Due passi falsi che possono costare caro. Quanto, eventualmente, lo sapremo solo più avanti, di certo però i pareggi di Juventus e Napoli contro Sporting Lisbona (1-1) ed Eintracht Francoforte (0-0) non fanno bene alle rispettive classifiche, molto al di sotto delle aspettative d’inizio stagione. Conte ha 4 punti, Spalletti 3, così pochi da non poter dare per scontati nemmeno i playoff. Scenario simile anche per l’Atalanta di Juric, chiamata a non perdere a Marsiglia per non ritrovarsi nella stessa situazione, mentre non ha di questi problemi l’Inter di Chivu, il cui focus, più che sui kazaki del Kairat Almaty, sembra essere sulla portata del successo, necessaria per la differenza reti.
Juventus – Sporting Lisbona 1-1: Vlahovic non basta, la vittoria in Champions slitta ancora
Niente da fare. La Juventus non va oltre l’1-1 con lo Sporting Lisbona, rimandando nuovamente l’appuntamento con la prima vittoria in Champions della stagione. Un pareggio che lascia l’amaro in bocca, perché i bianconeri salgono a tre punti e restano in corsa quantomeno per i playoff, ma ora dovranno fare molta attenzione alle sfide con Bodo Glimt, Pafos, Benfica e Monaco, da maneggiare con cautela. L’esordio casalingo europeo di Spalletti si apre nel peggiore dei modi: al 12’ lo Sporting trova il vantaggio con Araujo, bravo a chiudere una splendida azione corale con un tiro chirurgico. Passano appena due minuti e i portoghesi sfiorano il raddoppio con Trincao, che centra la traversa a Di Gregorio battuto. Sotto choc, la Juve impiega mezz’ora per svegliarsi e lo fa aggrappandosi a Vlahovic. Il serbo si carica la squadra sulle spalle: prima costringe Rui Silva a due grandi interventi, poi trova la rete dell’1-1 con un destro ravvicinato dopo una splendida azione di Thuram (34’). Nella ripresa la Juventus prova a prendersi i tre punti con più coraggio e ritmo, ma senza precisione. Lo Sporting si difende con ordine, concedendo poco e cercando di colpire in ripartenza, mentre Spalletti prova a cambiare volto all’attacco inserendo David e Kostic. Le due occasioni migliori arrivano proprio nel recupero: prima David trova i guantoni di Rui Silva, poi Kostic sfiora il palo con una deviazione che grida vendetta. Finisce così, con una Juventus combattiva ma poco concreta, incapace di capitalizzare il buon secondo tempo e di trasformare in vittoria una gara che sembrava alla portata. Lo Sporting porta via un punto prezioso e resta avanti nel girone, mentre Spalletti dovrà ancora aspettare per vedere la sua Juve finalmente vincente anche in Europa.
Spalletti: “Grandissima prestazione, continuiamo così e ne vinceremo tante”
“Lo Sporting è una buonissima squadra, gioca un calcio offensivo e importante in fase di possesso – l’analisi di Spalletti -. Abbiamo avuto un inizio complicato, poi c’è stata una bellissima reazione e meritavamo anche di andare in vantaggio. Abbiamo perso troppi palloni, siamo stati un po’ sporchi nella qualità delle giocate, ci hanno aggredito e non siamo stati capaci a far partire l’azione. La squadra, però, ha fatto una grandissima prestazione. Abbiamo dei calciatori forti e lo hanno fatto vedere, dobbiamo migliorare nella manovra, ma abbiamo le soluzioni per farlo. Ho una squadra di qualità, se continueremo con questo spirito ne vinceremo tante. È stata una cornice bellissima, lo stadio pieno crea un’atmosfera stupenda e l’hanno recepita anche i calciatori. Abbiamo fatto delle belle cose, si dovrà anche migliorare ma insieme possiamo toglierci delle soddisfazioni”.
