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Mediobanca, il patto si avvia alla fine

L’assemblea del patto di sindacato di Mediobanca, che controlla il 30,7% della banca, prevede la possibilità di disdetta dopo un anno nel 2018 e prefigura così il suo definitivo tramonto – Nagel: “Netto miglioramento della governance” – Alierta e Tononi nella lista del nuovo cda

Mediobanca, il patto si avvia alla fine

“Il raddoppio dei posti dedicati alle minoranze, il maggior numero dei consiglieri indipendenti e la loro particolare qualificazione professionale contribuiscono a un netto miglioramento della governance della banca”: l’ad di Mediobanca, Alberto Nagel, ha commentato così la lista per il nuovo cda del’istituto di Piazzetta Cuccia presentata ieri dal patto e che sarà eletta dall’assemblea della banca del 28 ottobre.

Nella lista, che conferma i vertici di Mediobanca (Nagel, Pagliaro e Vinci), ci sono le novità di Cesar Alierta di Telefonica e di Massimo Tononi (ex Borsa Italiana), mentre esce Tarak Ben Ammar.

L’assemblea del patto di Mediobanca, che dal primo gennaio 2018 verrà modificato, ha stabilito che ciascun partecipante al patto stesso possa dare la disdetta dopo un anno, a partire dal 2018, cosa che – dopo la  recente uscita di Pirelli – lascia presagire il definitivo tramonto del patto a fine 2019, patto che attualmente controlla il 30,7% del capitale di Mediobanca.

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