Banco Bpm chiude il primo trimestre 2026 sopra le attese confermando la traiettoria del piano industriale. Il gruppo guidato da Giuseppe Castagna ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto di 479,7 milioni di euro, superiore del 7% rispetto al consensus e in crescita del 15% sul quarto trimestre 2025. Un risultato che arriva in un contesto tutt’altro che semplice, segnato da incertezza macroeconomica, tensioni geopolitiche e da una maggiore pressione fiscale, con circa 20 milioni di imposte aggiuntive legate alle modifiche introdotte dalla legge di bilancio.
La redditività si conferma su livelli elevati: il Rote annualizzato si attesta al 20%, mentre il Roe raggiunge il 15%. Numeri che rafforzano la lettura del trimestre come una partenza d’anno solida, coerente con gli obiettivi del piano 2024-2027 e con il percorso che punta a un utile netto di 2,15 miliardi nel 2027.
Banco Bpm: ricavi in crescita, il motore cambia marcia
Il totale dei proventi operativi è salito a 1,53 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 1,48 miliardi registrati nello stesso periodo dello scorso anno. La gestione operativa ha prodotto un risultato di 855,1 milioni, in aumento del 2,9% su base annua, mentre l’utile lordo dell’operatività corrente ha raggiunto 777 milioni, con un progresso del 2%.
La fotografia più rilevante riguarda però la composizione dei ricavi. Il margine di interesse è sceso a 751,4 milioni, in calo dell’8% rispetto agli 816,9 milioni del primo trimestre 2025, risentendo della contrazione dello spread commerciale dovuta alla dinamica dei tassi. A compensare questa flessione è stata la spinta delle commissioni nette, salite a 708,1 milioni, con un incremento del 19,2% rispetto ai 593,9 milioni dell’anno precedente.
Banco Bpm mostra così un profilo di ricavi sempre più diversificato. I proventi non legati agli interessi rappresentano ormai il 53% del totale, una quota già superiore al target fissato per il 2027. In questa trasformazione pesa anche il contributo di Anima, consolidata integralmente dopo l’operazione del 2025. Le principali fabbriche prodotto del gruppo, tra bancassurance, risparmio gestito, monetica e credito al consumo, hanno generato nel trimestre 406 milioni di ricavi.
Costi sotto controllo e qualità del credito in miglioramento
Gli oneri operativi si sono attestati a 674,5 milioni, rispetto ai 645,2 milioni del primo trimestre 2025. L’aumento annuo riflette soprattutto il diverso perimetro del gruppo, legato all’inclusione di Anima, mentre rispetto al trimestre precedente i costi risultano in riduzione anche grazie al beneficio delle uscite incentivate completate nel 2025. Il rapporto cost/income resta intorno al 44%, confermando una disciplina operativa rigorosa.
Sul fronte del credito, il gruppo continua a migliorare la qualità degli attivi. Gli impieghi netti verso clientela sono saliti a 100,5 miliardi, con un incremento di 0,8 miliardi rispetto a fine 2025, trainato dalle esposizioni performing. Le posizioni deteriorate, invece, hanno registrato una contrazione del 6,1%.
L’incidenza delle esposizioni deteriorate lorde sul totale degli impieghi è scesa al 2,1%, dal 2,2% di inizio anno e dal 2,7% del marzo 2025. Al netto delle rettifiche, il rapporto si è portato all’1,1%, rispetto all’1,2% di fine 2025 e all’1,5% di un anno prima. Anche il costo del rischio si conferma favorevole, scendendo a 32 punti base annualizzati.
Raccolta, impieghi e capitale: i numeri della tenuta
La raccolta diretta bancaria al 31 marzo 2026 ammonta a 133,7 miliardi, in calo del 2,6% rispetto a fine 2025 ma in crescita dell’1,5% su base annua. La raccolta diretta assicurativa si attesta a 18,2 miliardi e include il contributo di Banco BPM Vita, Vera Vita e BBPM Life. La raccolta indiretta raggiunge invece 275,4 miliardi, pari a 123,6 miliardi senza considerare l’apporto del gruppo Anima.
La posizione patrimoniale resta uno degli elementi più solidi del trimestre. Il CET1 ratio è pari al 13,59%, sostanzialmente allineato al 13,58% di fine 2025 e sopra la soglia minima del 13% indicata dal piano. Il Tier 1 ratio si attesta al 15,70%, mentre il Total Capital ratio è al 19,05%. Il buffer MDA, cioè il margine rispetto alla soglia che condiziona la possibilità di distribuire dividendi, resta superiore ai 400 punti base, a 404 punti base.
Anche la liquidità resta robusta, con un LCR al 141% e un NSFR al 124%. Le attività finanziarie della clientela raggiungono complessivamente 384 miliardi, sostenute anche dal perimetro Anima.
Dividendo confermato, rotta verso il 2027
Banco Bpm conferma gli obiettivi del piano 2024-2027 e ribadisce la fiducia nella capacità di distribuire un dividendo per azione di 1 euro anche nel 2026. Il trimestre, nelle indicazioni del gruppo, si muove in linea con il percorso già tracciato verso il target di utile netto di 2,15 miliardi nel 2027.
Accanto ai risultati finanziari, la banca segnala progressi anche sul fronte ESG e digitale. Nei primi tre mesi dell’anno sono stati erogati nuovi finanziamenti low-carbon per 1,8 miliardi ed è stata collocata un’obbligazione social da 500 milioni. Prosegue inoltre la migrazione verso canali digitali e remoti, mentre la rete fisica si orienta sempre più verso un ruolo consulenziale.
