La partita dell’IA arriva in Italia, e questa volta è un colpo grosso. Il colosso californiano Qualcomm Technologies ha annunciato l’acquisizione di Arduino, la società nata nel 2005 all’Interaction Design Institute di Ivrea da un gruppo di ricercatori guidato da Massimo Banzi. Nata per democratizzare l’elettronica attraverso schede open source semplici da programmare, Arduino è diventata negli anni un simbolo mondiale del movimento dei makers, quella comunità di artigiani digitali che ha trasformato garage e laboratori in fucine di innovazione.
L’accordo, di cui non è stato reso noto il valore, segna una svolta storica con Banzi che dopo vent’anni lascia l’azienda, mentre il cuore tecnologico di Arduino resta in Italia. “È un’emozione incredibile – ha dichiarato il cofondatore – ma è il momento di far crescere Arduino con qualcuno che abbia le spalle larghe”.
Qualcomm punta sull’intelligenza artificiale
Per Qualcomm, leader mondiale nei chip per smartphone e connessioni wireless, l’acquisizione di Arduino è parte di una strategia più ampia di espansione nell’intelligenza artificiale e nell’Internet of Things (IoT). Dopo Foundries.io ed Edge Impulse, la società americana aggiunge così un altro tassello chiave: una piattaforma open source con oltre 33 milioni di sviluppatori attivi nel mondo.
“Con questa acquisizione acceleriamo la democratizzazione dell’accesso all’intelligenza artificiale per la community globale di sviluppatori”, ha spiegato Nakul Duggal, Group General Manager di Qualcomm per il settore Automotive, Industrial e Embedded IoT.
Arduino, dal canto suo, porta in dote la propria community globale, un approccio aperto e la capacità di rendere accessibile anche la tecnologia più complessa. “Unire le forze con Qualcomm ci consente di rendere l’intelligenza artificiale intuitiva, scalabile e aperta a tutti”, ha commentato Fabio Violante, ceo di Arduino.
Nasce subito Arduino Uno Q: il primo “cervello doppio”
Il primo frutto dell’unione si chiama Arduino Uno Q. È un computer a scheda singola con architettura “dual brain”, da un lato un microprocessore compatibile con Linux Debian, dall’altro un microcontrollore in tempo reale. Il tutto basato sul chip Qualcomm Dragonwing Qrb2210, progettato per applicazioni di visione artificiale e intelligenza audio, due ambiti chiave per la smart home e l’automazione industriale.
Uno Q sarà anche la prima scheda compatibile con AppLab, il nuovo ambiente di sviluppo che unifica linguaggi come Python, sistemi real-time e flussi di intelligenza artificiale. Un salto di qualità pensato per abbattere le barriere tra prototipazione e applicazioni AI complesse, in linea con la filosofia che ha reso Arduino celebre in scuole, università e laboratori di ricerca di tutto il mondo.
Arduino resta italiana: R&D a Torino, produzione in Asia
Nonostante il passaggio di proprietà, Arduino non perderà le sue radici. La società, che ha sede legale in Svizzera ma cuore operativo a Torino, manterrà la ricerca e sviluppo in Piemonte, dove lavorano la maggior parte dei 185 dipendenti. “Il team resterà in Italia, anzi sarà rafforzato dai nuovi investimenti”, ha precisato Violante.
La produzione continuerà invece a essere gestita da partner esterni, come avviene da anni nell’area di Ivrea, con l’eccezione della nuova Uno Q, che sarà assemblata in Asia.
La fine di un ciclo, l’inizio di un nuovo capitolo
L’operazione segna la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova fase per Arduino. Dopo aver raccolto 54 milioni di dollari tra il 2022 e il 2023 grazie anche al supporto di Cdp Venture Capital, l’azienda italiana si prepara ora a un salto di scala globale sotto l’ombrello Qualcomm.
Con la chiusura dell’accordo, ancora soggetta all’approvazione delle autorità, si concretizza anche l’exit per i fondatori e gli investitori. Banzi, il volto simbolo dell’elettronica open source, accompagnerà la transizione, poi lascerà definitivamente: “dopo vent’anni, è giusto che l’azienda cammini da sola”.
Da un laboratorio di Ivrea al cuore dell’industria dell’intelligenza artificiale americana, per Arduino è un salto storico verso una nuova era.