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Editoria bollente: Orfeo si dimette da direttore di Repubblica e va a QN, Lirio Abbate verso il Giornale. Aria di ribaltone anche al Secolo XIX

Non c’è pace a Repubblica: lascia il direttore Mario Orfeo che dal 9 settembre sarà alla guida editoriale di QN di Leonardo Maria Del Vecchio . Al suo posto, per ora, una direzione di “transizione”. E lascia Rep anche Lirio Abbate: secondo i rumors andrà alla vicedirezione del Giornale diretto da Cerno

Editoria bollente: Orfeo si dimette da direttore di Repubblica e va a QN, Lirio Abbate verso il Giornale. Aria di ribaltone anche al Secolo XIX

Non c’è pace Repubblica. Non c’è pace ai piani alti dei giornali italiani dove si profila un’estate caratterizzata da un serrato turn over. Mario Orfeo, 60 anni, lascia la direzione di Repubblica – appena acquisita dal gruppo Antenna della famiglia greca Kyriakou – per passare a QN con Leonardo Maria Del Vecchio. Un incarico, quello a Repubblica, che ricopriva dal 2024 dopo essere stato al timone dei tre principali telegiornali della tv di stato (Tg1, Tg2, Tg3), di cui è stato ad nella stagione 2017-2018. Prima di Repubblica, ha diretto Il Mattino e Il Messaggero. Ma non è tutto. Prima che la notizia dell’addio di Orfeo prendesse corpo, un’altra indiscrezione ha iniziato a circolare insistentemente ed è quella che riguarda Lirio Abbate, ex direttore dell’Espresso prima e caporedattore a Repubblica poi. Ma a Repubblica cosa succederà dopo l’addio di Orfeo? Al momento si vocifera di un nome di “transizione” (e i nomi che circolano sono l’attuale vicedirettore Stefano Cappellini, l’ex capo degli Interni Claudio Tito, il direttore del Foglio Claudio Cerasa o anche il direttore del Domani Emiliano Fittipaldi) in attesa che martedì 14 luglio l’editore Theo Kyriakou giunga a Roma.

Lirio Abbate alla vicedirezione del Giornale?

Abbate, nonché tra le firme più note del giornalismo investigativo italiano, ha comunicato la propria decisione con una lettera in cui spiega che, con la direzione di Orfeo, non sussisterebbero più le “condizioni professionali” per proseguire il lavoro all’interno del gruppo. “Una decisione dolorosa, ma che considero inevitabile”, scrive il giornalista siciliano nella missiva di cui si è cominciato a parlare pubblicamente alla vigilia dell’addio di Orfeo. Il futuro? È qui che arriva la sorpresa: pare che l’approdo possa essere la vicedirezione del Giornale attualmente guidato da Tommaso Cerno (ex direttore dell’Espresso, ex condirettore di Repubblica, ex senatore del Pd). Un atterraggio inatteso e sorprendente che, se confermato, porterebbe una delle firme più conosciute dell’antimafia nel quotidiano un tempo della famiglia Berlusconi, che ha spesso polemizzato proprio con Abbate.

Orfeo direttore editoriale di QN dal 9 settembre

“Dal prossimo 9 settembre, Mario Orfeo sarà il direttore editoriale di QN Media (già Editoriale Nazionale), il gruppo che detiene i quotidiani Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e QN“. Lo comunica una nota del gruppo stesso nella quale si legge che “nel nuovo ruolo, Mario Orfeo affiancherà l’editore, Leonardo Maria Del Vecchio, e l’amministratore delegato, nel percorso di crescita del gruppo, con una funzione di indirizzo e di coordinamento della strategia editoriale e dei nuovi progetti di sviluppo. Il progetto di Leonardo Maria Del Vecchio punta a ridisegnare il posizionamento dell’intero gruppo editoriale a partire dal nuovo QN, in arrivo il prossimo autunno, che evolverà in una testata di opinione di fascia alta, autorevole, capace di parlare anche a un pubblico giovane, con un linguaggio contemporaneo”.

“Agnese Pini è confermata direttrice responsabile delle testate del gruppo e contribuirà all’ambizioso progetto di rilancio del nuovo QN: una testata completamente rinnovata, con una veste grafica ispirata ai principali quotidiani europei, un’impostazione orientata alla leggibilità e alla valorizzazione dei contenuti, e una piattaforma digitale riprogettata da zero insieme al prodotto cartaceo.
Allo stesso tempo, la visione dell’editore si traduce in una nuova architettura del gruppo che punta a rendere ogni testata locale più identitaria e riconoscibile: Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno manterranno ciascuno il loro ruolo centrale nell’informazione regionale, rafforzando il radicamento nei rispettivi territori. Su questa base, i quotidiani saranno parte di un ecosistema editoriale digitale progettato per intercettare nuovi pubblici e nuovi ricavi. Un modello di integrazione multimediale nel quale identità, tecnologia, prodotto e raccolta pubblicitaria andranno a ridefinirsi in un contesto unitario”.

Secolo XIX, acque agitate: Aponte sostituirà Brambilla?

Intanto, anche al Secolo XIX le acque appaiono agitate. L’editore Gianluigi Aponte – il patron di Msc Crociere che ha da poco passato la proprietà della società ai figli Diego e Alexa – non sarebbe affatto contento della direzione di Michele Brambilla, peraltro scelto dagli stessi Aponte dopo l’acquisizione della testata dal gruppo Gedi. Correva l’anno 2024. Ma i rapporti evidentemente non troppo distesi tra Brambilla e il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, avrebbero reso la situazione sempre più tesa. E quindi? Anche a Genova tira aria di ribaltone ai vertici del giornale. Tra i nomi sondati c’è quello di Andrea Malaguti, già direttore della Stampa e oggi editorialista della testata che nel frattempo è passata – anch’essa – dal gruppo Gedi a un nuovo editore: quel gruppo Sae che fa capo ad Alberto Leonardis (e che di recente ha arruolato lo stesso Maurizio Molinari, predecessore di Orfeo proprio a Repubblica, in qualità di nuovo direttore editoriale del gruppo). Chi vivrà vedrà.

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