L’uomo o la macchina? Tifare per Kimi Antonelli o per la Ferrari? A chi non è venuto questo dubbio assistendo domenica al fantastico testa a testa sul circuito di Spa tra il giovane pilota italiano e la Ferrari di Charles Leclerc apparsa in netta ripresa dopo lunghi anni bui? Però il fascino dell’uomo e soprattutto del giovane Kimi che vince il Gran Premio del Belgio dove l’ultimo italiano a vincere era stato il mitico Alberto Ascari nel lontanissimo 1953 ha qualcosa in più della macchina. A tutti fa piacere vedere la Rossa di Maranello tornare finalmente competitiva ma un pilota italiano così era da tempo che non si vedeva. Kimi è Kimi e come Jannik Sinner, di cui ricorda la simpatia e la sobrietà, non è solo un campione ma è un ragazzo esemplare che non può non piacere. Niente chat e telefonini, ma tanta passione, tanta semplicità e tanta classe. Un vincente nato che ti conquista quando dice con candore: “E’ un privilegio rappresentare l’Italia”. Grande Kimi. Ci perdoni la Ferrari, ma non si può non tifare Antonelli.
Kimi Antonelli o la Ferrari? Il tifo degli italiani si divide ma il fascino del pilota, che ha lo stesso stile di Sinner, supera quello della gloriosa Rossa
Il tifo degli italiani si divide tra il giovane pilota e la gloriosa Rossa di Maranello ma Kimi è Kimi e il fascino del ragazzo conquista i cuori più di una macchina quasi perfetta
