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Borse 15 luglio frenate dalle nuove tensioni tra Usa e Iran su Hormuz ma anche dalle vendite sui titoli dell’AI. A Piazza Affari soffre Stm

L’annuvolarsi dello scenario internazionale si riflette sui mercati borsistici, soprattutto in Europa. Ma sulle Borse pesa anche il nuovo sell-off dei titoli legati all’Intelligenza artificiale e a Milano Stm chiude in forte rosso

Borse 15 luglio frenate dalle nuove tensioni tra Usa e Iran su Hormuz ma anche dalle vendite sui titoli dell’AI. A Piazza Affari soffre Stm

Le Borse europee terminano la seduta del 15 luglio in ordine sparso, strette tra i segnali incoraggianti arrivati dall’inflazione americana e il nuovo aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. A preoccupare gli investitori è soprattutto la situazione nello Stretto di Hormuz, con Teheran che ha annunciato l’intenzione di mantenere chiuso il passaggio fino alla conclusione delle operazioni militari americane. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto marcia indietro sull’ipotesi di introdurre una tassa del 20% sulle merci in transito, ma ha allo stesso tempo minacciato nuovi attacchi contro infrastrutture strategiche iraniane qualora non si arrivasse a un accordo. Le forze armate americane hanno inoltre confermato nuovi raid, diretti contro le capacità militari utilizzate dall’Iran per colpire il traffico mercantile nella regione.

In questo scenario Milano è la piazza peggiore. Il Ftse Mib ha chiuso in flessione dello 0,85%, a 52.411,25 punti. Giù anche Francoforte, -0,48%, Madrid -0,42% e Londra, -0,15%. In controtendenza Parigi, salita dello 0,19%, e Amsterdam, che ha guadagnato lo 0,74% grazie soprattutto alla tenuta del comparto tecnologico e dei semiconduttori. Sul sentiment dei mercati continua a pesare anche il rallentamento della Cina, dove il Pil ha registrato il ritmo di crescita più debole dalla fine del 2022.

Wall Street sale, ma il Nasdaq paga le vendite sull’AI

Wall Street ha aperto in rialzo, sostenuta dai dati sui prezzi alla produzione inferiori alle attese, anche se le vendite sui titoli maggiormente esposti all’Intelligenza artificiale frenano il Nasdaq 100, salgono invece Dow Jones e lo S&P 500. A sostenere il mercato americano è soprattutto il nuovo segnale di raffreddamento dell’inflazione. A giugno i prezzi alla produzione sono diminuiti dello 0,3% rispetto al mese precedente, dopo il rialzo dello 0,6% registrato a maggio e contro attese per un dato più elevato. Si tratta del primo calo dall’agosto 2025 e della flessione più ampia dall’aprile dello scorso anno.

La componente relativa ai beni è scesa dell’1,4%, il calo più marcato dal luglio 2022, soprattutto per effetto del crollo del 12% dei prezzi della benzina. Il dato ha rafforzato la convinzione che la Federal Reserve possa evitare un nuovo aumento dei tassi già nella riunione di luglio.

Sul fronte societario, la stagione delle trimestrali entra nel vivo. Asml ha presentato risultati superiori alle attese e ha nuovamente migliorato le proprie previsioni, sostenendo inizialmente i titoli dei semiconduttori. L’attenzione si sposta ora sui conti di Tsmc decisivi per valutare la solidità della domanda globale di chip avanzati e la sostenibilità del rally delle società collegate all’AI.

Indicazioni positive arrivano anche dal settore finanziario. Morgan Stanley e BlackRock hanno sorpreso Wall Street con risultati migliori delle previsioni: la prima ha beneficiato di ricavi record nel trading, mentre la seconda ha portato utili e masse gestite su nuovi massimi grazie alla crescita degli Etf.

Piazza Affari, Nexi corre mentre Stm scivola in fondo al listino

A Milano, Nexi è la migliore con un progresso del 4,68%, sostenuta dal coinvolgimento nel progetto pilota della Banca centrale europea sull’euro digitale e dal rinnovato interesse per il settore dei pagamenti. Molto positiva anche Brunello Cucinelli, salita del 3,81% sulla scia dei risultati di Richemont, che hanno migliorato il sentiment sull’intero comparto del lusso. Acquisti su Stellantis, +3,34%, e su Amplifon, che ha guadagnato il 2,47%. Bene anche Ferrari,+1,43%,

Sul versante opposto, Stm è la peggiore del listino con un ribasso del 3,99%. Il titolo ha risentito della nuova ondata di vendite sul settore tecnologico e sui titoli legati all’Intelligenza artificiale, nonostante i risultati positivi diffusi da Asml.

Pesante anche Prysmian, in calo del 2,54%, male anche Avio, -2,52%.

Restano sotto osservazione Poste Italiane, dopo il via libera della Banca d’Italia all’operazione Timfin, e Inwit, dopo il rigetto da parte del Tribunale di Milano del ricorso cautelare presentato contro Fastweb. Fuori dal Ftse Mib continua invece la pressione su Bff, dopo la conferma del giudizio sfavorevole e dei rilievi mossi da Bankitalia sui conti.

Petrolio sostenuto da Hormuz, spread in lieve rialzo

Le tensioni nello Stretto di Hormuz continuano a sostenere il petrolio, anche se senza provocare per il momento una vera impennata delle quotazioni. Il Wti si muove intorno agli 80 dollari al barile, in rialzo di circa l’1%, mentre il Brent resta sopra gli 85 dollari e guadagna circa lo 0,6%. Il gas europeo torna oltre i 54 euro per megawattora, riflettendo i timori per le possibili conseguenze della crisi mediorientale sulle forniture energetiche. Oro e argento sono invece deboli dopo il rally registrato nella seduta precedente.

Sul mercato valutario, il cambio tra euro e dollaro resta stabile in area 1,14. Gli investitori continuano a valutare le prospettive della politica monetaria americana, in attesa delle nuove indicazioni contenute nel Beige Book della Federal Reserve.

Lo spread tra Btp e Bund chiude in lieve rialzo intorno ai 78 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano si attesta al 3,92%.

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