Nel giorno in cui parte l’ops su Commerzbank, Unicredit presenta conti da record. La banca ha infatti chiuso il suo miglior trimestre di sempre, nonché il 21esimo consecutivo in crescita, riportando “un’altra serie record di risultati trimestrali in tutte le principali metriche finanziarie”, sottolinea il Ceo, Andrea Orcel in una nota. “Questi risultati – continua il banchiere – riflettono una esecuzione disciplinata su tutte le leve, crescita dei ricavi, efficienza dei costi e solidità del capitale, e dimostrano come una banca ben gestita e diversificata possa conseguire rendimenti eccellenti su tutto l’arco del ciclo macroeconomico. La nostra cultura vincente, la continua trasformazione e i nostri punti di forza unici ci preparano al meglio per il futuro in un’ampia serie di scenari”. Festeggia la Borsa, con il titolo che vola in vetta al Ftse Mib con un rialzo che sfiora il 5% e trascina con sé l’intero listino (Ftse Mib +2%).
Unicredit: l’utile sale a 3,2 miliardi e batte le stime
Unicredit ha archiviato i primi tre mesi dell’anno con un utile netto pari a 3,2 miliardi di euro, in crescita del 16,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato è superiore del 20% rispetto ai 2,675 miliardi previsti dal consensus. “I dati rappresentano quindi un ‘inizio straordinario’ del piano UniCredit Unlimited”, rivendica la banca in una nota.
Aumentano anche i ricavi, saliti del 4,9% a 6,9 miliardi di euro, mentre il margine d’interesse si è attestato a 3,6 miliardi, in leggero ribasso (-2%) e le commissioni hanno registrato un rialzo del 7,8% a quota 2,5 miliardi di euro.
Andando avanti col conto economico, i proventi da negoziazione raggiungono i 476 milioni (+2,3%), mentre i dividendi ammontano 408 milioni, più che triplicati su base annua. Sotto il profilo dei costi, quelli operativi sono scesi dell’1,1% a 2,3 miliardi, per un rapporto cost/income in calo al 33,4%, livello “leader nel settore”, mentre la qualità degli attivi si conferma solida, con un net Npe ratio al 1,4%, un rapporto di copertura sulle esposizioni deteriorate migliorato trim/trim al 45,8%, un basso costo del rischio pari a 17 punti base – ampiamente entro il range previsto – e overlay invariati pari a circa 1,7 miliardi, “a conferma di una gestione del rischio disciplinata e della resilienza in diversi possibili scenari macroeconomici”, sottolinea l’istituto milanese.
Parlando del patrimonio, il coefficiente Cet 1 è al 14,2% o al 14,8% “proformato per il Danish Compromise”. Salirebbe a circa il 15% “per l’impatto temporaneo legato al valore del patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank”.
Unicredit: per il 2026 il target utile sale a 11 miliardi
In virtù dei risultati incoraggianti raggiunti nel primo trimestre, Piazza Gae Aulenti ha deciso di aumentare la previsione sull’utile netto del 2026, ora previsto uguale o superiore a 11 miliardi di euro. “Unicredit conferma anche il proprio impegno per le ambizioni finanziarie al FY28 e oltre, sostenute da una solida traiettoria standalone e da una equity story eccezionale”, sottolinea il gruppo in una nota.
Al via l’ops su Commerz, Orcel: “Non prevediamo di arrivare al controllo”
Nel corso della call, Orcel ha parlato dell’ops su Commerzbank che prende il via oggi. L’operazione resterà aperta fino al 16 giugno e prevede un rapporto di scambio pari a 0,485 azioni Unicredit per ogni titolo Commerzbank conferito, ha spiegato il manager, indicando che l’offerta sarà valida per sei settimane. Su Commerz “ci vuole tempo, ma con tanta pazienza e mantenendo la barra dritta, noi siamo molto fiduciosi che alla fine si farà”: ha detto il manager all’Ansa.
Durante la conference call con gli analisti, il ceo di Piazza Gae Aulenti ha affermato che lo scenario base non prevede l’acquisizione del controllo di Commerzbank, un’eventualità che non rende l’offerta meno soddisfacente, tenendo conto che il rendimento dell’operazione è atteso comunque sopra al 20%. “Per noi va bene, perché vuol dire che la nostra strategia di base sta volando”, ha aggiunto Orcel all’Ansa.
In caso di acquisizione del controllo, l’operazione verrà portata avanti solo se sarà in grado di generare ritorni superiori al costo del capitale e coerenti con il piano “Unlimited”. Orcel ha infine sottolineato come entrambi gli scenari siano considerati positivi per gli azionisti di Unicredit, in quanto migliorativi rispetto alla situazione attuale e coerenti con una traiettoria di creazione di valore già definita di riferimento nel settore.
Orcel su Generali: “Al momento non vediamo scenari oltre il 10%”
Con Generali “abbiamo intensificato il dialogo su forme di cooperazione che aggiungono valore a entrambe le parti, nell’asset management, nelle assicurazioni e in diverse altre aree in cui possiamo creare valore reciproco”, ha detto Orcel nel corso della conference call di presentazione dei conti trimestrali. Dopo le indiscrezioni su possibili “sondaggi presso l’Ivass per valutare la salita oltre il 10% il banchiere ha spiegato che “al momento non vediamo scenari che ci porterebbero oltre il 10%” del capitale. “Generali è un investimento finanziario”, ha ribadito, confermando che Unicredit detiene una partecipazione di “circa il 9%”, che salirà “con la cancellazione delle azioni in seguito al buyback”. “Ci piace lo status quo, siamo soddisfatti dello status quo e la partecipazione che deteniamo ci aiuta a stabilizzare indirettamente la situazione – ha concluso -. Tuttavia, la nostra esposizione” economica “è ben al di sotto del 2% e intendiamo mantenerla così per il momento”.
Orcel sul risiko italiano: “Attenti a opportunità di consolidamento”
Il settore bancario italiano “è frammentato”, anche se “non come quello tedesco”, e quindi “si consoliderà nel tempo”, prevede Orcel, ricordando che Unicredit è “la seconda banca” ma ha una quota di mercato inferiore al 10%. “Non abbiamo pressione di intervenire, perché facciamo scala e creiamo sinergie all’interno dell’intero gruppo – ha aggiunto -, ma in quanto player in Italia osserviamo il contesto e siamo attenti a opportunità di consolidamento”.
Il numero uno di Piazza Gae Aulenti ha comunque ribadito che la banca “non si muoverà o non arriverà in fondo se l’operazione “non supererà il costo del capitale di un certo margine”. “Ma siamo in una delle migliori posizioni per intervenire se vedremo un’opportunità”, ha concluso.
(Ultimo aggiornamento: ore 12.15 di martedì 5 maggio).
