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Morgan Stanley promuove la “Renzinomics”: nel 2016 Pil +1,7%

Gli analisti della Banca d’affari statunitense pubblicano stime più ottimiste di quelle del Governo – Tre fattori decisivi: “La debolezza dell’euro, il Qe della Bce e il basso costo dell’energia” – Mancano alcune riforme strutturali (giustizia e Pa) ma il Jobs Act e il taglio del cuneo fiscale sono considerati fondamentali – Scarica il report completo.

Morgan Stanley promuove la “Renzinomics”: nel 2016 Pil +1,7%

L’Italia ha l’occasione di ripartire, lasciandosi alle spalle la stagnazione e la bassa crescita in cui naviga da 20 anni. Lo scrive Morgan Stanley in un report dal titolo “Italia: ora o mai più”, in cui l’istituto americano, che in Italia è guidato da Domenico Siniscalco, si dimostra anche più ottimista sulle prospettive economiche del nostro Paese. 

Secondo gli analisti della Banca d’affari statunitense, Roma “oggi può contare su tre fattori positivi: la debolezza dell’euro, il quantitative easing della Bce e il basso costo dell’energia. Se a questo si associa una politica fiscale più favorevole alla crescita e una ripresa dell’attività economica dal Paese potranno arrivare sorprese positive”. 

Quanto alle esportazioni, “si confermano forti” e “una ripresa dei consumi interni potrebbe derivare da un recupero della fiducia”, si legge ancora nel report. 

Gli analisti che firmano il rapporto – Daniele Antonucci, Alvaro Serrano e Antonio Reale – non sono particolarmente ottimisti sui risultati di quest’anno (la previsione è la stessa del governo, +0,7%) mentre lo sono sul 2016. Se il dato del consenso è poco sopra l’uno per cento, il Fondo monetario si aspetta un +1,1 e il governo prevede +1,4, Morgan stima +1,7 per cento.

Morgan Stanley sottolinea la necessità di mettere in campo altre riforme strutturali (in particolare giustizia e pubblica amministrazione), ma afferma anche che qualcosa sta cambiando grazie alla “Renzinomics”, di cui gli economisti apprezzano in particolare la riforma del lavoro e il taglio del cuneo fiscale. 

Quanto alle banche, Morgan Stanley si aspetta una redditività operativa (Rote) all’8% nel 2017, dovuta a una riduzione degli accantonamenti per sofferenza che passerà dai 175 punti base del 2014 ai 60 punti base del 2017. Inoltre, secondo il colosso di Wall Street, se la ripresa sarà più sostenuta grazie alle riforme, la normalizzazione degli accantonamenti sarà più rapida e la redditività potrà salire ancora. Ulteriori guadagni potrebbero essere legati a un’eventuale fase di M&A per le banche popolari.  


Allegati: Italy Economics_NowOrNever.pdf

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