Napoli – Eintracht 0-0: gli azzurri non sfondano, Champions ancora amara per Conte
Serata amara anche per il Napoli, che non va oltre lo 0-0 contro l’Eintracht e spreca una grande occasione per mettere a posto la classifica. Al Maradona arriva un pareggio grigio, frutto di tanta volontà ma poca precisione: gli azzurri ci provano, costruiscono, ma non sfondano mai davvero, finendo per restare appaiati ai tedeschi in zona playoff. Nel primo tempo l’avvio è contratto, poi col passare dei minuti il Napoli prende in mano il pallino del gioco e crea almeno tre occasioni nitide, tutte firmate Hojlund ed Elmas, i migliori della squadra. Il danese sfiora il vantaggio al 6’ e al 21’, ma prima Theate e poi Zetterer gli negano la gioia del gol. Il macedone, invece, è una costante spina nel fianco, mentre Anguissa si sacrifica su ogni pallone per tenere alto il ritmo. Nella ripresa la squadra di Conte parte forte, senza però trovare varchi. L’Eintracht si difende basso e colpisce in contropiede: Gotze e Kristensen fanno tremare il Maradona, poi Milinkovic-Savic salva i suoi con una parata prodigiosa su Knauff. Al 68’ McTominay si divora un gol fatto facendosi murare da Koch, ma il peggio arriva all’83’, quando lo scozzese fallisce clamorosamente il colpo del ko calciando altissimo da pochi passi, praticamente un rigore in movimento. Nel finale Zetterer diventa un muro: prima su Elmas, poi ancora su Hojlund, blindando uno 0-0 che pesa più per il Napoli che per i tedeschi. Un pareggio che mantiene vive le perplessità sul gioco di Conte, specialmente in campo internazionale, anche se le difficoltà a segnare si erano già viste con Lecce e Como. La qualificazione ai playoff resta possibile, non scontata: nelle prossime gare con Qarabag, Benfica, Copenhagen e Chelsea non saranno ammessi errori.
Conte: “Hanno fatto catenaccio, se avessimo giocato noi così…”
“Possiamo dire di tutto e di più, se non segni non vinci – ha sospirato Conte -. Dispiace, abbiamo giocato contro una squadra tedesca e hanno imparato bene come si fa il catenaccio italiano. Se avessimo fatto una partita del genere in Germania, avrebbero parlato di un calcio vecchio. Massimo rispetto: diciamo che noi siamo comunque dei buoni insegnanti. Abbiamo avuto delle occasioni clamorose, non posso rimproverare nulla ai ragazzi. Abbiamo l’ambizione di crescere, ma tutti dobbiamo capire che è difficile. Comunque, penso che stiamo affrontando nel migliore dei modi tutte le problematiche. Penso che i ragazzi abbiano dato tutto, se queste partite le sblocchi poi è tutto diverso. Il Maradona si deve infiammare e ci deve fare infiammare, ce la stiamo mettendo tutta. Poi ci sarà chi deve giudicare e prendere anche delle decisioni”.
Inter – Kairat Almaty (ore 21, Prime Video)
Archiviato il campionato con la vittoria di Verona, per l’Inter è il momento di catapultarsi sulla Champions League, dove viaggia a vele spiegate con 3 vittorie in altrettante gare e un bottino di 9 reti realizzate e 0 subite. A San Siro arriva il Kairat 34esimo in classifica e l’occasione per incrementare la differenza reti è ghiotta, tanto più che nelle prossime quattro giornate si alzerà l’asticella (Atletico Madrid, Liverpool, Arsenal e Borussia Dortmund) e fare punti sarà decisamente più complicato. Contro i kazaki, invece, non dovrebbe essere un problema, a patto di non prenderli troppo sottogamba. La squadra di Urazbakhtin ha appena vinto il suo campionato, qualificandosi così per la prossima Champions (ovviamente passando dai preliminari), ed è reduce da un viaggio di otto ore, con quattro di fuso orario annesse. Chivu sa di essere di fronte a un avversario nettamente inferiore, inoltre l’insidiosa sfida con la Lazio di domenica impone un po’ di turnover, in linea con quanto fatto dall’inizio della sua gestione. La regola vale per tutti, tranne che per Lautaro: l’argentino è partito dalla panchina solamente due volte (Ajax e Sassuolo), a fronte di undici gare da titolare, nelle quali ha segnato sei gol (tre in campionato e tre in Champions). L’ultimo risale alla sfida contro l’Union Saint-Gilloise, motivo per cui il tecnico dovrebbe farlo giocare anche stasera, nel tentativo di interrompere un digiuno che inizia a fare rumore. Il 3-5-2 nerazzurro vedrà così Sommer in porta, Bisseck, De Vrij e Carlos Augusto in difesa, Dumfries, Frattesi, Barella, Zielinski e Dimarco a centrocampo, Lautaro e Pio Esposito in attacco, con Thuram pronto a rientrare nella ripresa dopo oltre un mese di stop.
