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Crimea e Cina agitano i mercati finanziari: risale euro, attesa per la Fed. Milano inizia in rialzo

La minaccia di sanzioni anti-Russia dopo il referendum in Crimea e la caduta dello yuan preoccupano le Borse, ma Milano inizia stamani in rialzo – Eni, è l’ora dei conti – Banche, dopo i rialzi via agli aumenti – Unicredit verso la vendita di Pioneer – Flowers per Mps – Al via l’Ipo di Anima – Alibaba verso Wall Street.

Crimea e Cina agitano i mercati finanziari: risale euro, attesa per la Fed. Milano inizia in rialzo

La minaccia di sanzioni anti-Russia dopo il referendum in Crimea la novità dell’aumento della banda di oscillazioni del renmimbi cinese dall’1 al 2 per cento condizionano l’avvio della settimana in Asia e lasciano intuire una partenza agitata anche in Europa. Deboli i listini azionari, a partire da Tokyo e Hong Kong che limitano le perdite sotto i l punto percentuale.

Lo yen risale a 101, ad un passo dal record sul dollaro (100,80). Anche l’euro valica di nuovo la quota di 1,39. Lo yuan, infine, scivola a quota 6,1584 a Shanghai (minimo da 18 mesi) ma sul mercato parallelo di Hong Kong vale 6,1524. Bank if America ha tagliato la previsione di crescita del Pil cinese nel 2014 al 7,3%.

La frenata della Cina è la nota più preoccupante per i mercati finanziari. Ma, nel breve, domina la tensione per il braccio di ferro finanziario tra l’Ovest e la Russia di Putin. A fine dicembre gli investimenti russi in T bond Usa ammontavano a 138 miliardi di dollari, già scesi a 105 secondo le prime stime. In cambio, tra gennaio e febbraio 33 miliardi di dollari di marzo. investimenti occidentali a Mosca sono già stato rimpatriati, cifra che, secondo la banca d’affari russa Renaissance, salirà a 55 miliardi entro fine marzo.

E’ in questa cornice che domani e mercoledì si riunirà il comitato monetario della Federal Reserve che, salvo sorprese, dovrebbe procedere a un nuovo taglio degli interventi sul mercato. Secondo uno studio di Nomura la riunione, la prima della presidenza Yellen e dopo la nomina a vice di Stanley Fischer, segnerà un significativo cambio di passo: meno enfasi sulla disoccupazione, ormai vicina al target del 6,5%, e più attenzione all’inflazione,, pericolosamente sotto all’obiettivo del 2%. 

Oggi le attenzioni saranno concentrate sui dati della produzione industriale dell’indice Empire, relativo agli Stati dell’Est. La statistica europea più importante riguarda l’inflazione di febbraio.

UNIPOLSAI INCASSA 440 MILIONI DAL PORTAFOGLIO MILANO

UnipolSai ha ceduto sabato sera ad Allianz Italia per un massimo di 440 milioni gli asset già appartenenti alla Milano Assicurazioni: un portafoglio-danni da 1,1 miliardi di euro, gestito da una rete di 729 agenzie e da 500 dipendenti per cui la belga Aegeas aveva offerto 300 milioni. Venerdì il titolo della compagnia ha accusato una flessione del 2,78% accusata dal titolo del gruppo bolognese alla vigilia dell’accordo. Titolo, comunque, che è cresciuto del 60% dalla fine dell’estate e del 27% dall’inizio del 2014. 

GENERALI, PIACE ALL’FT IL CICLISTA GRECO

Mario Greco incassa gli elogi del Financial Times (“l’azione del ciclista ai vertici della compagnia – si legge – lascia ben sperare nella ripresa italiana”) , annuncia la prossima cessione della quota Telco (già svalutata a 0,72 euro) probabilmente già a luglio. Ora i riflettori del mercato sono concentrati sulla cessione che si è rivelata più problematica: la Banca della Svizzera Italiana. Sono ripresi al proposito, i contatti con la banca elvetica Julius Baer.

