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Meno Co2, gas e rinnovabili: il nuovo modello Eni

L’Ad Claudio Descalzi presenta a Parigi la strategia che ha consentito finora di spendere 600 milioni di dollari in progetti di cooperazione con le comunità locali. Entro fine anno al via progetti nel fotovoltaico per 150 Mw

Meno Co2, gas e rinnovabili: il nuovo modello Eni

Eni cambia modello per equilibrare energia e sostenibilità. Facendo leva su tre pilastri: la cooperazione che caratterizza il gruppo dai tempi di Mattei,  meno Co2 e più gas, spinta sulle rinnovabili. “Tra il 2010 e il 2015 ENI ha investito 600 milioni di dollari supportando circa 4 milioni di persone attraverso progetti agricoli, di accesso all’acqua, di cura della salute e relativi all’educazione e, nei prossimi quattro anni manterrà il medesimo livello di investimento”. Lo ha detto, Claudio Descalzi, Amministratore delegato del gruppo, durante la presentazione oggi alla comunità finanziaria dell’evoluzione del modello ENI per lo sviluppo sostenibile delle risorse energetiche e la nuova mission della società.

“Siamo una impresa dell’energia. Lavoriamo per costruire un futuro in cui tutti possano accedere alle risorse energetiche in maniera efficiente e sostenibile. Fondiamo il nostro lavoro sulla passione e l’innovazione. Sulla forza e lo sviluppo delle nostre competenze, riconoscendo la diversità come risorsa”, ha aggiunto il top manager, spiegando che “la sfida cruciale del settore energetico è il bilanciamento tra la massimizzazione dell’accesso all’energia e la lotta al cambiamento climatico”.

Un altro aspetto fondamentale del modello di cooperazione di Eni è “l’impegno per lo sviluppo delle competenze locali: negli ultimi 5 anni, abbiamo incrementato la propria quota di impiego di risorse locali di oltre il 21% e in media ha raggiunto un livello di circa l’80% di persone locali impiegate presso le proprie società affiliate”.

Nelle rinnovabili invece, la sterzata del gruppo su nuovi progetti green è più recente. In Italia la società ha avviato il “Progetto Italia”, che si pone l’obiettivo di implementare progetti nell’ambito delle rinnovabili utilizzando aree industriali di proprietà: in questo senso Eni ha identificato al momento, ha ricordato Descalzi a Parigi, 15 progetti per una capacità complessiva di circa 220 MW soprattutto fotovoltaico, che saranno installati prima del 2022.

All’estero, Eni ha già avviato nuovi progetti legati al fotovoltaico in Pakistan, Egitto e Algeria, per una capacità complessiva di circa 160 MWp, che saranno completati entro il 2018. Eni intende adottare 6 decisioni finali di investimento (Fid) entro la fine di quest’anno, per una capacità complessiva di 150 MW, con impianti che saranno completati e connessi alla rete tra fine 2017 e inizio 2018. In termini di emissioni, l’attuale portafoglio di progetti consentirebbe di evitare 0,3 Mton all’anno di Co2 per i prossimi vent’anni.

Prorio riguardo al tema decarbonizzazione, Eni ha già ridotto le proprie emissioni dirette del 28% dal 2010 e si propone di eliminare completamente le emissioni da gas flaring entro il 2025 e di ridurre complessivamente le emissioni per barile del 43%.

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