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IA tra bolla e rivoluzione e data center nello spazio: Jeff Bezos scuote la Tech Week di Torino

Alla Italian Tech Week il fondatore di Amazon parla di IA “è una bolla, ma rivoluzionerà il mondo”, di data center “nei prossimi 10 anni saranno nello spazio” e di imprenditoria “non c’è mai stato un momento migliore per esserlo”. Von der Leyen rilancia: “Il futuro dell’IA deve essere europeo”

IA tra bolla e rivoluzione e data center nello spazio: Jeff Bezos scuote la Tech Week di Torino

Non è mai banale Jeff Bezos. L’uomo che ha costruito un impero partendo da un garage di Seattle, dove nel 1994 fondò Cadabra.com (presto ribattezzata Amazon), ha abituato il mondo a visioni capaci di cambiare il corso della storia industriale. Dal lancio come semplice libreria online, con la promessa di non fare utili nei primi 4-5 anni, all’ascesa inarrestabile in colosso globale, Bezos è rimasto fedele al ruolo di visionario. E lo ha confermato ancora una volta alla Italian Tech Week di Torino, dove ha scaldato la platea delle Ogr in un dialogo con John Elkann.

I temi non sono mancati, ma in cima alla lista c’è quello che da tre anni catalizza il dibattito mondiale, l’intelligenza artificiale. Bezos non si limita a cavalcare l’entusiasmo generale: lo analizza, lo ridimensiona e lo rilancia, con il suo stile diretto e il bagaglio di esperienze che spaziano dall’e-commerce allo spazio. L’AI, avverte, è sì una “bolla industriale”, ma di quelle destinate a lasciare il segno e a ridisegnare interi settori.

Intelligenza artificiale, tra entusiasmo e bolla industriale

L’Intelligenza artificiale è ovunque, ma non senza rischi. Bezos non si nasconde, “quando le persone si entusiasmano molto – come sta accadendo oggi con l’intelligenza artificiale – ogni esperimento trova finanziamenti, ogni azienda trova finanziamenti, sia le buone idee che quelle cattive. E, in mezzo a questo entusiasmo, per gli investitori diventa difficile distinguere le une dalle altre. Probabilmente è ciò che sta accadendo anche oggi”.

Eppure, per Bezos non si tratta di una bolla da temere. !Questa dell’AI è una sorta di bolla industriale, diversa dalle bolle finanziarie. Le bolle industriali non sono affatto così dannose: possono perfino rivelarsi positive, perché quando la polvere si posa e si vede chi sono i vincitori, la società beneficia di quelle invenzioni”. Rischo di bolla sì quindi ma pur sempre per un futuro migliore (si spera), “l’intelligenza artificiale è reale e cambierà ogni settore”.

Tra 10 anni i data center nello spazio

Lo sguardo si alza oltre l’atmosfera terrestre. Bezos annuncia un futuro da fantascienza che, nelle sue parole, è già dietro l’angolo. “Nei prossimi dieci anni – e sono convinto che non passeranno più di vent’anni – inizieremo a costruire enormi data center da gigawatt nello spazio. Sarà il luogo ideale per realizzare questi giganteschi cluster di training, perché lì l’energia solare è disponibile in abbondanza”. E aggiunge, “siamo fortunati a vivere in un’epoca in cui sono in corso più di un’età dell’oro: viaggi spaziali, intelligenza artificiale, robotica. È straordinario. Non c’è mai stato un momento migliore per essere entusiasti del futuro”.

Regole e opportunità in Europa

Sulla questione normativa, il fondatore di Amazon non ha dubbi. “Spesso si sente dire che in Europa ci sono troppe regole. Vi assicuro che le regole ci sono ovunque, quello che serve è un atteggiamento sincero, imprenditoriale”. Bezos ribalta così la prospettiva, “è questo che porta le persone al successo, e l’Europa ha tutti gli ingredienti necessari per essere dinamica dal punto di vista imprenditoriale e avere un enorme successo. Lo si capisce già solo guardando le persone presenti in questa sala”.

Spirito imprenditoriale e grandi aziende

Per Bezos, non è mai stato un momento migliore per mettersi in gioco: “Non c’è mai stato un momento migliore per essere imprenditori. Non c’è mai stato un momento migliore per avviare una startup. Adoro gli imprenditori, da sempre. È come se avessero una missione e, semplicemente, non possono non seguirla. Sono così appassionati… gli imprenditori devono essere ottimisti quasi al punto da illudersi”.

E poi, “realtà come Amazon, Stellantis, Blue Origin, Ferrari e Cnh offrono enormi opportunità. Anche all’interno di una grande azienda si può avere spirito imprenditoriale. Le grandi aziende hanno bisogno di spiriti liberi, di persone capaci di spronarle e di far loro vedere cose nuove”.

Von der Leyen: “Voglio che il futuro dell’IA sia scritto in Europa”

Alla Tech Week non ha parlato solo Bezos. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha scelto Torino per rilanciare l’ambizione dell’Ue. “Voglio che il futuro dell’IA sia scritto in Europa”, spiega la presidente. Von der Leyen ha sottolineato il potenziale industriale e la necessità di colmare i gap di finanziamento, “non possiamo accettare che i nostri talenti più brillanti siano costretti ad andarsene per avere successo. Occorre trovare il terreno adatto per crescere qui in Europa”.

“IA al primo posto significa sicurezza al primo posto” aggiunge Von der Leyen, “perché non creare una rete di città europee in cui far circolare le prime auto a guida autonoma? Una coalizione di 60 sindaci italiani ha già espresso interesse in questo senso. Rendiamolo possibile”.

Sul capitale, la presidente ha tracciato la rotta. “In Europa i capitali non mancano. Ci mancano il capitale di rischio e l’equity. Per questo motivo stiamo creando il fondo multimiliardario Scaleup Europe in partenariato con investitori privati. Il fondo effettuerà investimenti azionari diretti in settori strategici: AI, tecnologie quantistiche, tecnologie pulite e tanto altro”.

La chiusura è un manifesto di ambizione.”L’Europa è una delle leader mondiali nel campo dell’intelligenza artificiale. Dieci anni fa nella potenza di calcolo eravamo indietro. Ora i supercomputer sono diventati una priorità assoluta. Non c’è dubbio: il futuro dell’IA sarà europeo“. Un auspicio che suona come promessa ma che resta, inevitabilmente, una sfida tutta da vincere.

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