ENI, L’ORA DEI CONTI

Stamane il cane a sei zampe comunica i dati del bilancio 2013. La media del consensus segna hold con un target price di 18,5 euro. Il 7 marzo scorso Fitch ha confermato il rating di Eni ad A+, con outlook però negativo. Secondo l’agenzia, sul gruppo petrolifero italiano pesano infatti la volatilità della produzione in Libia e i ritardi accumulati nel giacimento di Kashagan che potrebbero ostacolare le performance della strategia upstream nei prossimi anni. A questo si aggiungono le tensioni in Crimea con la ricaduta sull’investimento sul gasdotto South Stream. Saipem intanto ha vinto un appalto per la prima linea di quattro del gasdotto South Stream che porterà il metano dalla Siberia all’Europa sotto il mar nero, bypassando l’Ucraina. Tra gli altri appuntamenti della settimana l’inizio della campagna dividendi. Si comincia il 21 marzo con Bb Biotech (7 franchi svizzeri).

IPO WALL STREET, DALLA CINA ARRIVA ALIBABA

Il colosso del web cinese, Alibaba, ha confermato nel week end di aver scelto Wall Street. “Alibaba inc – recita l’annuncio sul sito del gruppo – ha deciso di avviare il processo di Ipo negli Stati Uniti”. Non è stato specificato se la quotazione avverrà al Nyse o al Nasdaq. Facile prevedere un’aspra battaglia per aggiudicarsi l’affare del secolo: l’Ipo di Alibaba vale almeno 20 miliardi di dollari (primato storico) per una capitalizzazione iniziale di 150 miliardi di dollari (altro record assoluto per una matricola). Il gruppo cinese basato a Hangzhou già da tempo ha superato Amazon.com come la più grande società al mondo nel settore delle vendite online. Vendite che nel 2013 sono ammontate a circa 240 miliardi di dollari, contro i 100 miliardi di dollari di Amazon. Immediata la reazione a Tokyo di Softbank +5,2%, che detiene il 36,7% del gigante dell’e-commerce (il 24% è controllato da Yahoo!). WeiOltre ad Alibaba, arriveràa Wall Street anche Weibo, il Twitter cinese, poco conosciuto nel resto del mondo ma che può già contare su ben 129 milioni di utenti (contro i 241 milioni di Twitter). L’intenzione in questo caso – è di collocare negli Stati Uniti azioni per 500 milioni di dollari. 

IPO ITALIA , AL VIA L’OPERAZIONE ANIMA 

Inizia stamane il pre-marketing dell’Ipo di Anima Holding inizierà lunedì 17 marzo. L’offerta riguarderà oltre il 50% del capitale (probabile il 55%) mentre la greenshoe sarà pari a un massimo del 15% offerto. A vendere sono Mps, Pop Milano, Lauro Quarantadue (interamente controllata da Clessidra SGR per conto del fondo Clessidra Capital Partners II) e Prima Holding 2 (partecipata da Lauro 42, Mps e alcuni manager del Gruppo Anima). Secondo il sito della società, Clessidra controlla il 37%, Bpm il 35,3%, Mps il 22,7%. Nella nota di annuncio del filing la società ha sottolineato che Mps e Pop Milano resteranno azionisti di riferimento anche dopo la conclusione del processo di quotazione. I coordinatori dell’offerta globale sono Goldman Sachs, Banca Imi e UniCredit Corporate & Investment Banking che, insieme a Ubs Investment Bank, agiranno anche in qualità di joint bookrunner.

BANCHE, DOPO I RIALZI GLI AUMENTI

Continuerà la primavera delle banche italiane? Almeno due elementi lo lasciano sperare: 1) l’attenzione per il business plan di Intesa, che sarà svelato il prossimo 28 marzo; 2) l’attesa per le prossime operazioni, a partire dalla soluzione del puzzle Monte Paschi, meno difficile dopo i rialzi sul mercato.

