Condividi

Banner FIRSTonline

TikTok Usa, fine della saga: nasce joint venture a maggioranza americana, ecco cosa cambia

TikTok resta negli Stati Uniti grazie alla nascita di TikTok USDS: joint venture a maggioranza americana, ByteDance sotto il 20%, dati e algoritmo nel cloud Oracle. Trump esulta e ringrazia Xi

TikTok Usa, fine della saga: nasce joint venture a maggioranza americana, ecco cosa cambia

La partita più lunga e politicamente sensibile dell’ultimo decennio digitale va in archivio. Nasce TikTok Usa e la piattaforma resta negli Stati Uniti: le attività americane vengono ufficialmente trasferite in una nuova società autonoma, a maggioranza statunitense, archiviando il rischio di un bando e mettendo fine a una battaglia legale e geopolitica che ha attraversato due amministrazioni e almeno tre anni di tensioni tra Washington e Pechino.

La soluzione americana al rischio ban

La nuova struttura si chiama TikTok USDS Joint Venture LLC ed è il frutto diretto della normativa “divest-or-ban” approvata sotto la presidenza di Joe Biden, che imponeva a ByteDance, la società cinese che controlla il popolare social, di cedere il controllo delle attività statunitensi o uscire dal mercato. ByteDance resta nel capitale, ma scende al 19,9%, sotto la soglia massima consentita, mentre l’80,1% passa a un consorzio di investitori americani. Silver Lake, Oracle e MGX detengono ciascuno il 15%, affiancati da altri fondi e family office statunitensi e internazionali.

La joint venture nasce formalmente in attuazione dell’ordine esecutivo firmato da Donald Trump il 25 settembre 2025, che ha definito i paletti dell’operazione e garantito una gestione “americana” della versione Usa della piattaforma. Nessun valore economico è stato comunicato, né sono stati annunciati piani per un’app separata. iIl cuore dell’accordo è strutturale, non commerciale.

Dati e algoritmo sotto controllo Usa

Il punto più delicato, e politicamente decisivo, riguarda l’infrastruttura tecnologica. Tutti i dati degli utenti statunitensi saranno ospitati nel cloud sicuro di Oracle negli Stati Uniti e gestiti direttamente dalla nuova società, che opererà un programma completo di data privacy e cybersecurity sottoposto ad audit e certificazioni indipendenti. Il perimetro di riferimento include standard come Nist, Iso 27001 e i requisiti della Cybersecurity & Infrastructure Security Agency.

Ancora più sensibile il dossier algoritmo. Il sistema di raccomandazione dei contenuti verrà riaddestrato, testato e aggiornato utilizzando esclusivamente dati degli utenti Usa e sarà protetto nello stesso ambiente cloud americano. Anche il codice software sarà oggetto di controlli continui e protocolli di “software assurance”, sempre con Oracle nel ruolo di partner di sicurezza. In sostanza, non solo i database ma anche il motore che decide cosa appare nel feed passa sotto una supervisione formalmente statunitense.

Governance, moderazione e continuità globale

La joint venture opera come entità indipendente, costruita sulle fondamenta dell’organizzazione TikTok U.S. Data Security. Il consiglio di amministrazione è composto da sette membri, a maggioranza americana, con rappresentanti di Silver Lake, Oracle, MGX e altri grandi investitori. La guida operativa è affidata ad Adam Presser, nominato Ceo, affiancato da Will Farrell come Chief Security Officer.

Sul fronte dei contenuti, la nuova società avrà potere decisionale diretto sulle politiche di trust and safety e sulla moderazione, con obblighi di trasparenza e accountability. Allo stesso tempo, l’accordo preserva l’interoperabilità globale e così i creator americani continueranno a essere visibili su scala internazionale e le aziende potranno operare su mercati esteri. Alcune attività commerciali, come advertising ed e-commerce, resteranno coordinate con le entità globali del gruppo.

Le stesse tutele tecniche e organizzative si estenderanno anche ad altre app del gruppo destinate al mercato Usa, come CapCut e Lemon8, ampliando il perimetro dell’operazione oltre TikTok.

Trump festeggia: “Grazie Xi”

La chiusura dell’accordo ha incassato subito il sigillo politico della Casa Bianca. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha celebrato l’intesa con toni trionfali sul suo social Truth, rivendicandone apertamente la paternità: “Sono così felice di aver contribuito a salvare TikTok”, ha scritto, sottolineando che la piattaforma “sarà ora di proprietà di un gruppo di grandi patrioti e investitori americani, i più grandi al mondo, e sarà una voce importante”.

Nel messaggio, Trump ha legato il salvataggio di TikTok anche al successo elettorale del 2024, sostenendo che l’app, “insieme ad altri fattori, è stata responsabile dei miei ottimi risultati tra i giovani elettori”, e augurandosi di essere “ricordato a lungo da chi usa e ama TikTok”. Non sono mancati i ringraziamenti al suo entourage, a partire dal vicepresidente JD Vance, per aver portato l’operazione a una “conclusione molto drammatica, finale e bellissima”.

Trump ha poi voluto ringraziare esplicitamente il presidente cinese Xi Jinping: “Vorrei anche ringraziare il presidente Xi, della Cina, per aver lavorato con noi e, in ultima analisi, aver approvato l’accordo. Avrebbe potuto fare una scelta diversa, ma non l’ha fatto”. Parole che certificano come l’operazione TikTok non sia stata solo un dossier industriale, ma il risultato di una mediazione politica diretta tra Washington e Pechino.

Dopo anni di rinvii, cause legali e bracci di ferro tra Congresso, Casa Bianca e Cina, la telenovela si chiude così: TikTok resta negli Stati Uniti, ma sotto una bandiera societaria diversa. Un compromesso che evita il bando e ridisegna gli equilibri di controllo, senza cancellare del tutto le tensioni politiche che hanno accompagnato l’ascesa globale della piattaforma.

Commenta