Il settore dell’asset managment ha un’altra spina nel fianco e questa volta si tratta del private equity. L’elvetica Partners Group ha rilevato una crescente richiesta di rimborso in alcuni suoi fondi e ha deciso di intervenire bloccandoli. Ma ciò ha riacceso le preoccupazioni degli investitori sui rischi degli investimenti alternativi e ha provocato un generale calo delle azioni delle società di gestione patrimoniale da una parte all’altra dell’Atlantico.
Ieri Partners Group, società di gestione patrimoniale alternativa con un portafoglio di circa 185 miliardi di dollari, ha annunciato di aver posto un limite ai crescenti prelievi da un fondo di private equity da 8,6 miliardi di dollari, citando la volatilità generalizzata del settore dei fondi aperti evergreen a partire dalla fine del 2025, che, iniziata del credito privato, si sta ora propagando anche al private equity. Partners Group ha precisato che le richieste nette di rimborso hanno superato la soglia di allerta del 5% del valore patrimoniale netto del suo fondo Partners Group Global Value Sicav, raggiungendo il 9,8%. “Gli investitori sono estremamente sensibili a qualsiasi rallentamento del settore visto il rischio di contagio che va oltre il credito privato”, ha detto Glenn Schorr, analista di Evercore ISI a Reuters.
Inoltre oggi la società svizzera ha detto che intende imporre restrizioni anche al suo fondo Private Equity Master Fund da 16 miliardi di dollari nelle prossime settimane, a seguito di un’impennata di richieste di rimborso, riporta il Financial Times. Partners Group ha precisato che le richieste di rimborso presso il fondo hanno raggiunto circa il 6% del suo valore patrimoniale netto, superando la soglia del 5% che consente di limitare i prelievi. “La società è pronta ad attuare il rispettivo meccanismo di limitazione della liquidità anche su altri fondi” ha detto. Per altri tre fondi evergreen, con un patrimonio complessivo di 9,7 miliardi di dollari, i rimborsi attesi nel secondo trimestre si collocano tra il 3,5% e il 5%.
Il possibile contagio dal credito privato al private equity
Nei mesi scorsi gli investitori si erano concentrati sui problemi emersi nei prestiti concessi da fondi di credito privati gestiti da grandi società di gestione patrimoniale, basandosi in particolare su valutazioni, standard di concessione del credito e su come le aziende di software possono affrontare le sfide dell’intelligenza artificiale. In questo contesto diversi grandi asset manager, tra cui Apollo Global Management, Kkr, BlackRock e Blue Owl, hanno già introdotto limiti ai riscatti per contenere le pressioni di liquidità.
Ma l’annuncio di Partners Group dimostra che i fondi di private equity non sono immuni alla volatilità delle valutazioni e all’ansia dei clienti, tant’è vero che le sue azioni sono crollate ieri del 16% raggiungendo il minimo degli ultimi sei anni a Zurigo. Oggi le azioni hanno registrato un rimbalzo del 3%. Dall’inizio dell’anno il titolo ha perso il 32%.
“Parte della pressione sui rimborsi, iniziata nel credito privato, inizia a farsi sentire anche in altre classi di attività“, ha detto David Layton, Ceo di Partners Group, a Bloomberg TV. Lo scorso marzo, la stessa Partners Group aveva segnalato la possibilità che i tassi di insolvenza dei crediti privati andranno crescendo nei prossimi anni, fino a raddoppiare. Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan Chase & Co, aveva avvertito già lo scorso ottobre che altri “scarafaggi” sarebbero emersi nel mondo dei prestiti privati, un tempo fiorente ma poco trasparente, dove i prezzi non vengono solitamente resi pubblici.
A chiedere di uscire sono stati per lo più i singoli, più rapidi nei movimenti
La maggior parte dei rimborsi effettuati nei fondi di private equity del gruppo elvetico è stata effettuata da singoli individui, mentre l’80% degli investitori della società sono investitori istituzionali a lungo termine. “I clienti con patrimoni privati rappresentano l’anello debole” dice Aneeka Gupta, direttrice della ricerca presso WisdomTree, aggiungendo che di solito sono più rapidi a ritirare denaro rispetto agli investitori istituzionali. “I fondi evergreen sono stati venduti agli investitori al dettaglio come un modo per ottenere liquidità dal private equity, ma il private equity è intrinsecamente illiquido”, ha detto. “Quando un numero sufficiente di persone mette alla prova questa promessa contemporaneamente, le barriere crollano.”
I fondi evergreen sono strumenti di investimento a perpetui, senza una data di scadenza prefissata. A differenza dei fondi tradizionali, consentono di entrare o uscire periodicamente e reinvestono continuamente i capitali liquidati in nuove opportunità, mantenendo il denaro sempre investito. Ma alcuni investitori hanno iniziato ad esprimere timori riguardo all’esposizione di alcuni settori all’intelligenza artificiale. Delle prime 10 partecipazioni dirette del Global Value Fund, quattro sono nel settore tecnologico, secondo un documento depositato a marzo. Layton ha detto che l’esposizione di Partners Group agli asset software è inferiore al 10%. La società ha dichiarato oggi che, nel complesso, continua ad aspettarsi una solida raccolta fondi quest’anno e prevede che gli afflussi sulla sua piattaforma di gestione patrimoniale privata supereranno i deflussi nella prima metà del 2026. Tuttavia, ha avvertito che le attività di rimborso potrebbero ridurre la crescita complessiva degli asset in gestione dell’1-2% nella seconda metà dell’anno e nel 2027.
Dagli Usa all’Europa, le società dell’asset management accusano il colpo
Molte società del settore hanno accusato il colpo da un lato all’altro dell’Atlantico. Le azioni della società svedese Eqt sono scese di oltre il 6% e nel Regno Unito Cvc Capital Partners è calato del 7,5% e Bridgepoint ha perso il 10%, mentre negli Stati Uniti, i gestori patrimoniali Blackstone, Kkr, Tpg e Ares Management hanno registrato un calo del 4% ciascuno. Molte società quotano vicino al limite inferiore dei loro intervalli a 52 settimane, dicono gli analisti, riflettendo le preoccupazioni sugli investimenti nei mercati privati e il timore che i problemi in questo settore possano colpire altre società finanziarie. Goldman Sachs e Morgan Stanley sono scese del 2% ieri, sebbene entrambi i titoli siano scambiati vicino ai massimi recenti. “La reazione del prezzo delle azioni suggerisce che i deflussi dal Global Value Fund potrebbero essere solo l’inizio e potrebbero estendersi ad altri strumenti di investimento“, ha detto a Reuters Andreas Venditti, analista di Vontobel. “Considerata l’attuale attenzione al credito privato, il mercato è estremamente sensibile alle notizie negative.”