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Giornata Internazionale della Amatriciana: la ricetta dello chef Andrea Lattanzi della mitica Taverna Flavia tornata in vita dopo le luci della Dolce Vita

Tre giorni di iniziative ad Amatrice per celebrare uno dei piatti di cucina italiana più conosciuti al mondo. La proposta della Taverna Flavia il ristorante amato dai divi della Dolce Vita che ha riaperto i battenti dopo 8 anni.

Giornata Internazionale della Amatriciana: la ricetta dello chef Andrea Lattanzi della mitica Taverna Flavia tornata in vita dopo le luci della Dolce Vita

Il 2026 consacra la Amatriciana come piatto di rinomanza internazionale. A partire da quest’anno il 6 marzo in tutto il mondo si festeggia la Giornata internazionale dell’Amatriciana. L’iniziativa promossa dall’Associazione dei Ristoratori e degli Albergatori di Amatrice (ARAM) con il patrocinio del Comune di Amatrice, dell’Università Roma Tre, della Regione Lazio e della Camera di Commercio di Rieti e Viterbo prevede quest’anno un intenso programma che si sviluppa in tre giorni di eventi con convegni tematici dedicati alla cultura gastronomica e al territorio, laboratori e attività esperienziali, visite ai cantieri della ricostruzione, escursioni a piedi e in e-bike, degustazioni dei prodotti locali. L’obiettivo è la valorizzazione delle eccellenze territoriali e delle peculiarità culturali e produttive dell’area che ha dato origine a uno dei piatti più conosciuti al mondo. La scelta del 6 marzo è legata a una ricorrenza significativa: il 6 marzo 2020 il piatto ha ottenuto dalla Commissione europea il riconoscimento di Specialità Tradizionale Garantita (STG). In Italia questa certificazione è condivisa solo da altri tre prodotti: mozzarella, pizza napoletana e vincisgrassi alla maceratese.

È stato valutato che nei comuni di Amatrice e Accumoli si producono circa 100 tonnellate annue di sugo, pari a circa 25 mila porzioni, mentre nel Lazio si supera il milione di piatti. Questi numeri spiegano la nascita dell’“Amatriciana Day”, affiancato ad altre ricorrenze gastronomiche come il Carbonara Day e il Pizza Day, con l’obiettivo di promuovere il piatto a livello globale e rafforzare il legame con il territorio di origine.

Il 6 marzo quindi l’Amatriciana appare sui menu di migliaia di ristoranti nel mondo. Piatto di grande tradizione della cucina romana a Roma viene celebrato fra gli altri da uno dei ristoranti simbolo della Dolce Vita, la Taverna Flavia il mitico ritrovo animato da Mimmo Cavicchia, a due passi da Via Veneto, oggi scomparso,  che riceveva con grande spirito di simpatia e familiarità i più grandi nomi del firmamento cinematografico mondiale: Audrey Hapburn, Frank Sinatra, Ava Gardner, Joan Collins, Tony Curtis, Gloria Swanson e Liz Taylor, alla quale era interamente dedicata una sala intera del locale per una devozione che Mimmo riservava alla diva che più di tutte aveva rapito il suo cuore. E personaggi del cinema più vicino ai nostri tempi come Hugh Grant, Andy Garcia, Sharon Stone, Al Pacino, Sylvester Stallone, registi del calibro di Alfred Hitchcock, Pedro Almodovar e Quentin Tarantino. E per rimanere ai nomi delle grandi stelle di casa nostra: Sophia Loren, Claudia Cardinale.

Dopo un lungo periodo di letargo, ben otto anni, dovuto alla scomparsa del suo fondatore La Taverna Flavia ha riaperto un anno fa i suoi battenti. A riportarne alla memoria i fasti e il fascino di un tempo è lo chef Andrea Lattanzi.

Classe ‘95, Lattanzi ha mosso i suoi primi passi in un altro locale simbolo del centro di Roma, l’Osteria Da Mario in via della Vite. Rilevanti anche l’esperienza al fianco di Tommaso Pennestri dell’Osteria dell’Ingegno e quella con lo chef stellato Oliver Glowig “che mi ha insegnato a utilizzare tre, massimo quattro elementi a piatto”, dichiara Andrea. Vengono poi varie esperienze all’estero soprattutto Francia dove si sposta da Nord a Sud toccando con mano le cucine di due tra le zone più famose e chic di tutto il paese, l’estiva Saint-Tropez e l’invernale Courchevel.

La cucina dello chef Andrea Lattanzi si definisce tradizionale ma è ricca di sorprese, ha cioè un approccio moderno e contemporaneo a tutto quel bagaglio di conoscenze e ricette che nella cucina provengono dal passato, che sono cioè tradizione. Nel suo menu i piatti sono tutti ispirati alla memoria dei sapori di casa, quelli legati alla cucina della mamma. E alla memoria del territorio si ispira anche la sua ricetta della Amatriciana

La ricetta della Amatriciana dello Chef Andrea Lattanzi

Ingredienti per 4 persone

500 kg pomodori pelati

250 gr guanciale

Sale qb

Pepe qb

Pecorino qb

360 gr rigatoni

Procedimento:

Pulire il guanciale dalla cotenna, tagliare 200 gr in fette molto sottili, un velo, in modo che il guanciale ceda in cottura, stagliare le fette ricavate in 3 e farlo andare in pentola a fiamma bassa. Mentre il guanciale va in pentola, schiacciare i pelati a mano. Una volta che il guanciale avrà preso una bella doratura, aggiungere i pelati, subito dopo aggiustare di sale e di pepe (pepe che va dosato in base alla speziatura del guanciale). Far cuocere a fiamma bassa per almeno 4 ore.

Una volta cotto, cuocere i rigatoni per 7 minuti (tempo che può variare dalla qualità della pasta).

Nel frattempo, fare il resto del guanciale a fette, in questo caso più spesse di quelle usate per la salsa e tagliarlo a listarelle, per la larghezza, in modo che ogni taglio abbia la sua parte di grasso e di carne. Farlo croccante in una padella e quando sarà ben dorato toglierlo e porlo su una carta assorbente. Aggiungere la salsa nella base con il grasso del guanciale e scolare la pasta dentro, far terminare la cottura al dente.

Presentazione

Impiattare terminando con il guanciale fatto croccante e una generosa grattata di pecorino

romano, pecorino che da mettere solo all’ ultimo per fare sentire bene il sapore e la cottura

della salsa amatriciana

Ristorante Taverna Flavia

Via Flavia n°11 – 00187 Roma

https://www.tavernaflavia.it

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