SpaceX, prima di sbarcare su Marte, prepara l’atterraggio più ambizioso: quello a Wall Street. La creatura di Elon Musk sta preparando un’Ipo che, stando a fonti vicine al dossier, potrebbe superare di slancio i 30 miliardi di dollari raccolti, un traguardo mai raggiunto da nessuna società al debutto. Il target è una valutazione monstre da 1,5 trilioni di dollari, pari a quella toccata da Saudi Aramco nel 2019 con il suo storico collocamento da 29 miliardi. Se i numeri saranno confermati, si tratterà dell’Ipo più grande di sempre, destinata a ridefinire il perimetro del mercato.
Il progetto è già sul tavolo del management e degli advisor. L’approdo a Wall Street è ipotizzato tra metà e fine 2026, anche se il piano potrebbe scivolare al 2027 in base alle condizioni di mercato. In queste settimane SpaceX sta definendo struttura dell’operazione, fabbisogni di capitale, impieghi delle risorse e profili dei ruoli chiave.
Valutazioni in decollo e mercato in ebollizione
La traiettoria del valore di SpaceX è diventata ripidissima. Da indiscrezioni del Wall Street Journal emerge che la società sarebbe stata valutata circa 400 miliardi di dollari, ma le comunicazioni interne agli investitori parlavano già di possibili capitalizzazioni nell’ordine degli 800 miliardi. Una recente vendita nel mercato secondario ha fissato il prezzo delle azioni a 420 dollari, spingendo la valutazione oltre quella soglia.
L’operazione include anche un programma dedicato ai dipendenti, con la possibilità di vendere fino a 2 miliardi di dollari in stock. Una mossa che, secondo fonti citate da Bloomberg, serve a “livellare” la valutazione del mercato privato in vista della quotazione. Musk ha ricordato in un post su X del 6 dicembre che “SpaceX è cash-flow positive da molti anni” e che i ritocchi alla valutazione derivano dai progressi su Starship, Starlink e sull’espansione dello spettro di frequenze per il business direct-to-mobile.
La sola notizia dell’avanzamento dell’Ipo ha mosso tutto il settore: EchoStar sale oltre il 14% mentre Rocket Lab segna un +6% intraday.
Starlink, Starship e il futuro dei data center nello spazio
La spinta più forte alla quotazione arriva dal boom di Starlink, la costellazione satellitare che sta diventando uno dei business tecnologici più dinamici al mondo. Secondo le fonti, nel 2025 SpaceX dovrebbe generare 15 miliardi di dollari di ricavi, che potrebbero salire a 22-24 miliardi nel 2026, con Starlink come principale motore. Inoltre, il colosso di Musk sta sviluppando Starship, il razzo pensato per la Luna e Marte, ormai un asse strategico per il posizionamento industriale di SpaceX.
Ma la visione non si ferma qui. Una parte dei fondi raccolti nell’Ipo servirà a costruire data center spaziali e ad acquistare i chip necessari per farli operare. Una frontiera su cui Musk si è già espresso pubblicamente, lasciando intendere che sarà un pilastro del futuro della società.
Lo scenario della quotazione e il nodo Starlink
L’ipotesi di separare Starlink dal resto del gruppo e portarla in Borsa come società autonoma circola da anni, sin dal 2020. È rimasta però sempre in una sorta di limbo, un progetto possibile ma mai davvero imminente. Oggi il quadro sembra mutato: la direzione scelta da Musk e dal management punta a una quotazione dell’intero conglomerato SpaceX, evitando spezzatini e mantenendo quella massa critica che serve per sostenere i programmi più ambiziosi, dal potenziamento di Starlink allo sviluppo di Starship.
In questo scenario, anche una cessione minima del capitale avrebbe un impatto enorme. Se SpaceX decidesse di collocare solo il 5% delle proprie azioni alla valutazione ipotizzata, incasserebbe circa 40 miliardi di dollari, superando ogni precedente primato per un’Ipo.
Gli investitori storici, dai fondi di venture come Founders Fund, 137 Ventures e Valor Equity Partners fino ai colossi come Fidelity e Google, seguono la partita con grande attenzione. Una quotazione cambierebbe la natura stessa dell’azienda: significherebbe maggiore trasparenza, nuove regole di governance, ma soprattutto un accesso più ampio ai capitali necessari per la prossima espansione. Sarebbe, in altre parole, l’inizio di una nuova fase per l’impero spaziale di Musk.
La corsa alla più grande Ipo di sempre è appena iniziata. Se la valutazione da 1.500 miliardi sarà confermata, la quotazione di SpaceX non sarà solo un debutto in Borsa ma sarà un test di mercato sulla sostenibilità – e sul potere di attrazione – di uno dei progetti industriali più audace del nostro tempo.