Baidu, il colosso cinese dei servizi Internet, accelera sulla valorizzazione delle sue attività legate all’intelligenza artificiale e prepara lo spin-off di Kunlunxin, la divisione specializzata nei chip per l’IA. Il gruppo ha confermato di aver presentato in via riservata, il 1° gennaio, la domanda di quotazione alla Borsa di Hong Kong, avviando così il percorso verso una possibile Ipo separata.
L’operazione rappresenta un passaggio strategico per il colosso tecnologico cinese, che punta a mettere in luce il valore autonomo della controllata, pur mantenendone il controllo.
Una valutazione da 21 miliardi di yuan e il nodo dell’Ipo
Secondo le informazioni emerse nelle settimane precedenti, Kunlunxin sarebbe stata valutata circa 21 miliardi di yuan, pari a quasi 3 miliardi di dollari, in occasione di un recente round di finanziamento. Dimensioni e struttura dell’offerta non sono però ancora state definite e la società ha chiarito che non esiste alcuna certezza sul completamento dello spin-off. Una volta portata a termine l’operazione, Kunlunxin dovrebbe restare una sussidiaria di Baidu, che oggi detiene una quota di controllo (59%) e continua a essere il principale cliente dei chip sviluppati dall’unità.
La corsa cinese ai semiconduttori per l’intelligenza artificiale
La mossa si inserisce in un contesto più ampio, segnato dall’accelerazione di Pechino nella costruzione di una filiera domestica dei semiconduttori, anche in risposta alle restrizioni statunitensi sull’export di chip avanzati. Negli ultimi mesi diverse società cinesi attive nell’intelligenza artificiale e nel design di semiconduttori hanno annunciato o avviato il debutto in Borsa, rafforzando il ruolo di Hong Kong come piazza di riferimento per questo tipo di operazioni.
Hong Kong hub delle quotazioni tecnologiche
Il mercato di Hong Kong ha così visto nel 2025 l’anno più forte dal 2021, con 114 nuove quotazioni e 36,5 miliardi di dollari raccolti, più del triplo rispetto all’anno precedente. In questo scenario, la possibile Ipo di Kunlunxin si colloca come uno dei dossier più osservati, anche perché riflette la strategia di Baidu di liberare valore dalle attività basate sull’intelligenza artificiale, attrarre investitori specializzati e ampliare i canali di finanziamento, in attesa delle necessarie approvazioni regolamentari sia a Hong Kong sia in Cina continentale.