Il 2026 consacra la Amatriciana come piatto di rinomanza internazionale. A partire da quest’anno il 6 marzo in tutto il mondo si festeggia la Giornata internazionale dell’Amatriciana. L’iniziativa promossa dall’Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice (ARAM) con il patrocinio del Comune di Amatrice, dell’Università Roma Tre, della Regione Lazio e della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo prevede quest’anno un intenso programma che si sviluppa in tre giorni di eventi con convegni tematici dedicati alla cultura gastronomica e al territorio, laboratori e attività esperienziali, visite ai cantieri della ricostruzione, escursioni a piedi e in e-bike, degustazioni dei prodotti locali. L’obiettivo è la valorizzazione delle eccellenze territoriali e delle peculiarità culturali e produttive dell’area che ha dato origine a uno dei piatti più conosciuti al mondo. La scelta del 6 marzo è legata a una ricorrenza significativa: il 6 marzo 2020 il piatto ha ottenuto dalla Commissione europea il riconoscimento di Specialità Tradizionale Garantita (STG). In Italia questa certificazione è condivisa solo da altri tre prodotti: mozzarella, pizza napoletana e vincisgrassi alla maceratese.
È stato valutato che nei comuni di Amatrice e Accumoli si producono circa 100 tonnellate annue di sugo, pari a circa 25 mila porzioni, mentre nel Lazio si supera il milione di piatti. Questi numeri spiegano la nascita dell’“Amatriciana Day”, affiancato ad altre ricorrenze gastronomiche come il Carbonara Day e il Pizza Day, con l’obiettivo di promuovere il piatto a livello globale e rafforzare il legame con il territorio di origine.
Il 6 marzo quindi l’Amatriciana appare sui menu di migliaia di ristoranti nel mondo. Piatto di grande tradizione della cucina romana a Roma viene celebrato fra gli altri da uno dei ristoranti simbolo della Dolce Vita, la Taverna Flavia il mitico ritrovo animato da Mimmo Cavicchia, a due passi da Via Veneto, oggi scomparso, che riceveva con grande spirito di simpatia e familiarità i più grandi nomi del firmamento cinematografico mondiale: Audrey Hapburn, Frank Sinatra, Ava Gardner, Joan Collins, Tony Curtis, Gloria Swanson e Liz Taylor, alla quale era interamente dedicata una sala intera del locale per una devozione che Mimmo riservava alla diva che più di tutte aveva rapito il suo cuore. E personaggi del cinema più vicino ai nostri tempi come Hugh Grant, Andy Garcia, Sharon Stone, Al Pacino, Sylvester Stallone, registi del calibro di Alfred Hitchcock, Pedro Almodovar e Quentin Tarantino. E per rimanere ai nomi delle grandi stelle di casa nostra: Sophia Loren, Claudia Cardinale.
Dopo un lungo periodo di letargo, ben otto anni, dovuto alla scomparsa del suo fondatore La Taverna Flavia ha riaperto un anno fa i suoi battenti. A riportarne alla memoria i fasti e il fascino di un tempo è lo chef Andrea Lattanzi.
Classe ‘95, Lattanzi ha mosso i suoi primi passi in un altro locale simbolo del centro di Roma, l’Osteria Da Mario in via della Vite. Rilevanti anche l’esperienza al fianco di Tommaso Pennestri dell’Osteria dell’Ingegno e quella con lo chef stellato Oliver Glowig “che mi ha insegnato a utilizzare tre, massimo quattro elementi a piatto”, dichiara Andrea. Vengono poi varie esperienze all’estero soprattutto Francia dove si sposta da Nord a Sud toccando con mano le cucine di due tra le zone più famose e chic di tutto il paese, l’estiva Saint-Tropez e l’invernale Courchevel.
La cucina dello chef Andrea Lattanzi si definisce tradizionale ma è ricca di sorprese, ha cioè un approccio moderno e contemporaneo a tutto quel bagaglio di conoscenze e ricette che nella cucina provengono dal passato, che sono cioè tradizione. Nel suo menu i piatti sono tutti ispirati alla memoria dei sapori di casa, quelli legati alla cucina della mamma. E alla memoria del territorio si ispira anche la sua ricetta della Amatriciana

La ricetta della Amatriciana dello Chef Andrea Lattanzi
Ingredienti per 4 persone
500 kg pomodori pelati
250 gr guanciale
Sale qb
Pepe qb
Pecorino qb
360 gr rigatoni
Procedimento:
Pulire il guanciale dalla cotenna, tagliare 200 gr in fette molto sottili, un velo, in modo che il guanciale ceda in cottura, stagliare le fette ricavate in 3 e farlo andare in pentola a fiamma bassa. Mentre il guanciale va in pentola, schiacciare i pelati a mano. Una volta che il guanciale avrà preso una bella doratura, aggiungere i pelati, subito dopo aggiustare di sale e di pepe (pepe che va dosato in base alla speziatura del guanciale). Far cuocere a fiamma bassa per almeno 4 ore.
Una volta cotto, cuocere i rigatoni per 7 minuti (tempo che può variare dalla qualità della pasta).
Nel frattempo, fare il resto del guanciale a fette, in questo caso più spesse di quelle usate per la salsa e tagliarlo a listarelle, per la larghezza, in modo che ogni taglio abbia la sua parte di grasso e di carne. Farlo croccante in una padella e quando sarà ben dorato toglierlo e porlo su una carta assorbente. Aggiungere la salsa nella base con il grasso del guanciale e scolare la pasta dentro, far terminare la cottura al dente.
Presentazione
Impiattare terminando con il guanciale fatto croccante e una generosa grattata di pecorino
romano, pecorino che da mettere solo all’ ultimo per fare sentire bene il sapore e la cottura
della salsa amatriciana
Ristorante Taverna Flavia
Via Flavia n°11 – 00187 Roma
