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SpaceX acquisisce xAI: Musk punta sull’IA nello spazio mentre crescono le pressioni giudiziarie su X

SpaceX integra xAI e crea un colosso da 1.250 miliardi di dollari per sviluppare data center orbitali per l’intelligenza artificiale. Ma mentre Musk guarda allo spazio, X finisce sotto inchiesta in Francia per algoritmi e contenuti di Grok

SpaceX acquisisce xAI: Musk punta sull’IA nello spazio mentre crescono le pressioni giudiziarie su X

Elon Musk riorganizza il proprio impero industriale. SpaceX, l’azienda aerospaziale proprietaria di Starlink, ha annunciato l’acquisizione di xAI, la società di intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk, dando vita a un gruppo che – secondo le stime – raggiunge una valutazione complessiva di circa 1.250 miliardi di dollari. I termini finanziari dell’operazione non sono stati resi pubblici, ma il disegno strategico è chiaro: concentrare sotto un’unica architettura industriale razzi, satelliti, infrastrutture di calcolo e sviluppo dell’IA, per costruire un motore di innovazione verticalmente integrato tra la Terra e lo spazio.

La sfida dell’intelligenza artificiale passa dall’orbita

Alla base della fusione c’è un obiettivo industriale esplicito ovvero rafforzare la posizione di Musk nella competizione globale sull’intelligenza artificiale. La nuova entità nasce per sostenere un progetto radicale, quello dei data center in orbita, un’idea che ha anche il suo rivale nella corsa allo spazio, Jeff Bezos. Negli ultimi due anni, i grandi gruppi tecnologici hanno investito decine di miliardi di dollari in centri dati e chip per l’addestramento dei modelli di IA. Secondo Musk, però, la Terra non è più sufficiente. La domanda globale di elettricità legata all’IA non può essere soddisfatta con soluzioni terrestri senza generare pressioni insostenibili su ambiente e comunità. Da qui la convinzione che, nel lungo periodo, l’IA basata sullo spazio rappresenti l’unica traiettoria di crescita realmente scalabile.

xAI, molti capitali ma una corsa dispendiosa

Negli ultimi mesi xAI ha dimostrato di saper attrarre ingenti risorse finanziarie. Già a luglio SpaceX aveva investito due miliardi nella società mentre a novembre è entrata in trattative per un round da 15 miliardi di dollari che l’ha valutata complessivamente 230 miliardi, triplicando il valore rispetto alla fusione con la piattaforma X avvenuta nel 2025. In precedenza aveva già raccolto 5 miliardi in equity e 5 miliardi in debito per la costruzione del data center Colossus a Memphis, nel Tennessee. Un flusso di capitali imponente, che tuttavia non basta per essere sostenibile. xAI continua, infatti, a bruciare cassa a un ritmo stimato di circa un miliardo di dollari al mese, rendendo indispensabile un sostegno finanziario più solido per competere con i grandi rivali dell’IA.

Perché SpaceX diventa il perno finanziario

L’aggregazione con SpaceX risponde proprio a questa esigenza. La società aerospaziale di Musk domina il settore dei lanci con il Falcon 9 ed è leader nella connettività satellitare grazie a Starlink. Dopo aver chiuso il 2025 con ricavi per circa 15 miliardi di dollari, SpaceX punta a salire tra i 22 e i 24 miliardi nel 2026. Flussi di cassa e prospettive di crescita che rendono l’azienda il naturale pilastro finanziario dell’intero progetto, capace di sostenere sia lo sviluppo dell’IA sia i programmi spaziali più ambiziosi.

Il cuore tecnologico della strategia è affidato a Starship, il vettore spaziale della società. SpaceX intende utilizzare il nuovo vettore per dispiegare una costellazione che, nei piani, potrebbe arrivare fino a un milione di satelliti, progettati per funzionare come veri e propri centri dati orbitali. A regime, l’azienda prevede carichi utili da 200 tonnellate per missione e una cadenza di lancio estremamente elevata.

Uno spazio che viene così ripensato non più soltanto come frontiera esplorativa, ma come infrastruttura industriale stabile al servizio dell’intelligenza artificiale.

L’ombra della Borsa e le incognite del progetto

La fusione arriva in un momento cruciale anche sul fronte dei mercati. Le indiscrezioni parlano di una possibile Ipo di SpaceX – ora rafforzata dall’integrazione di xAI – già nei prossimi mesi, con l’obiettivo di raccogliere fino a 50 miliardi di dollari. Sarebbe una delle più grandi quotazioni di sempre e fornirebbe l’ossigeno finanziario necessario a sostenere investimenti sempre più onerosi. Secondo le stime di Morgan Stanley, SpaceX potrebbe arrivare a ricavi prossimi ai 50 miliardi di dollari già nel 2030, con utili in forte crescita nel decennio successivo. Restano però numerose incognite dalla manutenzione dei data center in orbita, l’esposizione alle radiazioni, all’affidabilità dell’hardware e la sostenibilità complessiva di un’infrastruttura così vasta.

È proprio in questa fase, quando il progetto è ancora in gran parte sulla carta, che Musk chiede fiducia – e capitali – al mercato.

Dallo spazio ai tribunali: Musk si scontra con la realtà terrestre

Mentre proietta l’intelligenza artificiale oltre l’atmosfera, Elon Musk deve fare però i conti con nuovi problemi molto più terrestri. In Francia, la piattaforma X (ex Twitter, oggi controllata da xAI) finisce sotto la lente della magistratura. La procura di Parigi ha disposto una perquisizione presso la sede di X France nell’ambito di un’indagine avviata all’inizio del 2025 e condotta dalla sezione per la lotta al cybercrimine, in collaborazione con l’unità nazionale cyber della gendarmeria ed Europol.

L’inchiesta riguarda il funzionamento degli algoritmi della piattaforma, ritenuti potenzialmente parziali, e si è successivamente ampliata includendo anche Grok, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato da xAI e integrato nel social network. Secondo le segnalazioni all’origine dell’indagine, l’IA avrebbe contribuito alla diffusione di contenuti negazionisti dell’Olocausto (in precedenza aveva avuto problemi anche in Turchia) e di deepfake sessualmente espliciti, aprendo un fronte giudiziario particolarmente delicato sul piano regolatorio e reputazionale.

Nell’ambito del procedimento, Musk e l’ex amministratrice delegata di X, Linda Yaccarino, sono stati convocati dalla procura di Parigi per un’audizione fissata il 20 aprile. Le autorità francesi stanno esaminando in particolare il funzionamento degli algoritmi, mentre la perquisizione ha riguardato la filiale francese della società, che si occupa di comunicazione e relazioni pubbliche, pur non essendo l’entità giuridica responsabile della piattaforma, localizzata in Irlanda.

Da un lato, la visione di un’intelligenza artificiale alimentata dal sole e ospitata nello spazio, dall’altro, le crescenti pressioni normative e giudiziarie sulla gestione dei contenuti e degli algoritmi sulla Terra, senza contare anche i problemi attuali della sua altra creatura, Tesla. È una tensione che fotografa bene la fase attuale dell’impero Musk : sospeso tra ambizioni cosmiche e vincoli sempre più stringenti imposti da governi e autorità di regolamentazione.

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