FLOWERS IN DONO A MONTE PASCHI

Ha chiuso venerdì in rialzo del 2% a 0,2316 euro il titolo Monte Paschi, che si è confermato così miglior blue chip della settimana (+10% contro -1% dell’indice FtseMib). Gli analisti di Crédit Suisse hanno alzato la raccomandazione sul titolo a Neutral da Underperform. Intanto si profila i possibili compratori del pacchetto del 20% messo in vendita dalla Fondazione. Il nome più accreditato è quello di Jc Flowers, la società di investimenti Usa che dovrebbe far da capofila ad un pool di investitori, tra cui il private equity Blackstone . Ai prezzi attuali il 20% vale circa 513 milioni, più che sufficienti per la Fondazione a ripagare la propria esposizione con le banche.

UNICREDIT VERSO LA VENDITA DI PIONEER

La settimana della presentazione del business plan con rettifiche e svalutazioni per 14,1 miliardi si chiude con un bilancio positivo del 6% che si confronta con il -1% registrato dall’indice FtseMib. Dalle comunicazioni alla Consob è emerso che i fondi BlackRock sono saliti al 5,25% del capitale dal precedente 2,2% diventando così il secondo azionista della banca guidata da Federico Ghizzoni. L’operazione risale al 5 marzo. Nel frattempo Kepler Cheuvreux ha confermato la raccomandazione Hold, alzando il target price a 6,4 euro da 5,80 euro precedente. Il Financial Times online rivela stamane che la banca ha messo in cantiere la cessione (o, in alternativa, l’Ipo) di Pioneer, la società di asset management del grippo per un valore tra i 2 e i 3 miliardi di euro. 

BPM MIGLIOR TITOLO D’EUROPA

Banca Popolare di Milano ha chiuso in rialzo anche venerdì, è fra i pochi titoli positivi in una Borsa in deciso ribasso. Stamattina Bank of America Merrill Lynch ha alzato la raccomandazione a Neutral da Underperform La banca di Piazza Media è il miglior titolo dell’indice Eurostoxx 600 dal primo gennaio con un guadagno complessivo del 51% che si confronta con la performance piatta dell’indice più rappresentativo della zona euro. Altre banche svettano per l’interesse suscitano tra investitori ed analisti Tra queste anche Banca Ifis (chiusura in parità a 13,63 euro) dopo che dalle comunicazioni Consobb è emerso che Invesco ha comprato il 3% di Banca Ifis nell’ambito dell’attività di gesione del risparmio. L’operazione risale al 10 marzo scorso. Il gestore Usa diventa così il secondo azionista dopo La Scogliera, azionista di riferimento del gruppo bancario veneto con il 56,68% La Scogliera alcuni mesi fa aveva collocato l’11% del capitale a 9,1 euro per azione.

In evidenza anche Carige, +2,24% a 0,57 euro sull’onda della ripresa delle trattative per la cessione delle attività assicurative della banca. Se le cessioni si concretizzassero velocemente, secondo alcuni esperti la banca potrebbe anche decidere di ridurre l’ammontare dell’aumento di capitale previsto fino ad un massimo di 800 mln euro La Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia nel mese di febbraio ha ceduto azioni Banca Carige pari allo 0,88% circa del capitale. Tra dicembre 2013 e il mese scorso l’ente ha venduto complessivamente l’1,47% circa del capitale di Banca Carige. La quota della Fondazione è scesa al 45,1%.

UNA SETTIMANA IN ROSSO PER LE BORSE

Venerdì sera l’indice della paura, il Vix, sul S&P 500 risultava i crescita del 10 per cento ad un picco di 17,82, ai massimi da febbraio. La settimana si è chiusa in rosso un po’ su tutti i mercati. A Wall Street arretrano l’indice S&P -1,9%, il Dow Jones- 2,35% e il Nasdaq -2,1%. Fa peggio l’Europa: – 3,3% l’Euro Stoxx 600, in linea con il calo di Francoforte. Londra -2,75%. L’indice Nikkei a Tokyo ha lasciato sul terreno il 6,15%. Milano ha limitato i danni: -1,4%. In coda, ovviamente, Borsa di Mosca ha perso il 18%.

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