Chivu: “Vincere in Champions non è mai scontato. Lautaro? Deve sorridere di più”
“Vincere in Champions non è mai scontato, inoltre sappiamo che bisogna fare tanti gol per la differenza reti. – ha avvisato Chivu -. In questa competizione ci sono squadre che hanno vinto i rispettivi campionati. Affrontiamo un avversario che ha superato quattro turni preliminari. Ciascuno può dire che le gare sono semplici, ma ci vuole la massima serietà, il massimo impegno, e serve cercare di essere sempre la migliore versione dell’Inter. Possiamo sempre migliorare, lo sappiamo e lavoriamo per questo. Stiamo cercando di dare continuità ai risultati e di capire che quando si cade bisogna rialzarsi e reagire. Verona? Dopo Napoli non era scontato, abbiamo chiesto una reazione e l’abbiamo ottenuta, adesso mi aspetto continuità. Siamo consapevoli che arriveranno dei momenti in cui saremo di nuovo in una tempesta, il calcio è così. Lautaro? Non è un caso, ma deve essere felice e avere passione. A volte il fatto di sentirsi leader gli fa avere pensieri negativi, deve imparare a sorridere un po’ di più”.
Marsiglia – Atalanta (ore 21, Sky e Now)
Marsiglia e Sassuolo per salvare la panchina. Dopo cinque pareggi consecutivi e la sconfitta di Udine che ha fatto precipitare l’Atalanta al decimo posto, il futuro di Ivan Juric pende ormai da un filo sottilissimo. La sua squadra non vince da oltre un mese, ha perso certezze e, soprattutto, gol: appena due nelle ultime cinque partite, un disastro rispetto alle abbuffate dell’era Gasperini. È una Dea che non incide più, smarrita tra un cambio di allenatore non ancora metabolizzato e una classifica che si è fatta improvvisamente anonima. Eppure, il tempo per cambiare rotta c’è ancora, ma serve una scossa vera, non più rimandabile. E il palcoscenico del Velodrome di Marsiglia non è esattamente il posto più semplice dove provarci. L’ambiente sarà incandescente e il Marsiglia di De Zerbi, bresciano di nascita e anti-atalantino dichiarato, è una squadra in salute, che corre, aggredisce e si diverte. I francesi sono secondi in Ligue 1 con 22 punti dopo 11 giornate, a due lunghezze dal PSG, e in Champions hanno travolto l’Ajax 4-0, cadendo solo di misura contro Real Madrid e Sporting. Per spegnere le voci su Thiago Motta e Palladino servirà una prova convincente e Juric proverà a ottenerla con un 3-4-1-2 che vedrà Carnesecchi in porta, Kossounou, Hien e Djimsiti in difesa, Bellanova, De Roon, Ederson e Zappacosta a centrocampo, Pasalic alle spalle della coppia offensiva formata da De Ketelaere e Lookman. De Zerbi risponderà con un 4-3-2-1 con Rulli tra i pali, Murillo, Aguerd, Egan-Riley e Pavard nel reparto arretrato, Vermeeren, Hojbjerg e O’Riley in mediana, Greenwood e Paixao alle spalle dell’unica punta Aubameyang.
Juric: “Sono sereno, fino a Udine avevamo sempre fatto bene”
“Non sarà una gara decisiva, ma conta, certo, sarà importante fare punti – le parole di Juric -. Non è una serata da riscatto, bisognerà semplicemente giocare bene una gara. Sono ottimista, abbiamo fatto bene fino a Udine. Basta vedere le partite, contro Milan e Lazio abbiamo fatto grandi prestazioni. Sinceramente non sono preoccupato, abbiamo un bellissimo lavoro da fare. La società è ad altissimo livello, per cui la vivo serenamente. Contro il Marsiglia sarà dura, De Zerbi è un grande ed è una squadra di grandissimi talenti, agguerrita e tosta da affrontare. Lui ha fatto grandi esperienze all’estero, in Francia lo vedo migliorato, ha il suo solito gioco ma più aggressivo. È un ragazzo che sta crescendo e vedere le partite delle sue squadre è un piacere. Sono sicuramente un suo estimatore”.
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