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Banche: 7,5 miliardi di utili nel primo trimestre 2026. Unicredit prima della classe, Intesa segue. Ecco la classifica

Lo scorso anno il primo trimestre delle prime cinque banche italiane si era chiuso con 6,8 miliardi di utili. Unicredit e Intesa, insieme, valgono l’80% dei profitti

Banche: 7,5 miliardi di utili nel primo trimestre 2026. Unicredit prima della classe, Intesa segue. Ecco la classifica

Utili da record nel primo trimestre per le prime cinque banche italiane: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Bper e Banco Bpm, che complessivamente da gennaio a marzo hanno racimolato 7,5 miliardi di profitti, nonostante il peso delle misure fiscali previste dalla legge di Bilancio e la crisi geopolitica innescata dal conflitto in Medio Oriente. Un risultato in crescita rispetto allo scorso anno, quando il primo trimestre era stato archiviato con 6,8 miliardi di profitti. 

Banche: Unicredit vince la classifica degli utili

È Unicredit la banca italiana che nei primi tre mesi ha registrato i profitti più alti: 3,2 miliardi, il 16% in più rispetto al primo trimestre del 2025. Al secondo posto si piazza Intesa Sanpaolo, che ha chiuso i tre mesi gennaio-marzo con un utile netto di 2,76 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 e per l’intero 2026 prevede di arrivare a quota 10 miliardi. Insieme le due big del sistema bancario italiano arrivano a 5,96 miliardi di euro di utili, quasi l’80% dei 7,5 miliardi registrati complessivamente dalle prime cinque banche italiane.

In terza posizione, ma molto distante, si piazza Bper con un utile trimestrale di 549 milioni di euro. Quarto il Monte dei Paschi di Siena che, dopo il terremoto ai vertici, martedì ha pubblicato i conti del primo trimestre, archiviati con un utile netto di 521 milioni di euro, una cifra superiore alle attese degli analisti, ma in calo rispetto ai 692 milioni del primo trimestre 2025 pro-forma per effetto esclusivo della fiscalità. Chiude il quintetto Banco Bpm con un utile netto di 479,7 milioni di euro, in crescita del 15% sul quarto trimestre 2025.

In crescita anche commissioni e proventi operativi, cost income medio al 37,3%

Secondo un’analisi della Fondazione Fiba (sindacato First Cisl) a sostenere gli utili sono soprattutto i proventi operativi, saliti del 3,7% grazie alla forte crescita delle commissioni nette (+4%), che confermano il progressivo rafforzamento delle attività legate al risparmio gestito. 

Andando avanti col conto economico cumulato, i costi operativi hanno registrato un lieve ribasso (-0,8%) con costo del personale sostanzialmente stabile (+0,1%). Il cost/income è calato così al livello record del 37,3%, nettamente inferiore alla media stimata dei principali competitor europei (51%). 

Salgono gli impieghi, stabile la raccolta

L’analisi della Fondazione Fiba mostra come gli impieghi siano cresciuti del 4,4% rispetto all’anno precedente, anche se con una dinamica inferiore rispetto alla crescita del totale dell’attivo (+7,2%). Il rapporto tra crediti verso clientela e totale attivo è calato così al 49,5%, in ribasso dell’1,4%. Sotto controllo la qualità del credito: i crediti in Stage 2 sono leggermente scesi rispetto al 31 dicembre 2025 (-0,4%), mentre l’Npl ratio netto è rimasto invariato all’1,2%. In leggero aumento invece la raccolta diretta (+0,6%), mentre quella indiretta ha registrato una flessione del 2,4%, andamento influenzato anche dalla volatilità dei mercati finanziari nel periodo.

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