumatori.

La valutazione economica. Oneri ridotti e grandi vantaggi

Come molti di noi avranno avuto modo di sperimentare di persona, l’impianto standard da 3 kW può crearci dei problemi in molte situazioni. L’asciugacapelli e il forno insieme fanno saltare la corrente. E se c’è un climatizzatore in funzione i problemi aumentano. Bastano questi casi tutt’altro che rari per rendere conveniente il passaggio a 4,5 kW o a 6 kW, ovvero alle soglie di potenza diventate uno standard di fatto, per le quali il nostro impianto elettrico di casa potrebbe già essere adatto senza alcuna modifica. Ormai da qualche anno le normative impongono infatti di dimensionare i nuovi impianti elettrici per una potenza minima di 6 kW anche se la nostra utenza è quella minima da 3 kW. Una garanzia, un aiuto per il futuro, oltre che una sicurezza aggiuntiva.

Per valutare correttamente se conviene davvero cambiare possiamo affiancare al metodo empirico (contatore che salta troppo spesso se usiamo due o più dispositivi contemporaneamente) una verifica oggettiva che possiamo effettuare scrutando direttamente la nostra bolletta. Che mostra, grazie agli obblighi normativi introdotti anche qui da qualche anno, un dettagliato andamento di sintesi dei nostri consumi minimi e massimi, consentendoci di valutare con precisione la potenza per noi più adatta.

Vogliamo procedere? Rivolgiamoci alla società in cui abbiamo simulato il contratto per l’energia. Penserà lei disporre il cambio di potenza con il distributore elettrico della nostra zona, che è il titolare del contatore.

Con le norme governate dall’Autorità per l’energia (ARERA) possiamo contare su costi calmierati e una grande flessibilità. Dal 2017 i clienti domestici hanno infatti la possibilità di scegliere livelli di potenza che vanno da 0,5 kW a 6 kW a scatti di 05 kW. E poi fino al 10 kW con scatti di 1 kW. Tutto ciò con una curva di icremento dei prezzi con il crescere della potenza impegnata più lieve rispetto ai drastici aumenti previsti dalla disciplina precedente. Ora ogni kilowatt di potenza impegnata prevede – secondo le ultime informazioni diffuse dall’associazione dei consumatori Adiconsum sui dati certificati dall’ARERA (link) – un aggravio tutto sommato modesto, circa 26 euro l’anno.

Le verifiche tecniche. Sono semplici ma serve un elettricista

Il nostro impianto ha bisogno di modifiche o è pronto per il salto? Il nostro consiglio è quello di non azzardare valutazioni e interventi in proprio, a meno che non siate dei professionisti della materia. La verifica va fatta da un elettricista. Qui ci limitiamo ad un paio di criteri base per intuire quale potrebbe essere il suo verdetto.

Specie per gli impianti con potenza superiore ai 3 kW le utenze di casa devono essere correttamente sezionate con diversi interruttori differenziali (i cosiddetti “salvavita“) singolarmente dedicati ai diversi usi: la cucina (magari con almeno due diverse zone dedicate ad esempio alla lavatrice e al complesso frigo-forno), la climatizzazione, le prese elettriche e via dicendo.

Importantissima e poi la sezione del cavo montante, ovvero quello che unisce il contatore installato dal gestore al nostro quadro elettrico: fino a 6 kW di potenza impegnata la sua sezione deve essere di almeno 6 millimetri e il quadro elettrico deve esserci un contatore magneto-termico generale capace di gestire 32 ampere. Ma sono cose da professionisti. Lo ripetiamo: lasciate fare a loro.

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