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Intesa Sanpaolo batte le attese con 2,76 miliardi di utili nel primo trimestre. Il ceo Messina: “Generali? Riguarda altri, non noi”

Confermato obiettivo di 10 miliardi di utili nel 2026. Nei tre mesi maturati 2,6 miliardi per i soci, a luglio al via buyback da 2,3 miliardi. Messina: “Il miglior trimestre di sempre. Su Generali: “Antitrust non ci consente alcuna acquisizione”

Intesa Sanpaolo batte le attese con 2,76 miliardi di utili nel primo trimestre. Il ceo Messina: “Generali? Riguarda altri, non noi”

Intesa Sanpaolo batte le stime e chiude il primo trimestre con un utile netto di 2,76 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 e ben al di sopra dei 2,62 miliardi previsti dal consensus di mercato. “In questo avvio di Piano registriamo il nostro miglior risultato netto trimestrale e del primo trimestre di sempre”, ha commentato l’amministratore delegato Carlo Messina, sottolineando il “contributo positivo di tutte le componenti della voce ricavi e la riduzione dei costi”. La banca ha inoltre confermato la guidance sull’utile 2026 a quota 10 miliardi di euro, nonché la distribuzione di 9,4 miliardi di euro ai soci nell’anno in corso.

Intesa Sanpaolo: proventi operativi in crescita del 5,3% trainati alle commissioni

Nel primo trimestre i proventi operativi netti sono cresciuti del 5,3% a quota 7,2 miliardi a fronte dei 6,91 miliardi attesi dagli analisti. Gli interessi netti si sono attestati a 3,6 miliardi (+0,1%), le commissioni nette a 2,5 miliardi (+3,1%) e l’attività assicurativa a 476 milioni, in aumento del 3% rispetto al primo trimestre 2025.

In leggero ribasso i costi operativi, scesi dello 0,7% a 2,7 miliardi per un rapporto cost/income calato al 35,9%. Il risultato corrente lordo è salito del 9,7% a 4,3 miliardi, mentre il risultato della gestione operativa è cresciuto del 9% anno su anno a 4,68 miliardi.

Sul fronte patrimoniale, il coefficiente Cet 1 si è attestato al 13% e salirebbe al 13,9% considerando oltre 80 punti base di benefici attesi dall’assorbimento delle Dta, sottolinea Intesa in una nota. Quanto agli aggregati patrimoniali, Intesa evidenzia “la leadership nell’attività di wealth nanagement, protection & advisory”, con 1.443 miliardi (-1% da fine 2025 e +4,7% da marzo 2025) di attività finanziarie della clientela.

Andando avanti, il complesso dei crediti deteriorati netti si è attestato a 3,9 miliardi (+0,4% da inizio anno), con un’incidenza dello 0,9% (1,8% al lordo delle rettifiche), mentre il costo del rischio annualizzato si è mantenuto a 16 punti base. Infine, Intesa sottolinea che l’esposizione verso la Russia “è in ulteriore riduzione, diminuita di oltre il 94% (oltre 3,4 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa allo 0,05% dei crediti a clientela complessivi del gruppo”. 

Vola la divisione Imi Cib

Per quanto riguarda le singole divisioni, la Banca dei Territori ha chiuso il trimestre con un utile di 867 milioni (+4,2%), la divisione Imi Cib con 767 milioni (+26,6%), le controllate estere con 255 milioni (-20%), il private banking con 394 milioni (-3,7%), l’asset management con 136 milioni (stabile) e la divisione Insurance con 257 milioni (+2,4%).

Intesa conferma i target: utile 2026 a 10 miliardi

In virtù dei risultati raggiunti la banca guidata da Carlo Messina ha confermato i target 2026 che prevede un utile netto “a circa 10 miliardi”. Il target, spiega Ca’de Sass sarà raggiunto con “crescita dei ricavi, trainati principalmente dalle commissioni e dal risultato dell’attività assicurativa, con interessi netti in aumento anche grazie all’hedging sulle poste a vista e alla crescita dei volumi, costi stabili e significativa riduzione degli accantonamenti”, a fronte di un “aumento della tassazione (dovuto alla Legge di Bilancio italiana) e di tributi e altri oneri riguardanti il sistema bancario e assicurativo”, sottolinea Intesa in una nota. 

Intesa: maturati per i soci 2,6 miliardi di euro. A luglio buyback da 2,3 miliardi

Intesa conferma anche la politica di distribuzione. Nei primi tre mesi dell’anno il gruppo ha maturato 2,6 miliardi di euro per la distribuzione ai soci, di cui 2,1 miliardi come dividendi, che “si aggiungono ai 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026 e al buyback pari a 2,3 miliardi di euro da avviare a luglio 2026”, sottolinea la società. Per il 2026 il payout ratio è al 95%, di cui 75% da dividendi cash e 20% da buyback.

“Con una delle remunerazioni per gli azionisti più elevate nel panorama bancario europeo, quest’anno restituiremo circa 9,4 miliardi di euro agli azionisti, considerando il saldo dividendo di maggio, il buyback di luglio e l’atteso interim dividend di novembre”, ha sottolineato Messina.

Messina: “Per Intesa risultato eccezionale, ma non cambiamo guidance nel I trimestre”

Intesa Sanpaolo ha chiuso il miglior trimestre di sempre, “un risultato eccezionale”,  ma “non è nostra abitudine cambiare guidance nel primo trimestre di qualunque anno”, ha sottolineato Carlo Messina aprendo la conference call di presentazione dei conti. “Cambiare la guidance nel primo trimestre secondo me non è il modo giusto di gestire un’organizzazione”, ha aggiunto. A causa di un lutto personale, Messina ha poi passato la parola al direttore finanziario Luca Bocca, che ha tenuto gran parte della presentazione.

Messina su Generali: “Argomento che riguarda altri, non noi”

Il ceo di Intesa Sanpaolo ha però risposto a una domanda sul dossier Generali, escludendo ancora una volta un possibile coinvolgimento di Intesa. La banca, ha spiegato il manager, ha “una quota di mercato in Italia “che ci impedisce di fare ogni tipo di transazione sia nel settore bancario e che in quello assicurativo perché abbiamo un significativo problema da un punto di vista Antitrust“. 

“Oggi – ha aggiunto il ceo – come negli ultimi due anni, Generali ha una compagine azionaria che è sempre la stessa, con qualche cambiamento nelle percentuali, e con Caltagirone e altri contro l’attuale management. Ritengo quindi che l’argomento Generali deve essere considerato da altri e non da noi”. L’Antitrust per noi è aspetto cruciale che non ci consente alcuna acquisizione”, ha rinforzato Messina.

(Ultimo aggiornamento ore 16.07 di venerdì 8 maggio).

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