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Auto tedesche sotto pressione: Mercedes accelera sull’elettrico, Porsche paga la crisi in Cina

Mercedes chiude il secondo trimestre con le auto in calo dell’8% ma accelera sull’elettrico. Porsche perde il 16% nel semestre, penalizzata da Cina e Usa

Auto tedesche sotto pressione: Mercedes accelera sull’elettrico, Porsche paga la crisi in Cina

L’industria automobilistica tedesca continua a fare i conti con un mercato globale sempre più complesso. Mercedes-Benz e Porsche hanno diffuso dati contrastanti sulle vendite, accomunati però da una forte debolezza in Cina e dalla crescente pressione della concorrenza locale. Se Mercedes, però, riesce a compensare parte delle difficoltà asiatiche con la crescita registrata in Europa e Nord America, oltre che con il forte aumento delle consegne di veicoli elettrici, per Porsche, invece, il primo semestre si chiude con una flessione a doppia cifra, che coinvolge quasi tutti i principali mercati e gran parte della gamma.

Mercedes vende 511.900 veicoli, ma le auto arretrano dell’8%

Mercedes-Benz Group ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con 511.900 veicoli venduti tra automobili e mezzi commerciali, il 2% in più rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Il confronto su base annua resta però condizionato dalla frenata della divisione auto e dalle persistenti difficoltà del mercato cinese. Mercedes ha consegnato 417.800 vetture, con una contrazione dell’8% rispetto al secondo trimestre del 2025. La flessione è stata particolarmente marcata in Asia, dove le vendite sono scese del 27% a 138.300 unità. In Cina il calo ha raggiunto il 30%, riflettendo una domanda più debole, una concorrenza sempre più aggressiva e la fase di avvio produttivo della nuova gamma.

Senza il mercato cinese, il quadro sarebbe stato molto diverso. Le vendite di automobili Mercedes al di fuori del Paese sono infatti cresciute del 2%. L’Europa ha registrato un aumento del 4% a 166.400 vetture, con la Germania in progresso del 6%, mentre il Nord America è salito del 13% a 91.300 unità. Negli Stati Uniti l’incremento è stato del 10%.

La contrazione ha interessato tutte le principali fasce di prodotto. I modelli di alta gamma hanno totalizzato 58.100 consegne, in diminuzione del 10%, mentre la fascia media ha perso il 9% a 249.300 unità. Più contenuto il calo delle vetture di ingresso, scese del 4% a 110.400 esemplari.

Mercedes: l’elettrico diventa il principale motore di crescita

Il risultato più positivo per Mercedes arriva dalle vetture elettriche. Le consegne globali di auto a batteria sono aumentate del 51% nel trimestre, raggiungendo 52.900 unità. Considerando anche i veicoli commerciali, il gruppo ha venduto complessivamente 63.000 mezzi elettrici, con una crescita del 50%. L’accelerazione è stata particolarmente evidente in Europa, dove le vendite di auto elettriche sono aumentate dell’87% e hanno raggiunto una quota pari al 26% delle consegne regionali. In Germania i volumi sono più che raddoppiati.

Il gruppo segnala inoltre una domanda elevata per la nuova generazione di modelli. Gli ordini europei della Glc elettrica, della Cla elettrica, della Glb elettrica e della nuova Classe S si estendono già fino al prossimo anno. Mercedes prevede quindi di vendere nella seconda metà del 2026 più automobili e veicoli commerciali rispetto ai primi sei mesi.

“Il più ampio piano di lanci della nostra storia sta prendendo slancio. Le vendite di veicoli elettrici sono aumentate di oltre il 50% nel secondo trimestre e la domanda per la nuova Glc elettrica, la Cla elettrica e la Glb elettrica è eccezionalmente forte”, ha dichiarato Mathias Geisen, membro del Consiglio di amministrazione di Mercedes-Benz Group responsabile delle Vendite e dell’esperienza cliente.

La divisione Mercedes-Benz Vans ha consegnato 94.100 unità, con un incremento dell’1% su base annua. Il Nord America è cresciuto del 23% a 12.400 veicoli, mentre l’Europa ha segnato un progresso del 5% a 68.300 unità. Molto più debole l’Asia, dove i volumi sono crollati del 57% a 3.400 mezzi, con la Cina in diminuzione del 70%. Le consegne di furgoni elettrici sono invece aumentate del 46%.

Porsche scende ai minimi degli ultimi sei anni

Il quadro appare ancora più difficile per Porsche. Nel primo semestre del 2026 la casa di Stoccarda ha consegnato 122.306 vetture, il 16% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e il livello più basso registrato negli ultimi sei anni. La flessione ha coinvolto tutti i principali mercati. Il Nord America è rimasto la prima area commerciale del marchio con 37.712 consegne, ma ha accusato un calo del 13%. Secondo il gruppo, il risultato è stato condizionato dalla fine degli incentivi fiscali statunitensi destinati ai veicoli elettrici e ibridi, oltre che dall’uscita di produzione delle versioni termiche della 718.

Ancora più pesante la situazione in Cina, dove le consegne sono diminuite del 32% a 14.501 unità. Porsche ha scelto di privilegiare la redditività rispetto alla crescita dei volumi, evitando di inseguire la concorrenza attraverso una politica di sconti aggressiva.

Anche l’Europa ha chiuso in territorio negativo. Escludendo la Germania, le consegne sono scese del 14% a 30.278 vetture. Sul mercato domestico la contrazione è stata più contenuta, pari al 6%, con 14.938 unità vendute.

La 911 resiste, crollano Panamera e 718

L’andamento dei singoli modelli mostra una forte distanza tra le diverse componenti della gamma. La Cayenne si è confermata la Porsche più venduta con 38.141 consegne, pur registrando una flessione del 9%. Alla fine di giugno sono inoltre iniziate le prime consegne della nuova Cayenne Electric.

La 911 rappresenta la principale eccezione positiva. Le vendite sono aumentate del 19% a 30.534 esemplari, sostenute dalla domanda e dall’arrivo delle nuove versioni lanciate nel corso del 2025.

Più debole la Macan, che ha totalizzato 35.315 consegne, il 22% in meno rispetto all’anno precedente. Di queste, 19.695 hanno riguardato le varianti con motore termico, ancora disponibili in gran parte dei mercati esterni all’Unione europea, mentre la Macan Electric si è fermata a 15.620 unità.

La Panamera ha perso il 38% a 9.308 consegne, penalizzata soprattutto da un temporaneo vuoto di gamma in Cina. La Taycan è arretrata del 25% a 6.219 unità, mentre le sportive 718 Boxster e Cayman sono crollate del 73% a 2.789 esemplari dopo la cessazione della produzione nell’ottobre del 2025.

“Con circa 122 mila consegne nel primo semestre siamo al di sotto dello scorso anno, ma in linea con le nostre aspettative”, ha dichiarato Matthias Becker, membro del Consiglio di amministrazione responsabile delle Vendite e del marketing di Porsche. Il gruppo continuerà ad adeguare la produzione alla domanda, mentre nuovi dettagli sulla Strategia 2035 sono attesi in occasione del Capital Markets Day previsto per l’autunno.

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